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mercoledì 28 giugno 2023

Ci provo con… Once more upon a time - Roshani Chokshi

Ultimo appuntamento mensile con la rubrica in cui ci cimentiamo con sempre nuovi autori, prima della meritata pausa estiva.

Stavolta ho scelto una lettura molto leggera e frizzante per restare in tema e, grazie alla casa editrice Fanucci, ho avuto una piacevolissima esperienza.



Once more upon a time - Roshani Chokshi

Fanucci, marzo 2023 - 180 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Ambrose e Imelda sono un principe e una principessa, novelli sposi del regno Fortezza dell’Amore. Intanto tralasciamo come lo siano diventati ma ora lo sono.

Classico direte voi…eh no perché quanto potrete trovare di classico in questa fiaba termina qui!

Perché restano re e regina per un solo giorno, poi smettono di amarsi per il patto che lui fa con la strega per poter salvare l’amata da un pomodoro avvelenato sfuggito al drago guardiano (tralasciamo anche su questo anche se ho trovato semplicemente fantastica questa idea!).

E così adesso i due non si amano, anzi per dirla proprio tutta, non si sopportano. Ma accettano una missione dalla stessa strega che ama gli accessori di moda, in cambio di ciò che desiderano, cioè la libertà dal padre e dalla famiglia lei, un regno da governare facendosi valere sui fratelli, lui. In fondo si tratterà di sopportarsi solo per pochi giorni ancora.

Ma le cose non vanno sempre come si spera e le storie a volte fanno dei giri strani, e poi può capitare di trovare qualcosa proprio mentre si stava cercando qualcos’altro…


Questa coppia, per tutto il viaggio mi ha ricordato tantissimo Fiona e Shrek, insieme al fidato mantello-destriero Ciuchino.

Sì perché sono agli antipodi delle coppie delle fiabe, irriverenti e sarcastici, e poi insomma sono una principessa che non è proprio un gioiellino, non porta le scarpe, ha modi bruschi e i capelli che non si sa da quanto non vedono un pettine, e un principe azzurro che non è tutto d’un pezzo ma fragile e con delle paure, e non è biondo, ma almeno ha le spalle larghe.


E anche i temi non sono proprio da favola, perché si va dalla incomunicabilità tra fratelli fino alla competizione, dalla difficoltà a fare i genitori capendo i propri figli e a trovare un equilibrio tra l’autonomia e il controllo, al bisogno di riconoscimento e realizzazione personale, dal bisogno di libertà al chiedersi cosa sia veramente il sentirsi liberi e quanto stare soli possa dare questa opportunità, alla paura di essere abbandonati e a come questo possa portare a chiudersi e a perdere delle bellissime occasioni…

Insomma tutte tematiche attualissime che mai avremmo pensato potessero trovarsi ad affrontare un principe e una principessa, trattate senza banalità anche se in poche pagine.

E sì per i più esigenti che vogliono l’amore strappalacrime c’è anche quello, anche se non proprio esattamente come ce lo saremmo aspettati…


Chicche in più la copertina meravigliosa, con tutti gli elementi della storia che si collegano ovviamente solo una volta letta, e i richiami a tante fiabe diverse sparsi qui e lì nella narrazione, il principale e più evidente e per me riuscito, alla Bella addormentata nel bosco.


domenica 28 maggio 2023

Ci provo con… Colui che ascoltava nel buio-Algernon Blackwood, Daniele Serra + La caduta della casa degli Usher-Edgar Allan Poe, Antonello Silverini, con il racconto Colui che sussurrava nelle tenebre-Lovecraft


Questo mese ho un appuntamento particolare con questa rubrica che ci porta a conoscere sempre nuovi autori ogni mese.

Questo perché, grazie alla casa editrice Fanucci, ho avuto l’onore di avere tra le mani e recensire due autentici gioiellini nelle edizioni illustrate di due testi già di loro molto validi, due classiconi del genere del terrore.

Nello specifico il primo nel titolo è una nuova conoscenza per me, mentre il secondo è una mia vecchia conoscenza che amo tanto ma che metto insieme in questo post perché meritano entrambi tanto!



