Questo mese per questa rubrica ho scelto di restare nella mia confort zone e di darmi alla lettura di un'autrice classica che amo tanto: la Némirovsky, ed ebbene sì preferisco sempre le donne con un'esistenza tormentata! Pensate che ho acquistato anche la sua biografia, tanto che ne sono affascinata, e aspetto solo il momento giusto per leggerlo, perchè immagino sarà un tantino sofferta...
Sono al terzo approccio con la Nemirovsky e confermo il mio amore viscerale per questa autrice.
Non so dire onestamente quanto dipenda dai testi e quanta parte, dalla sua storia, ma credo siano ben equilibrati e impossibili da scindere.
Nei suoi romanzi ritrovo sempre una grandissima parte autobiografica che, in questo caso, è riferita indubbiamente alle figure femminili di riferimento della sua vita.
Questo Jezabel è diviso in due parti.
La prima ci tuffa direttamente e senza nessuna introduzione in un processo a questa donna, Gladys, molto bella ma anche dall’atteggiamento molto particolare, e che quasi non risponde alle domande poste dagli avvocati, in cui viene accusata e condannata per l’omicidio del giovane Bernard Martin, che riconosce come suo amante.
La seconda parte invece torna indietro nel tempo narrandoci la sua storia, dall’infanzia fino al presente, spiegandoci le motivazioni del suo gesto.








