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martedì 27 febbraio 2024

Tu leggi? Io scelgo…La casa ai confini della magia-Amy Sparkes


Ed eccoci al nuovo appuntamento mensile con la rubrica che più amo in cui si sceglie dalle letture di una delle altre partecipanti scelta dal caso.

Stavolta ho scelto da Graziella di Libri e librai e sono rimasta contentissima! Ecco la mia lettura…



La casa ai confini della magia-Amy Sparkes

Terre di mezzo, marzo 2021 - 134 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Nove è un’orfanella che è stata messa in salvo dalla strada da un anziano uomo disilluso che protegge i bambini soli in cambio dei loro doni speciali.

Questi doni sono i frutti dei loro furti. Infatti conosciamo Nove proprio in occasione di un tentativo di borseggio da cui trae un oggetto misterioso: una statuetta di una casa. Ma scopre presto che nasconde un segreto: è magica.

E in compagnia dei suoi strampalati abitanti, Eric il troll, Basito il mago e Cucchiaio lo scienziato, affronta strepitose avventure che sembrano poterle restituire una speranza.


Inizialmente la bambina protagonista mi è risultata un po’ antipatica, sembra brusca e scostante sempre con chiunque incontri, e soprattutto mi urtava quando lo era con il dolcissimo Eric che aveva per lei sempre una para carina e una caramella per risolvere i problemi.

Poi invece facendone la conoscenza pian piano si capisce che la sua scontrosità è una corazza e che nasconde molte emozioni diverse e una grande fragilità. 

La sua storia fino a quel momento del resto è stata una prova durissima e le ha insegnato a non fidarsi mai di nessuno, a non essere grata perché poi si finisce per essere debitrice e a non piangere mai per non mostrarsi debole.

Inoltre si nota il suo grande cambiamento quando ha a che fare con i libri, in particolare i gialli, che adora, e il bibliotecario che le permette di prenderli in prestito anche senza tessera.


Tutti i protagonisti sono tutti caratterizzati a meraviglia ed è impossibile non affezionarglisi anche se il mio preferito è stato il domestico troll Eric (se non si era capito prima).

La casa con tutte le sue stranezze è divertentissima e non finisce mai di stupire con nuove particolarità.


Ma la cosa più bella è stato il finale perché la figura della strega e la scoperta legata al suo ruolo e alla motivazione della maledizione che ha lanciato sulla casa sono carichi di significati e insegnano tanto sul rispetto e la tolleranza.


Lettura adatta ai bambini ma che può intrattenere piacevolmente anche un pubblico adulto.

venerdì 8 settembre 2023

I vagabondi - Chuck Wendig


I vagabondi - Chuck Wendig

Fanucci editore, gennaio 2023 - 832 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Chiaramente di ispirazione Kinghiana, a cui sono fatti diversi richiami e tributi nel testo, alcuni anche apertamente dichiarati.

Da L’ombra dello scorpione prende la base della trama dell’epidemia che porta alla fine dell’umanità e di alcune persone che cominciano a camminare, di punto in bianco, per raggiungere un luogo che, per gli altri, appare indefinito. 

Affiancata a ciò assistiamo a, ugualmente ispirata, la classica lotta tra il Bene e il Male, tra personaggi che, in alcuni casi sono dichiaratamente buoni o dichiaratamente cattivi, come Stover, Shana e Marcy, in altri, come in particolare nel caso del predicatore Matthew, sono solo molto deboli e quindi non si capisce bene che parte prenderanno.

E fin qui direi che, sebbene ben riuscita, ovviamente non fa gridare al miracolo perché, seppure conturbante nella rispondenza a ciò che sta succedendo nella vita reale, però King lo aveva immaginato già molto tempo prima, quando i giochi non erano ancora così evidenti.


Si differenzia però per il ruolo dell’AI in questo, Cigno nero, un ruolo che va ben al di là di quello dei suoi creatori e sviluppatori, e al di là anche di quello che potremmo pensare noi, con l’inclusione delle nanoparticelle e molto altro, il che farebbe gridare al miracolo qualsiasi odierno complottista.

A parte il paradosso di Cigno nero che si manda il messaggio dal futuro per avvisarsi e vabbè la conclusione…


Accanto a questi aspetti stanno altri aspetti che ho trovato molto interessanti: la battaglia politica, in alcuni aspetti per me esilarante, tra la Hunt e Creel, populista ed epigono inconsapevole di Trump, e quella tra fede e non fede, che attanaglia diversi protagonisti, tra cui anche lo stesso Benji, in maniera piuttosto esplicita.


Tutti i personaggi sono splendidamente caratterizzati  (per me però Benji, Marcy e Arav sono il top anche se ammetto di aver avuto un debole per Landry) ma soprattutto è di una attualità sconcertante tutto quello che riguarda i comportamenti e le reazioni delle persone, compresa la lotta dei suprematisti bianchi, i cambiamenti climatici, ma, soprattutto, l’epidemia nata dai pipistrelli (e anche le vere origini) scritta già nel 2019.


Non vado troppo oltre per non fare troppi spoiler, pur avendo già dato qualche spunto.

Dico solo che secondo me vale la pena leggerlo pur non brillando per originalità degli spunti, senza farsi spaventare dalla mole.


“Come dice il detto, il diavolo sa ben citare le scritture per i suoi scopi”

mercoledì 28 giugno 2023

Ci provo con… Once more upon a time - Roshani Chokshi

Ultimo appuntamento mensile con la rubrica in cui ci cimentiamo con sempre nuovi autori, prima della meritata pausa estiva.

Stavolta ho scelto una lettura molto leggera e frizzante per restare in tema e, grazie alla casa editrice Fanucci, ho avuto una piacevolissima esperienza.



Once more upon a time - Roshani Chokshi

Fanucci, marzo 2023 - 180 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Ambrose e Imelda sono un principe e una principessa, novelli sposi del regno Fortezza dell’Amore. Intanto tralasciamo come lo siano diventati ma ora lo sono.

Classico direte voi…eh no perché quanto potrete trovare di classico in questa fiaba termina qui!

Perché restano re e regina per un solo giorno, poi smettono di amarsi per il patto che lui fa con la strega per poter salvare l’amata da un pomodoro avvelenato sfuggito al drago guardiano (tralasciamo anche su questo anche se ho trovato semplicemente fantastica questa idea!).

E così adesso i due non si amano, anzi per dirla proprio tutta, non si sopportano. Ma accettano una missione dalla stessa strega che ama gli accessori di moda, in cambio di ciò che desiderano, cioè la libertà dal padre e dalla famiglia lei, un regno da governare facendosi valere sui fratelli, lui. In fondo si tratterà di sopportarsi solo per pochi giorni ancora.