Colui che ascoltava nel buio-Algernon Blackwood 

Febbraio 2023 - 96 pagine 

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

La caduta della casa degli Usher-Edgar Allan Poe

Febbraio 2023 - 96 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


Una meravigliosa esperienza con i libri illustrati delle storie del terrore Fanucci.

Questa è, nello specifico, l’edizione illustrata di una storia di Algernon Blackwood, con le immagini di Daniele Serra.


La storia comincia con il protagonista che si trasferisce in questo appartamento che è al primo piano di una palazzina di tre piani, di una vecchia signora placida, e lì comincia a scivolare piano piano verso delle ossessioni che rendono difficile distinguere se quello che comincia a succedere all’improvviso sia dovuto a allucinazioni o ad eventi reali.


Le vicende sono terrificanti quanto può esserlo pensare che, tutte le volte che ci si ritrovi al buio, possa esserci qualcuno, un essere indefinito, presente accanto a noi e che ci ascolti e viva tra le  nostre cose.

Io ne sono stata molto colpita soprattutto quando ho spento la luce per dormire, nonostante non mi fosse sembrato così tanto terrificante.

E le immagini molto scure, cupe, a tratti rappresentate come vignette che integrano alcuni passaggi della narrazione, hanno contribuito decisamente a render tutto più angosciante.


Mi ha lasciata però un po’ interdetta il finale, che farebbe pensare ad un libro lasciato incompleto, il che ha tolto un po’ di pathos, nonostante non abbia tolto sapore al tutto, ma ha lasciato in sospeso una possibile spiegazione degli eventi e nessuna per l’identità del personaggio descritto.

Subito dopo, leggendolo ispirato a Colui che sussurrava nelle tenebre di Lovecraft, ho deciso di andare a leggerlo, ed ecco cosa ho trovato…




…non ho capito da cosa possa essere stato ispirato Algernon Blackwood, se non dalla situazione di buio e voci basse.

Però non c’è niente da fare, per me Lovecraft è il maestro del terrore per me, l’unico che riesca davvero a spaventarmi, nonostante le immagini dipinte nelle sue storie facciano venire i brividi più per i misteri insondabili, sconosciuti, per i terrori senza nome descritti, che per scene raccapriccianti vere e proprie, e nonostante si tratti quasi sempre di tematiche con elementi fantascientifici, legati a creature provenienti da altri mondi.

Certo, a un certo punto avrei voluto picchiare il protagonista perché non intuisce come il cambiamento improvviso delle comunicazioni dal suo interlocutore significhi qualcos’altro, cosa che probabilmente tutti noi avremmo immediatamente intuito, e perchè decide di andarsi a impelagare in una situazione davvero pericolosa, da cui sembra alquanto improbabile riuscire ad uscire come invece poi succede.

Però nei fatti questi particolari non implicano una resa peggiore della storia che invece resta perfetta e terrificante al punto da rivedere negli incubi la “riduzione” descritta nel racconto, dato che ho sempre avuto una certa sensibilità ai temi che abbiano a che fare con organi vari.




La caduta della casa degli Usher è nello stile tipico di Poe, grandiosamente decadente, come altre sue storie e forse in questo caso in maniera ancora più deliziosa.



In questa edizione con le meravigliose illustrazioni di Antonello Silverini poi, le atmosfere grevi, cupe della dimora degli Usher, questa famiglia nobile senza rami collaterali, “venuta giù giù in linea di discendenza diretta”, sono rese con una chiarezza e una comunicabilità che, accostata alla vividezza delle immagini create dalle parole dell’autore, arrivano dirette al lettore.

Mentre il racconto prosegue, le illustrazioni ci conducono a vagare tra le stanze tristi e in penombra.



Un cupo terrore aleggia fin dalle prime immagini dell’incontro con il maniero e il presagio di imminente sciagura continua all’incontro, dopo tanto tempo, con il vecchio amico suo proprietario, di cui vengono subito notate le particolarità, ipoteticamente legate alla penosa perdita della sorella gemella.



