Visualizzazione post con etichetta collaborazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta collaborazione. Mostra tutti i post

giovedì 5 maggio 2022

Goro goro - Laura Imai Messina

Titolo: Goro goro

Autore: Laura Imai Messina

Edizione: Salani; 25 febbraio 2021

Pagine 160

⭐️⭐️⭐️



La prima sensazione che ho avuto all’impatto con queste fiabe non è stata molto positiva.

Principalmente perché il tono è tanto orientaleggiante quindi pregno di significati simbolici e morali poco chiare che fatico sempre a condividere quando leggo questi libri.


Inoltre poi non ho apprezzato molto le continue onomatopee con suoni che oltretutto si rifanno sicuramente a termini giapponesi e che perciò in italiano risultano poco attinenti.


A questo si aggiunga che per me il senso della prima storia, quella di Daruma, risulta fortemente ambiguo: bisogna diventare tondi per poter tornare sempre diritti? Credo che esistessero diversi modi migliori per sottolineare il potere della resilienza; non credo che mostrare un bambino che va in pezzi sia il più efficace, soprattutto perché un po’ forte come immagine.


Devo ammettere però che, da dopo la fiaba della volpr Ko-kitsune-ne che vince la paura per puro caso senza alcun merito particolare, e dopo quella dei Demoni Hikari (di cui mi è piaciuta tantissimo l’immagine del raccogliere la luce ma di cui confesso di non aver capito minimamente la morale) e quella dei tre bambini Momotaro, Urihime e Imotaro, che ho trovato decisamente scarna col “bisogna sempre provarci anche in modo diverso, perché in un modo o nell’altro, alla fine, si riesce di certo”, dalla storia di Daidara-bocchi, il bambino di fango, che è un inno al potere e al valore della diversità, ho cominciato ad apprezzare maggiormente queste fiabe (ad eccezione di quella delle due ragazze che si scambiano i sogni che, più che un inno all’amicizia, sembra voler dire che bisogna inseguire obiettivi materiali).



In particolare mi ha fatto tantissima tenerezza l’uccellino chiacchierone Uguisu, la storia di Yamabiko, la voce della montagna, che da eco diventa una sorta di oracolo, e quella delle avventure di Uso-tsukino, che gli insegnano la forza delle storie che racconta e l’importanza della fantasia.



E poi una menzione a parte meritano le illustrazioni: tutte le storie di questo libro sono illustrate con immagini meravigliose che lo rendono veramente una chicca da acquistare e tenere come un gioiellino per sfogliarlo con i bimbi anche solo per guardarle e costruirci nuove storie.



giovedì 10 febbraio 2022

Il viaggio straordinario. Olga di carta #1 - Elisabetta Gnone

 

Titolo: Il viaggio straordinario. Olga di carta.
Autore: Elisabetta Gnone
Edizione: Salani; 7 giugno 2018
Pagine 304
⭐⭐⭐⭐⭐


Olga Papel è una bambina molto originale del paese di Balicó che allieta le giornate della gente del posto con le sue storie, che narra in compagnia degli inseparabili amici Mimma e Bruco, e della new entry Ari.
Queste storie servono a tutti per alleggerire le giornate, superare momenti difficili e far del bene ai cuori, migliorando il clima generale.
La nonna Almida però è un po’ preoccupata per questa sua originalità…

Questa storia per bambini è, esattamente come le storie che narra la bambina, una storia che fa bene al cuore.
Leggerla è come una carezza, come una piccola dolcezza fatta a se stessi.
Oltre alla storia vera e propria, sia quella di Olga, che nasconde un particolare nascosto che raggela improvvisamente, la storia della bambina di carta nasconde tantissimi messaggi.

Primo tra tutti: la convenzionalità e la soggettività del valore che diamo alle cose, di cui Olga è bene a conoscenza essendo fatta di carta, e con cui si trova a fare i conti il venditore di storie.
Poi c’è il fatto che a ognuno durante la propria vita, prima o poi, capita di sentirsi perduto. Ad Olga succede spesso durante questo viaggio, nonostante trovi sempre il modo per rialzarsi e andare avanti, e questo rimanda anche all’importanza degli amici in questo, nel ruolo che giocano nell’aiutare a superare le difficoltà.
Poi troviamo anche il “diffidare delle scorciatoie” che potremmo leggere come il non scendere mai a compromessi, che può essere perlopiù un bene, se riferito al restare fedeli a se stessi e a ciò in cui si crede, e nel non cercare dei modi per evitare di affrontare i problemi, ma può diventare anche però un male, se lo si legge come il non essere mai pronti a mettersi in discussione modificando il proprio punto di vista o il pretendere tutto sempre esattamente come lo si desideri.
E abbiamo anche la metafora dell’ “essere tagliati in due”, da un’assenza, da un dolore, da un gesto o un avvenimento che feriscono, ma che Olga, in entrambe le versioni, è capace di affrontare in maniera molto matura, senza prendersela con persone esterne o attribuire volontà assenti.

Ma i messaggi più importanti e che sono presenti dall’inizio alla fine, sono quelli della dote che possiede ciascuno di noi, nessuno escluso, e dell’unicità di ognuno, contrapposta al desiderio di normalità di Olga, motivo che la spinge ad affrontare quel viaggio, e per cui le serviranno tutte le esperienze che si troverà a fare, ma proprio tutte dall’inizio alla fine, per riuscire a comprenderlo davvero.
E prima Tasso e Melo, e poi la strampalata brigata del Miomagnifico spettacolo, saranno i personaggi che faranno da mezzo per questo.

Olga si troverà ad affrontare le tre prove della maga che la costringeranno a guardare dentro di sè e ci vorrà tutto il tempo necessario per arrivare a realizzare finalmente la consapevolezza che aveva già conquistato durante tutte le sue esperienze.

Questo libro mi è stato fornito dalla Salani (che ringrazio) per la challenge Il tesoro di capitan Li braio per i piccoli lettori, in collaborazione col progetto Lettori si diventa.