Ma le cose non vanno sempre come si spera e le storie a volte fanno dei giri strani, e poi può capitare di trovare qualcosa proprio mentre si stava cercando qualcos’altro…


Questa coppia, per tutto il viaggio mi ha ricordato tantissimo Fiona e Shrek, insieme al fidato mantello-destriero Ciuchino.

Sì perché sono agli antipodi delle coppie delle fiabe, irriverenti e sarcastici, e poi insomma sono una principessa che non è proprio un gioiellino, non porta le scarpe, ha modi bruschi e i capelli che non si sa da quanto non vedono un pettine, e un principe azzurro che non è tutto d’un pezzo ma fragile e con delle paure, e non è biondo, ma almeno ha le spalle larghe.


E anche i temi non sono proprio da favola, perché si va dalla incomunicabilità tra fratelli fino alla competizione, dalla difficoltà a fare i genitori capendo i propri figli e a trovare un equilibrio tra l’autonomia e il controllo, al bisogno di riconoscimento e realizzazione personale, dal bisogno di libertà al chiedersi cosa sia veramente il sentirsi liberi e quanto stare soli possa dare questa opportunità, alla paura di essere abbandonati e a come questo possa portare a chiudersi e a perdere delle bellissime occasioni…

Insomma tutte tematiche attualissime che mai avremmo pensato potessero trovarsi ad affrontare un principe e una principessa, trattate senza banalità anche se in poche pagine.

E sì per i più esigenti che vogliono l’amore strappalacrime c’è anche quello, anche se non proprio esattamente come ce lo saremmo aspettati…


Chicche in più la copertina meravigliosa, con tutti gli elementi della storia che si collegano ovviamente solo una volta letta, e i richiami a tante fiabe diverse sparsi qui e lì nella narrazione, il principale e più evidente e per me riuscito, alla Bella addormentata nel bosco.


sabato 27 maggio 2023

Questa volta leggo… Maigret si commuove/Il cavallante della Providence - Georges Simenon

Eccoci alle prese con il primo appuntamento di questa rubrica dal sapore più estivo dato il caldo che ha invaso la nostra penisola, anche se credo che le ragazze quando hanno scelto il tema, non lo immaginassero ancora.

Perché stavolta il tema è il giallo, come ci dice il meraviglioso banner con il sole splendente, ideato da Dolci. Quale migliore occasione allora per procedere con la serie di Maigret di cui il primo volume mi aveva piacevolmente colpita?

È sia giallo di genere che di copertina! 🤗



Maigret si commuove/Il cavallante della Providence-Georges Simenon

Adelphi, ottobre 1997 - 137 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


La doppia versione del titolo sta nel fatto che le diverse case editrici hanno tradotto i titoli originali in modi molto diversi, ma visto che da noi è meglio stendere un velo pietoso sull’argomento traduzione titoli evitiamo.

Maigret stavolta indaga sul ritrovamento del cadavere di una giovane donna in una stalla. 

L’ambientazione è particolare perché si tratta di una chiusa sul canale della Marna, e coinvolti sono gli equipaggi di uno yacht inglese e quello di un barcone francese.

Come sempre le indagini del commissario sono basate principalmente sulle sue deduzioni che, chiaramente, difficilmente possiamo condividere essendo nella sua testa, e quindi chiaramente la soluzione sembra piombare un po’ dall’alto improvvisamente.

Però devo dire che a me questi gialli, dei veri gialli, continuano a piacere, e anzi questo mi è piaciuto molto più del precedente perchè ho trovato un personaggio letterario molto più maturo e consapevole rispetto al primo, come era giusto fosse.

Inoltre ho scoperto anche che le imbarcazioni sui canali venivano tirate dai cavalli sulla sponda, cosa che per me è del tutto nuova.

Anche qui la storia è centrata sulla personalità dei vari personaggi, che sono dipinta con maestria dalla penna dello scrittore, e sui loro passati oscuri che vengono alla luce pian piano e a fatica e che sembrano diversi da come sono poi in realtà.

La commozione di una delle versioni del titolo sta nel fatto che l’epilogo mette di fronte ad una umanità disarmante, a una tenerezza e una compassione per una vita distrutta che ci porta, in accordo con le emozioni del protagonista, a comprendere, pur non giustificandolo, anche il peggiore dei crimini.


venerdì 24 febbraio 2023

Questa volta leggo… Assassino senza volto - Henning Mankell

Per questo mese il tema di questa rubrica è “mani” come si può notare anche dal bellissimo banner ideato da Dolci.

E a me erano venute in mente una miriade di possibilità, ma la mia scelta poi è caduta su questo titolo che dovevo leggere da tantissimo tempo. E meno male che l’ho fatto perché, a parte aprire la milionesima serie, ho trovato le atmosfere che preferisco!



Assassino senza volto - Henning Mankell

Marsilio, 366 pagine; settembre 2018

⭐️⭐️⭐️⭐️


Con questo libro ho fatto la conoscenza con Kurt Wallander ed è stata molto positiva.

Kurt è un detective, uomo che va allo sfascio lentamente durante queste indagini.

In realtà lo conosciamo già avanti in questo processo, lasciato dalla moglie, la figlia tormentata con cui vive un rapporto combattuto, un padre che vede star male ma da cui si tiene lontano, la sorella da cui si sente sempre più distante, l’alcool che diventa il suo migliore amico, al punto da diventare autodistruttivo nelle indagini e negli inseguimenti, come nei rapporti con i suoi superiori e le vecchie amicizie che vanno allo sfascio.


In questo caso si tratta di due indagini per la precisione di un caso nel caso.

Da quello per l’ omicidio brutale di due anziani nella loro casa, scoperto dal vicino, si affianca quello per un altro omicidio di uno straniero che fa venire alla luce un mondo sommerso di movimenti razzisti e violenti.


Non avevo neanche cominciato la lettura che già mi sentivo catturata, immersa nel mondo nero svedese, e in quello di questo fragile uomo nordico.

Mi ha coinvolta molto il caso che è orchestrato benissimo al punto da farsi chiedere dove si possa arrivare senza avere uno straccio di prova.

E poi invece le prove e gli indizi vengono fuori poco per volta, mano a mano, anche se con tanta fatica.

Ho apprezzato soprattutto la capacità di sottolineare questo aspetto, la lunghezza delle indagini che invece in tantissimi altri casi sembrano procedere quasi per magia, cosa molto lontana dalla realtà.

I mesi che passano e la disillusione, l’intenzione di mollare che serpeggia, fino a un’illuminazione improvvisa.

Personalmente avrei pensato a un colpo di scena da inserire nelle ultimissime pagine, che forse avrebbe reso la quinta stellina ma anche così riesce a dare perfettamente l’idea dello squallore e la rabbia dello scoprire che la soluzione purtroppo era la più improbabile perché del tutto casuale, proprio come capita nella vota reale.

