In questo romanzo viene raccontato un pezzo di storia che fin ora mi era sfuggito.
Dopo la fine della guerra il partito comunista organizzava dei viaggi per portare i bambini del sud italia, che vivevano in condizioni misere, al nord dove venivano temporaneamente adottati da una nuova famiglia che si occupava di nutrirli e della loro istruzione.
In questo viaggio in particolare su questo treno c'è un bambino alquanto particolare: Amerigo Speranza.
Amerigo è cresiuto da solo con la mamma, non ha mai conosciuto suo padre e fin da bambino è stato costretto a lavorare per aiutare in casa ma nonostante ciò è un bambino piuttosto felice.
Quando sua mamma viene a sapere dei treni decide di separarsi da lui per dargli momentaneamente una prospettiva di vita migliore ma Amerigo non vuole partire.
Viene quasi costretto e quel viaggio gli cambierà per sempre la vita.
Viaggio, una sola parola che racchiude tutto il libro. Si perché quella narrata altro non è che la storia di un viaggio.
Un viaggio fisico in primis che poi si trasforma in un viaggio emotivo.
Se vi state accingendo a leggere questo libro dovete sapere solo una cosa: a fine lettura non sarete mai chi eravate prima. I protagonisti di questo romanzo ti entrano dentro, prendono la tua vita e la stravolgono insieme alla loro ed è impossibile non perdersi.