Tu leggi? Io scelgo… Le signore in nero - Madeleine St. John

Questo mese per la rubrica in cui scegliere un libro dalla lettrice a cui veniamo abbinate, mi è capitata Elisa del blog Il mondo di Krapfy e ho scelto una lettura per me un po’ insolita ma che mi è piaciuta un sacco e ora ve ne parlo!



Le signore in nero - Madeleine St. John

Garzanti, 192 pagine; giugno 2019

⭐️⭐️⭐️⭐️


Siamo a Sidney nel dopoguerra e ci sono 4 donne che lavorano da Goode’s, uno dei vecchi grandi magazzini di abbigliamento poi surclassati dai centri commerciali.

4 donne che non potrebbero essere più diverse una dall’altra.

Patty è una donna di mezza età, insicura e insoddisfatta, che sta col marito poco presente, e che un giorno durante gli acquisti di Natale, viene fulminata da una camicia da notte di seta e pizzo.

Fay è una ragazza abituata a fare la bella vita e a conoscere diversi ragazzi fino a quel momento, ma che ora si sente vuota e sola e desidera qualcosa di più dalla propria vita.

Magda è una donna ricca e in una coppia felice ma che viene reputata da tutti snob e con la puzza sotto al naso.

E lavorano tutte da Goode’s da un po’.

Finché arriva anche Leslie (che si fa chiamare Lisa), giovanissima appena diplomata, in attesa dei voti per sapere se andrà all’università oppure no, che decide di andare a lavorare per mettere da parte un po’ di soldi nel frattempo.

Il suo arrivo rompe l’equilibrio instabile che si era stabilito tra le donne nel negozio e, partendo da dei piccoli avvenimenti, darà il via a una serie di conseguenze che avranno il sicuro effetto di avvicinarle tra di loro e che porteranno a dei cambiamenti nelle loro vite.


La storia non mi è dispiaciuta per niente. 

Le tre protagoniste sono tutte donne profondamente diverse tra loro; ognuna incarna un tipo particolare di donna e ciascuna porta con sé delle problematiche diverse che, pur non essendo tematiche traumatizzanti, costituiscono le preoccupazioni che le accompagnano giorno dopo giorno e che in fondo potrebbero essere quelle di chiunque di noi che le stiamo leggendo.

Perché in fondo la caratteristica che le accomuna è che sono tutte donne normali, proprio come noi.

E ognuna di loro desidera essere felice e decide di dare una svolta alla propria vita.


Insieme a questo, le loro storie finiscono per essere anche uno spaccato di vita degli anni 50 in Australia, quando era la Terra promessa, con il boom economico ma ancora vergine, meta di emigranti da nazioni diverse. In particolare Magda e Stefan incarnano proprio questo: la coppia emigrata dall’Europa che ha fatto ricchezze e che fa invidia a tutti per la felicità raggiunta.

 

Non ce n’è stata una che non mi sia piaciuta o che mi sia diventata antipatica: seppur ognuna diversa dall’altra, ognuna con i propri difetti e le proprie particolarità, è stata proprio questa loro imperfezione a conquistarmi.


Purtroppo quello che mi è piaciuto di meno è stato il finale, non perché sia brutto ma perché è come se la storia fosse stata interrotta sul più bello, di fretta e le storie fossero state lasciate lì così in sospeso.

Certo, in fondo non sono proprio lasciate in sospeso perché quello che dovevamo sapere lo veniamo a sapere, però non c’è un vero e proprio momento del distacco ma è come se si interrompessero così inaspettatamente.

Ho avuto la sensazione che mi mancasse qualcosa, di non essere riuscita a salutarle adeguatamente queste nuove amiche.

Forse qualche pagina in più avrebbe aiutato a lasciarle andare… Siamo a Sidney nel dopoguerra e ci sono 4 donne che lavorano da Goode’s, uno dei vecchi grandi magazzini di abbigliamento poi surclassati dai centri commerciali.

4 donne che non potrebbero essere più diverse una dall’altra.

Patty è una donna di mezza età, insicura e insoddisfatta, che sta col marito poco presente, e che un giorno durante gli acquisti di Natale, viene fulminata da una camicia da notte di seta e pizzo.

Fay è una ragazza abituata a fare la bella vita e a conoscere diversi ragazzi fino a quel momento, ma che ora si sente vuota e sola e desidera qualcosa di più dalla propria vita.

Magda è una donna ricca e in una coppia felice ma che viene reputata da tutti snob e con la puzza sotto al naso.

E lavorano tutte da Goode’s da un po’.

Finché arriva anche Leslie (che si fa chiamare Lisa), giovanissima appena diplomata, in attesa dei voti per sapere se andrà all’università oppure no, che decide di andare a lavorare per mettere da parte un po’ di soldi nel frattempo.

Il suo arrivo rompe l’equilibrio instabile che si era stabilito tra le donne nel negozio e, partendo da dei piccoli avvenimenti, darà il via a una serie di conseguenze che avranno il sicuro effetto di avvicinarle tra di loro e che porteranno a dei cambiamenti nelle loro vite.


La storia non mi è dispiaciuta per niente. 

Le tre protagoniste sono tutte donne profondamente diverse tra loro; ognuna incarna un tipo particolare di donna e ciascuna porta con sé delle problematiche diverse che, pur non essendo tematiche traumatizzanti, costituiscono le preoccupazioni che le accompagnano giorno dopo giorno e che in fondo potrebbero essere quelle di chiunque di noi che le stiamo leggendo.

Perché in fondo la caratteristica che le accomuna è che sono tutte donne normali, proprio come noi.

E ognuna di loro desidera essere felice e decide di dare una svolta alla propria vita.


Insieme a questo, le loro storie finiscono per essere anche uno spaccato di vita degli anni 50 in Australia, quando era la Terra promessa, con il boom economico ma ancora vergine, meta di emigranti da nazioni diverse. In particolare Magda e Stefan incarnano proprio questo: la coppia emigrata dall’Europa che ha fatto ricchezze e che fa invidia a tutti per la felicità raggiunta.

 

Non ce n’è stata una che non mi sia piaciuta o che mi sia diventata antipatica: seppur ognuna diversa dall’altra, ognuna con i propri difetti e le proprie particolarità, è stata proprio questa loro imperfezione a conquistarmi.


Purtroppo quello che mi è piaciuto di meno è stato il finale, non perché sia brutto ma perché è come se la storia fosse stata interrotta sul più bello, di fretta e le storie fossero state lasciate lì così in sospeso.

Certo, in fondo non sono proprio lasciate in sospeso perché quello che dovevamo sapere lo veniamo a sapere, però non c’è un vero e proprio momento del distacco ma è come se si interrompessero così inaspettatamente.

Ho avuto la sensazione che mi mancasse qualcosa, di non essere riuscita a salutarle adeguatamente queste nuove amiche.

Forse qualche pagina in più avrebbe aiutato a lasciarle andare…

sabato 28 gennaio 2023

Ci provo con… I figli della discordia - Tochi Onyebuchi

E per ultima arriva anche questa rubrica, in cui dobbiamo provare un nuovo autore sconosciuto, mai letto prima.

Per questo mese ho provato a leggere questo libro fornitomi dalla casa editrice Fanucci per la collaborazione in corso, di un autore afroamericano all’esordio con il genere, e devo dire che non mi è andata per niente male!



I figli della discordia - Tochi Onyebuchi

Fanucci, 2021 - 224 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Ella e Lev sono due fratelli di Harlem, uniti dal comune destino di essere neri.

E dei neri, in una città in cui il razzismo impera, non hanno vita facile, soprattutto quando sono i poliziotti a fare discriminazioni nei confronti dei gruppi di giovani che si incontrano per strada.

In più Ella ha il dono di vedere il futuro delle persone, in particolare di quelle che muoiono di morte violenta, quindi viene dilaniata dalla sofferenza di tanti suoi amici e conoscenti che vengono uccisi, senza motivo o per motivi futili, dalla polizia, e sente e prova la stessa rabbia della popolazione americana di colore che manifesta per ribellarsi contro questa violenza ingiustificata. E questa rabbia diventa il suo bagaglio personale di vita, che la spinge ad allontanarsi dalla città e dalla madre e il fratello per studiare la sua Cosa e imparare a usarla.

Questo però influisce su Kev che, sentendosi abbandonato e senza la protezione della sorella a tenerlo lontano dalle bande, finisce ben presto in prigione.

Quando ne uscirà troverà un mondo profondamente diverso, in cui i poliziotti vengono Potenziati con placche di metallo e protesi impiantate sotto pelle che servono a renderli inattaccabili, e agli stranieri vengono proposte delle alternative di vite del tutto controllate, in cui resta poco spazio per le scelte personali, con chip che servono a renderli mansueti e innocui.


Questo distopico un po’ fuori dagli schemi mi ha colpita tanto perché unisce il tema del futuro dai tratti profondamente negativi a quello delle discriminazioni e del razzismo sollevato dai gruppi del movimento Black lives matter dopo l’uccisione di Rodney King (che tra l’altro compare in una scena del libro), che ha fatto venire alla luce un problema di discriminazione da sempre strisciante negli USA, che è stato esacerbato durante il governo Trump.

L’autore, nero americano a sua volta, mostra di conoscere molto bene il problema, e ne propone una visione in cui i bianchi abbiano trovato un modo futuristico e cibernetico per sopraffarli ed averne il totale controllo, ingabbiando le differenze in un comportamento uniforme.

Unica pecca che trovo è la sensazione di sospeso, di non concluso, provata alla fine del libro. Questo però potrebbe anche voler indicare che ci sarà un seguito per la storia di questi due ragazzi e di Jamila, cosa in cui confido.


“Non vuole ridurre in polvere questo intero complesso, (…)

Vorrebbe invece potersi teletrasportare indietro nel tempo, tendere la mano e metterla sul petto di Kev la notte di quel tentativo di rapina a mano armata. O andare ancora più indietro e stare più vicino a Kev per più tempo per tenerlo in quella bolla di protezione così i poliziotti l’avrebbero lasciato in pace più spesso. O andare ancora più indietro e impedirgli di diventare amico di Freddie che un giorno è stato preso dai poliziotti per averne guardato uno troppo a lungo e nel cellulare della polizia sulla strada per la centrale gli hanno spezzato la spina dorsale. Perché forse se Kev non l’avesse conosciuto come amico, come un fratello quasi, in assenza di Ella mentre Ella andava a scoprire i suoi poteri dove non avrebbe fatto male a nessuno, forse Kev non sarebbe qui. O forse andare ancora più indietro e spingere mamma a portare la famiglia in un altro posto dove la terra non avrebbe bruciato sotto di loro e preso fuoco, dove avrebbero potuto fermarsi e dove la gente bianca sarebbe stata magari appena un po’ meno assetata del loro sangue.”


sabato 11 giugno 2022

PURCHÉ SIA DI SERIE…. I colori del mare (Alea aquarius #2) - Tanya Stewner


Torna l’appuntamento mensile con le serie in sospeso, nella rubrica ideata da Chiara la Lettrice sopra le nuvole, tanto preziosa perchè permette di smaltire le serie in sospeso (millemila).

Questa volta voglio parlarvi di una serie per ragazzi che mi rimanda al mio elemento naturale: il mare!!!



Titolo: Alea aquarius #2. I colori del mare

Autore: Tanya Stewner

Edizione: Giunti; 6 ottobre 2021

Pagine 304

⭐️⭐️⭐️⭐️


Attenzione: essendo il secondo volume della serie sono possibili spoiler!!!


Alea e Lennox continuano a chiedersi in che modo sono legati tra loro come creature del mare e partono insieme agli Alpha Cru per Loch Ness, per scoprire questo e che fine abbiano fatto tutte le altre creature come loro.

Nel gruppo però cominciano a nascere i primi dissapori: Tess mente ad Alea e inoltre si fa scoprire dai genitori che vanno a prenderla a Edimburgo e quindi i ragazzi sono costretti a dividersi per poter proseguire il viaggio.

L’Irlanda porta a una serie di nuove scoperte che porranno finalmente risposte a tante delle domande in sospeso.


Questo secondo capitolo purtroppo mi è piaciuto molto meno del precedente. 

Di episodi in acqua in realtà c’è molto poco a parte all’inizio, e, quelli che ci sono, sono anche di carattere molto diverso dai precedenti, meno entusiasmanti.

La maggior parte delle avventure avviene però sulla terraferma e quindi perde di quella magia che mi aveva catturata, anche se, anche qui, ritroviamo qualche nuovo simpatico incontro.

Ci sono poi un po’ troppi scontri per i miei gusti, che vengono affrontati in un modo poco veritiero: perché sulla barca va bene far perdere la memoria a cinque aggressori e in strada no, solo perché altri potrebbero vedere, quando invece sembra essere nel deserto e non si vede anima viva e, seppure qualcuno raccontasse di aver assistito a un episodio del genere, nessuno gli crederebbe mai, prendendolo per pazzo?! 

Allo stesso modo sul treno, sarebbe bastato pensarci poco prima, e invece si preferisce la scelta meno credibile.

Inoltre va bene tra Lennox e Alea tra cui c’è un’affinità particolare dovuta alle loro origini, ma questa armonia continua forzata tra tutti i membri del gruppo in ogni momento comincia a seccarmi un po’.


Aggiungiamoci anche che il finale è davvero troppo fiabesco e la complessità è stata del tutto abbandonata, e ne viene fuori un risultato non esattamente positivo.


A favore della storia però devo dire che almeno stavolta sono state fornite realmente delle spiegazioni sul passato soddisfacenti e che forniscono la motivazione per diverse delle cose successe, continuando a dare una forte rilevanza all’aspetto ambientalistico, con l’inquinamento umano che causa problemi alla natura e a tutte le creature viventi intorno a noi, insieme all’egoismo imperante.

Viene svelata una organizzazione complessa delle popolazioni di umani del mare, che mi è piaciuta molto (certo non per tutte aprendo nuovi scenari che servono per poter scrivere altri dieci volumi successivi😆) e spero ci saranno nuove scoperte al riguardo e che non sia davvero tutto svanito per sempre.

Purtroppo però non ho apprezzato tanto come sia stata liquidata la parte relativa a Rach Turana; ho avuto la sensazione che sia stata un tantino affrettata e superficiale ma mi sono chiesta se questo sia dovuto al fatto che ci torneremo in seguito.


Insomma ora sono sicuramente incuriosita a proseguire nella lettura ma nella speranza che non siano mal riposte e non si riveli tutto un gran buco nell’acqua.


martedì 31 maggio 2022

Questa volta leggo…. Caro mr Enshaw-Beverly Cleary



Ho scoperto questo libro per puro caso, grazie a un’amica Viviana di Cara carissima me, e mi ha ispirata subito, al punto da sceglierla come uno dei nostri piccoli gdl mensili a tema letture per ragazzi.

Quale è stata poi la sorpresa a scoprire che si trattava di un epistolare misto al diario del ragazzino, Leigh Botts, che prima scriveva al suo scrittore preferito, tale mr Enshaw.

Questo genere non è solitamente quello che preferisco ma devo dire che qui l’ho trovato semplicemente delizioso.


E in più, ulteriore scoperta, ho trovato che, tra le giornate che descrive, il ragazzino fa una gita nel parco naturale del suo paese chiamato proprio “Alberi delle farfalle”, e che c’è anche una splendida illustrazione, oltre alla sua descrizione, di questo posto.

Inutile dire che, oltre a desiderare di poter visitare un posto del genere dato che le farfalle sono tra i miei insetti preferiti da sempre, l’occasione era anche perfetta per la rubrica del blog “Questa volta leggo…” che era proprio a tema farfalle!



Titolo: Caro mr. Enshaw

Autore: Beverly Cleary

Edizione: Il barbagianni; 18 novembre 2021

Pagine 136

⭐️⭐️⭐️⭐️


Il libro l’ho letto in un’oretta, perché è leggerissimo, piacevolissimo, e scorre via che è una bellezza.

Ma non vuol dire che sia “facile”. Tutt’altro.

L’autrice è bravissima a descrivere, attraverso le parole di un bambino, quelle che possono essere le preoccupazioni e le difficoltà tipiche di quell’età, dall’ingresso in una nuova scuola, e alle scaramucce con il misterioso “ladro del pranzo”, all’amicizia con il custode, e in particolare quelle dovute alla separazione dei genitori e alle difficoltà economiche, che fanno preoccupare la madre di non riuscire ad arrivare a pagare a fine mese l’affitto della casa minuscola in cui sono andati a stare ma che almeno non è una casa mobile, alla mancanza di puntualità del papà nelle telefonate e nell’invio dell’assegno, a quelle più sentimentali, di rabbia per la scarsa presenza del papà e di paura di essere sostituito da un altro bambino.




Tutte queste emozioni vengono fuori con naturalezza dalla sua penna, prima nelle lettere che da piccolo scrive al suo scrittore preferito per piacere e poi per una ricerca per la scuola, e che poi si tramutano nel diario che comincia a tenere su consiglio dello stesso Enshaw, a cui ha rivelato di voler diventare scrittore, fino alla prima media.


Stupisce la semplicità e la spontaneità con cui ci troviamo ad affrontare quelle che, narrate da un adulto, diventerebbero discussioni complesse, e che un ragazzino invece mette giù così come gli vengono, senza troppe riflessioni.

Ancora di più stupisce che, in un libro per ragazzi, il finale non sia da favola, rivelandosi il più realistico possibile probabilmente, e lasciando un pochino di malinconia, perché a quel ragazzino ci siamo affezionati e vorremmo potesse andare tutto bene, ma che poi in fondo ci porta a chiederci se non sia realmente meglio così.



sabato 30 aprile 2022

Il demone - Frank Goldammer (Max Heller #1)



Titolo: Il demone

Autore: Frank Goldammer

Edizione: TimeCrime; 29 luglio 2021

Pagine 264

⭐️⭐️⭐️⭐️



Max Heller è il protagonista di questo giallo storico Timecrime.

È un ispettore investigativo tedesco durante il periodo della dittatura nazista e della Seconda Guerra mondiale e, oltre al pensiero per le sorti dei due figli partiti per il fronte, oltre al timore di essere accusato come oppositore al regime dato che non ne è esattamente un fervido sostenitore, si ritrova a indagare sul caso di un killer che imperversa a Dresda, che uccide e scuoia donne, lasciandole a dissanguarsi.

In tutto questo dovrà collaborare con personaggi che apprezza di più, come il medico Schorrer, ed altri decisamente meno, come il suo superiore Klepp.

Come se non bastasse, nel mentre deve affrontare un bombardamento da parte degli alleati russi che stanno schiacciando le armate naziste e infatti dopo poco prenderanno la città.


Devo dire di aver apprezzato di questo libro molto più l’elemento storico che quello delle indagini, perché, anche se il caso è ben costruito e i risvolti storici del movente sono molto ben ideati, purtroppo gli elementi relativi alle indagini sono un po’ approssimativi.

In particolare, per più di metà libro, l’investigatore non conclude praticamente niente e non ha nessunissimo sospettato.

Poi arriva un certo punto in cui, magicamente, si scioglie praticamente qualsiasi dubbio come per magia, con delle intuizioni geniali, ma forse un po’ troppo geniali, nonostante mi sia piaciuto molto anche il modo in cui vengano presentati, nell’ultimo terzo del libro, diversi sospettati per confondere le idee.


Le ambientazioni invece mi sono piaciute davvero tanto: si vede che la ricostruzione del periodo e degli avvenimenti che i personaggi si trovano ad affrontare sono frutto di ricerche, ma anche alcune scene particolari, le motivazioni di alcuni comportamenti, risultano totalmente verosimili.

Mi sono solo trovata a chiedermi più volte se una persona che si sia trovata in condizioni di povertà totale, come a quei tempi, dove scarseggiavano tutti i beni di prima necessità, dal cibo alla legna e al gasolio, si sarebbe davvero messa a rischiare la vita e perdere il sonno nel correre dietro ad un assassino.

E beh sì pure io a tratti mi sono trovata a pensare “che differenza potranno mai fare due morti in più con tutte le migliaia accumulate” e poi ho subito rabbrividito per questo pensiero.


Complessivamente il libro non mi è dispiaciuto per niente, anche se ho avuto la sensazione dall’inizio alla fine di restare sempre un po’ fuori dalla storia, di non riuscire a calarmi davvero nelle vicende e a immaginare le scene. 

Sarà perché mancano vere e proprie caratterizzazioni della maggior parte dei protagonisti e soprattutto perché non ci sono descrizioni, ma ho un po’ sofferto il non poter effettivamente empatizzare se non con il ragazzo con problemi che viene inquadrato un po’ meglio, e se non nell’ultimissima parte delle indagini.

Probabilmente però ciò è dovuto al fatto che questo è il primo volume della serie dei casi con Heller protagonista e la scelta di questo poliziotto così comune, con tanti difetti ma che crede fermamente nell’onestà e nella giustizia, che ho tanto apprezzato, mi spingerà sicuramente a leggere i successivi volumi e vedere se questa impressione cambierà approfondendone la conoscenza.



lunedì 11 aprile 2022

PURCHÉ SIA DI SERIE…. Morti viventi a Dallas-Charlaine Harris (Sookie Stackhouse #2)



Per il consueto appuntamento con la rubrica mensile in cui leggiamo (con le altre blogger riportate nel banner, di cui vi invito ad andare a leggere le recensioni) un volume di una delle millemila serie già iniziate e mai terminate, ho scelto di riprendere la lettura della serie di Sookie Stackhouse che ho cominciato a leggere quando avevo visto qualche puntata di True blood.



Titolo: Morti viventi a Dallas

Autore: Charlaine Harris

Edizione: Fazi; 16 luglio 2009

Pagine 309

⭐️⭐️⭐️⭐️


La sera prima Sookie manda a casa Andy Bellefleur con la sorella Portia, ubriaco, e la sua macchina resta nel parcheggio del Merlotte vuota. Il mattino dopo l’auto ha acquisito un nuovo passeggero, morto, il cuoco del bar Lafayette, nonché amico della ragazza e di Sam. 

Il ragazzo era gay dichiarato ed esplicito e pure di colore, e come tale perciò non trovava vita facile nel piccolo paese di Bon Temps, in particolare quando negli ultimi tempi è sorto un nuovo particolare club con abitudini insolite, diciamo così.

Nel frattempo si presenta in paese, nei boschi circostanti, una nuova strana creatura mitologica che usa la ragazza per lanciare strani messaggi ai vampiri.

E infine, ciliegina sulla torta, arriva il primo incarico per il duo, e il suo potere, dai vampiri di Dallas, che ne richiedono l’intervento per ritrovare uno di loro che è scomparso misteriosamente.

Intanto cominciano a sorgere le prime incomprensioni tra lei e Bill, con i continui tentativi di intromissione di Eric, devo dire mai troppo irrispettosi.


Questo secondo volume della serie è stato piacevole quanto il primo per me.

Intendiamoci: non si tratta certamente di un capolavoro ma sono letture leggere, scorrevoli, che si leggono con facilità e velocemente e non lasciano sensazioni spiacevoli di alcun tipo.

L’aspetto per me un po’ ostico, con cui ogni volta faccio i conti, è il modo in cui viene stravolta l’immagine tradizionale, a me cara, del vampiro antico, maledetto e cupo, tormentato, un po’ rock e tanto gotico come stile.

D’altro canto però mi ha conquistata proprio in particolare, l’idea della popolazione di vampiri che provi a integrarsi nella società umana e le difficoltà nell’attuarlo, compresi i pregiudizi e la resistenza ad accettare determinati aspetti, e l’invenzione del sangue sintetico per permettergli di convivere pacificamente. 

In questo secondo volume troviamo anche il tema dei pregiudizi declinato ancora in altri modi: l’estremismo religioso dei membri della Confraternita, che ricorda tanto quello di diverse sette moderne a cui non ha nulla da invidiare, e l’omofobia nei confronti delle persone diverse, ma anche il razzismo dilagante, dove anche le persone con cui si convive da parecchio tempo vengono comunque mal tollerate, e basta poco, un minimo incidente, per far nascere spiacevoli incidenti che possono trasformarsi in vere e proprie tragedie.



venerdì 25 marzo 2022

QUESTA VOLTA LEGGO… Non è la fine del mondo - Alessia Gazzola




E siamo arrivate all’appuntamento di questo mese con la rubrica che mi piace tantissimo “Questa volta leggo…” in cui noi partecipanti dobbiamo fare una o più letture attinenti al tema scelto.

Questo mese, mese in cui entra la primavera e comincia a fare più caldo, la parola scelta è stata Fiori, ed io, su suggerimento di Chicca del blog Librintavola, ho scelto di dare una possibilità alla Gazzola con questo libro con protagonista diversa dalla amata Alice Allevi, dopo un lutto durato ormai troppo.😆



Titolo: Non è la fine del mondo

Autore: Alessia Gazzola

Edizione: Feltrinelli; 26 maggio 2016

Pagine 219

⭐️⭐️⭐️⭐️


Emma De Tessant è una delle due figlie, insieme alla sorella Arabella, di una famiglia nobile decaduta che ha sperperato il patrimonio negli anni fino a non lasciare loro quasi nulla tranne tanto affetto e un gran valore della famiglia, e questi nomi retró legati a romanzi regency.

Infatti la ragazza, dopo una storia d’amore tormentata, si ritrova a vivere ancora con la madre, complice anche il fatto che, secondo la logica imprenditoriale dei nostri tempi, la casa cinematografica presso cui è impiegata, la Fairmont,  le proponga solo contratti da stagista e stipendi da fame, anno dopo anno.

Un bel giorno, a causa di tagli nel badget per scelte sbagliate, questo non può più avvenire ma viene deciso che, tra lei a la collega Maria Giulia che poi si scoprirà essere raccomandata, debba essere lei a restare a casa.


“Ed è proprio in questo momento che sento il tuono della fine del mondo. Adesso sì, posso dirlo senza temere di esagerare, perché quando perdiamo i nostri sogni è mille volte peggio di quando perdiamo qualcosa di reale.

È quello il momento in cui non ci resta più niente.”

Inizialmente Emma sembra cadere nello sconforto abbandonandosi alla negatività e alla rabbia e chiudendosi nelle sue serate fatte di vecchi Harmony, candele, divano e biscotti, ma, andando avanti coraggiosamente nelle proprie scelte, scoprirà che forse non tutto il male vien per nuocere e che i cambiamenti spesso sono fonte di nuove e migliori opportunità.


Confermo con questo libro che lo stile narrativo della Gazzola mi piace davvero.

Avevo amato Alice nella serie dell’Allieva, e temevo questo confronto con nuovi personaggi e temi, ma anche qui, non mi ha per niente delusa e lo stile resta fondamentalmente lo stesso, insieme al fatto che, comunque, anche i temi e i protagonisti restino un po’ gli stessi con la ragazza giovane e sfortunata un po’ incapace nella gestione della propria esistenza, che viene poi sconvolta dallo scontro con un protagonista maschile che mette in dubbio tutte le sue certezze e ne fa emergere i lati positivi, oltre la sua spiccata insicurezza.


Rispetto ad Alice di diverso questa ragazza ha la maturità e la capacità di cercare il bello nella vita, espressione forse anche del lavoro che fa che è molto poco scientifico e più artistico.

E la manifestazione più bella di questo e più riuscita per me si trova nel rapporto con Tameyoshi Tessai, lo scrittore del cui libro lei vorrebbe acquistare i diritti di produzione cinematografica per poterne trarre un film, ma con cui nasce una amicizia vera e profonda, che solo un evento tragico riesce a scalfire e che la aiuta a sviluppare una consapevolezza a lei lontana.


“Tameyoshi china il capo e mi lascia con un monito: Riguardo alla sua scelta…È semplice. Tanto più semplice di quel che lei stessa crede: la scelta giusta è sempre quella che le dà gioia al solo pensarci.”


Inoltre ho semplicemente adorato il negozio di vestiti per bambini artigianali, che sembra un rifugio magico lontano dal mondo e dalle sue brutture, con la signora Vittoria che sembra uscita da un racconto di altri tempi.

Io credo che non avrei esitato a restarci anche se in questo caso viene posto come alternativa tra rischiare e inseguire i propri sogni oppure rinunciarvi.

Ugualmente avrei decisamente apprezzato anche io il villino col glicine che sogna di acquistare, dato che me lo sono immaginato nei minimi particolari.


Indubbiamente le due sorelle dimostrano una grande capacità di amare ma una spiccata incapacità a stabilire relazioni affettive stabili e durature, infilandosi tutte e due in situazioni complicate e destinate a fallire.

Questo per Emma si collega ad una più generica incapacità ad esporsi e a rischiare per quello in cui crede e lottare per ottenere ciò che vuole, ed è per questo che rischia di lasciarsi fuggire le più importanti occasioni della sua vita diverse volte nel corso del libro. Ed è questo l’aspetto che di lei mi è piaciuto di meno, perché non riesce a crescere ed evolvere particolarmente nel corso del tempo ma si espone solo un’unica volta nelle ultime pagine, e in maniera anche piuttosto irrazionale.

La Gazzola però decide di darle comunque il suo lieto fine e devo dire che questo mi è sembrato un po’ forzato perché non avrebbe avuto meno valore seppure avesse voluto farlo finire con un sospeso, anche se forse in quel caso avrebbe perso il tono di leggerezza e positività che cercavo in un libro in questo momento e che mi ha fatto tanto bene.

La sensazione che potesse esserci un seguito non mi dispiaceva per niente.


“Un abbraccio che rende ogni parte di me deliziosamente soffice e inerme, ma che finisce come ogni bella cosa. E del resto, il valore della felicità è insito proprio nella caducità. Se durasse anche solo quell’attimo in più ci abitueremmo, e non sapremmo più riconoscerla. E che gran perdita sarebbe!”


Ora io sono proprio curiosa di andare a vedere le associazioni delle altre partecipanti (nel banner), venite anche voi?

venerdì 25 febbraio 2022

QUESTA VOLTA LEGGO... Amare una volta - Davide Mosca

 

Questo mese, per la rubrica Questa volta leggo... per cui noi blogger proviamo a leggere un libro che in qualche modo sia in relazione con la parola scelta per il mese, essendo il mese in cui si festeggia San Valentino, la parola non poteva essere che "coppia".

E io ho quindi pensato: Quale migliore occasione per provare a leggere questo libro di Davide Mosca, con questo titolo che mi è stato fornito dalla casa editrice Salani, che almeno ha uno sfondo storico che me lo rende più congeniale rispetto a un romance?😁

Come sarà andata?


Titolo: Amare una volta
Autore: Davide Mosca
Edizione: Salani Le stanze; 9 settembre 2021
Pagine 272
⭐⭐⭐⭐


Arrivata alla fine di questo libro mi sento abbandonata e un pó arrabbiata.
Abbandonata perché ho semplicemente adorato la storia, i personaggi, ma soprattutto queste colline.
Arrabbiata per la conclusione scelta, soprattutto per come viene stoppata la narrazione.

Dalla prima pagina facciamo conoscenza con i Costamagna, questa famiglia nobile delle Langhe entrata in rovina dopo la seconda guerra mondiale, che cerca di andare avanti come possibile con quel che gli resta.
Ma a pensare davvero a tutto alla Pia sono Virginia, detta Ginia, 21 anni, la figlia femmina più giovane rimasta lì mentre la più grande, Lalla, si è sposata e trasferita a Torino, e la mamma, unica a comprenderla davvero per il suo carattere impulsivo, passionale e un pó da maschiaccio, poco prudente, e che adora ballare, con cui ha un rapporto speciale.

domenica 20 febbraio 2022

TU LEGGI? IO SCELGO! Storia di ragazzi difettosi - Valentina Sagnibene

 



Per questo appuntamento mensile con una lettura scelta dal blog di una delle altre partecipanti, a cui veniamo abbinate a caso, stavolta ho scelto questo titolo di una giovane autrice mai letta prima, ma di cui mi aveva ispirata tanto la copertina, ma soprattutto la recensione di Chicca del blog Librintavola.
E ho fatto bene perchè l'ho divorato e mi ha letteralmente conquistata.


Titolo: Storia di ragazzi difettosi
Autore: Valentina Sagnibene
Edizione: Piemme; 7 settembre 2021
Pagine 246
⭐⭐⭐⭐


Arianna è una ragazzina appena adolescente, timida e un pó impacciata, che vive con la zia Margherita, con un rapporto di amore-odio, o meglio quasi non vive, intrappolata in un’immagine costruita per difesa per non sentire la grande assenza dei genitori, di cui non sa nulla.
Mia è una ragazzina che si è appena trasferita nel villino di fronte a casa di Ari, da Milano, ribelle e un tantino egocentrica, esibizionista e spavalda, che, a suo modo, soffre per un’altra assenza.
I suoi genitori hanno una bottega in cui riparano gli oggetti che hanno un valore affettivo per i proprietari.
Hanno in comune la passione per la serie tv di Netflix “Stranger things”, tema della community che accompagna le giornate di Ari.

giovedì 17 febbraio 2022

La regina scalza - Ildefonso Falcones

 

Titolo: La regina scalza
Autore: Ildefonso Falcones
Edizione: Longanesi; 11 novembre 2013
Pagine 704
⭐⭐⭐⭐


Mi riesce sempre difficile recensire un libro dopo averlo letto e commentato con un gdl e questo devo dire che non fa eccezione.

È il secondo libro di Falcones che leggo e, come ne La mano di Fatima, anche qui troviamo al centro della storia le persecuzioni avvenute in Spagna ai danni di tutte le popolazioni rientranti nelle minoranze religiose e culturali.
Nello specifico questa volta si tratta dei gitani e non dei moriscos, e già questa osservazione basterebbe per rendersi conto di come in epoca moderna siano state all’ordine del giorno tali persecuzioni. Ma non c’è solo questo, perché a sottolinearlo durante tutto il libro ci sono le narrazioni di tutti gli atti e le misure efferate messe in atto anno dopo anno, ritrattando sugli accordi presi precedentemente, mossi nella direzione di eliminarli del tutto dalla Spagna pur senza espellerli questa volta.

venerdì 28 gennaio 2022

CI PROVO CON.... Il pastore d'Islanda - Gunnar Gunnarsson

 



Nuovo appuntamento con la rubrica Ci provo con... basata sulla lettura di un autore mai letto prima.
Facile partecipare direte! Ebbene sì.
Ed ecco cosa ho scelto questa volta. Che avranno scelto le altre blogger?

Titolo: Il pastore d'Islanda
Autore: Gunnar Gunnarsson
Edizione: Iperborea; 18 dicembre 2020
Pagine 135
⭐⭐⭐⭐



Ho letto questo racconto che ricorda tanto una favola, per un gdl.
E mi è piaciuto intrattenermi per un’oretta, anche senza particolari emozioni o avventure.

Si tratta dell’ultimo viaggio sulle montagne del pastore Benedikt, alla ricerca delle pecore rimaste indietro al rientro dai pascoli per l’inverno.

La parte più bella è la caratterizzazione del protagonista come uomo umile, semplice, taciturno ma di cuore e dedito alla vita nella natura ma che sa apprezzare la compagnia di pochi amici.
Ma mi ha colpita anche la descrizione di una natura impetuosa, maestosa, che incombe e alla cui furia non ci si può sottrarre ma che non punisce se la si rispetta, come risulta chiaro dall’approccio del protagonista e quello degli altri pastori del paese che incontra.
Ed è proprio il rapporto con gli altri pastori che vede come poco rispettosi degli equilibri naturali e chiassosi, che lo contraddistingue come solitario e burbero, ma che aiuta comunque solo per la speranza di salvare le pecore.

Centrale è il rapporto con i suoi animali che sono i veri protagonisti di questa storia.
Il montone Roccia e il cane Leó sono la vera forza della “Santa Trinità”. Roccia è più solitario e affidabile, su cui si può davvero contare. Leó è giocherellone, affettuoso, vivace, tiene sempre su il morale e rinsalda il rapporto tra i tre.

La sensazione che permea l’intero libro è quella di profondo raccoglimento di fronte alla forza generatrice che, oltre che da natura, può essere vista come creatrice. Probabilmente anche per questo elemento, è stato visto il carattere di religiosità del racconto, che però non credo fosse esattamente negli intenti di Gunnarsson, ma solo nel suo sentire.

Una nota malinconica è data dalle ultime pagine in cui troviamo una sorta di passaggio del testimone come conclusione della sua carriera, dall’improvvisamente anziano al giovane Benedikt, che delinea in un certo senso però anche la necessità che ci sia qualcuno che compia la sua stessa impresa negli anni a venire, come a sottolinearne l’importanza del suo ruolo per la salvezza della gente e l’equilibrio delle forze.

La cosa che però non mi ha realmente convinta, che io non ho riscontrato, è l’associazione tra questo racconto e il Natale, a parte per lo scenario nevoso e l’ambientazione. Non ho ritrovato in questa storia le atmosfere natalizie che tutti conosciamo, anche se non è stato qualcosa di cui abbia sentito la mancanza nonostante tutto.


mercoledì 26 gennaio 2022

QUESTA VOLTA LEGGO.... Freddo a luglio - Joe R. Lansdale

 



Ho scelto questo libro per la rubrica Questa volta leggo, in cui bisogna associare le letture alla parola scelta, che questo mese era “Freddo” (vi invito sempre ad andare a sbirciare le recensioni delle altre blogger partecipanti).
In realtà avevo intenzione di leggerne un altro, ma all’ultimo momento è scattato un colpo di fulmine e ho deciso di cimentarmi con Lansdale.


Titolo: Freddo a luglio
Autore: Joe R. Lansdale
Edizione: Einaudi; 29 giugno 2021
Pagine 248
⭐⭐⭐⭐



Tutto comincia quando Dane, pacifico corniciaio di LaBorde (Texas), uccide un uomo che si è introdotto in casa sua per rubare. Questo gli causa tormenti senza sosta, che lo conducono ad incrociare la strada del padre di questo, Russel, ex galeotto, che vuole vendicarsi.
Questo incrociarsi delle loro strade li porterà però a scoprire che c’è qualcosa che la polizia sta nascondendo, e decideranno di intraprendere una ricerca dell’uomo insieme, con la collaborazione del detective privato Jim Bob, vecchio amico di Russel.
In questa ricerca scopriranno il terribile passatempo di alcuni ricconi annoiati, che decideranno di fermare esponendosi in prima persona.

lunedì 17 gennaio 2022

L' ANGOLO VINTAGE 2.0 & L' ANGOLO DEL CLASSICO - Lo studente - Nathaniel Hawthorne

 



Questa rubrica mi sta proprio piacendo!
Mi permette di dedicarmi alla lettura di quei classici un pò datati che amo, e sto scoprendo delle vere chicche, come in questo caso. Mi auguro sia andata altrettanto bene anche alle altre blogger (andate a spulciare mi raccomando!).


Titolo: Lo studente
Autore: Nathaniel Hawthorne
Edizione: Sellerio editore Palermo; 31 marzo 2000
Pagine 204
⭐⭐⭐⭐



Fanshawe, titolo originale di questo libro, è stato il primo in assoluto scritto da Hawthorne.
Qui ritroviamo tutte le atmosfere gotiche tipiche dell’autore, che mi avevano conquistata in La lettera scarlatta.

Nonostante questo sia il primo e quindi anticipi il successo della Lettera, e nonostante sia stato prima messo in commercio e poi tutte le copie o quasi, diversamente da quella in possesso della sorella che è riuscita ad arrivare fino ai giorni nostri, siano state distrutte per volere dell’autore, per me è quasi migliore del successivo.