Il fatto che la rinchiudano in una bara di legno e la mettano in un sotterraneo fa già presagire lo svolgimento, eppure la magistrale capacità dello scrittore di ricreare atmosfere da incubo e la sospensione del fiato in attesa della catastrofe e di un’apparizione sempre più imminente fanno crescere l’agitazione e amplificano l’orrore nel momento culminante, che non può che condurre all’inevitabile dissoluzione preannunciata anche dal titolo.


Unico piccolo appunto: sarebbe ancora più piacevole la lettura se le immagini seguissero e non preannunciassero le azioni narrate.



venerdì 28 aprile 2023

Ci provo con… Vola via - Kristin Hannah


Questo mese ho deciso di provarci con questa autrice che mi aspettava da tanto, anche con questo libro che dovevo finalmente far ripartire perché è un libro viaggiante delle ladre. Si è rivelato sicuramente una lettura particolare nei temi difficili e quindi da leggere nel momento giusti ma…ragazzi…che scoperta!!!!



Vola via - Kristin Hannah

Mondadori, ottobre 2019; 384 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


Il libro parla della storia di tre donne di generazioni diverse, la madre Dorothy, la figlia Tully e la figlia dell’amica, Marah, che si trovano ad affrontare un evento di lutto, di Kate, per tumore.

Si può quindi dire che tutto ruoti in realtà intorno alla figura di questa donna che, seppur non presente fisicamente, è tanto presente nella sua assenza e negli effetti che ha sulle persone intorno a lei.

Kate lascia un marito, Johnny, molto arrabbiato per questa perdita che dirige la sua rabbia principalmente su Tully a causa del fatto che gliela ricordi tanto, e tre figli tra cui appunto l’adolescente Marah, che si sente in colpa per tutti i litigi avuti con la madre, e i gemelli Wills e Lucas, ancora bambini.

La narrazione si divide principalmente tra Tully, con una storia di abbandoni alle spalle e su cui quindi la mancanza improvvisa dell’amica di una vita influisce in maniera piuttosto traumatica, scatenandole attacchi di panico, anche in seguito al suo allontanamento dal lavoro per starle vicino durante la malattia, e Marah che, in quanto adolescente, sceglie di dirigere la propria rabbia verso se stessa, per paura di ammettere i propri sensi di colpa e di esserne travolta se si lasciasse vivere il dolore.

La madre Dorothy, prima Nuvola, subentra solo in un secondo momento, pur essendo parte fondamentale della storia di Tully e dei suoi problemi, in quanto inizialmente tossica e poco presente nella vita della figlia, che è stata cresciuta dalla nonna, se non in pochi brevi momenti distruttivi.

Il tutto inizia con il ricovero di Tallulah per incidente di auto, in gravi condizioni, che riesce a riunire tutta la famiglia, di sangue e non, scardinando diversi meccanismi che si sono instaurati negli ultimi anni tra i vari personaggi, comprese le protagoniste.

Quindi la maggior parte delle storie viene narrata in lunghi flashback, individuati dalle date segnate a inizio paragrafo di volta in volta.

Non è difficile empatizzare con i diversi personaggi della storia, nonostante vivano un evento che, per quanto oggi abbastanza comune, non è sicuramente stato vissuto dalla maggioranza dei lettori. Ma ciò è possibile perché vengono messe in luce le fragilità di ognuno come personaggio a tutto tondo, caratterizzandolo nel profondo ma senza dare giudizi facili. 

Anzi ho trovato che la scelta di inserire la storia della madre abbastanza avanti nel libro, dopo la metà, sia stata proprio dovuta al non creare conflitto nel lettore riguardo ai tormenti di Tully, ma, contemporaneamente, voler mostrare che, anche laddove ci siano atti condannabili, possano esserci delle ragioni profonde che, pur non giustificandoli, ne spieghino la ragione, configurando la donna non come carnefice ma essa stessa come vittima.

Perfino con Marah non mi è riuscito di condannarne interamente le azioni perché, pur leggendole bene come atti di ribellione verso tutti, molto adolescenziali quindi, e di fuga dal dolore, mi è risultata solo molto fragile e bisognosa del conforto che, purtroppo, nessuno riesce ad offrirle realmente, a causa del fatto di star vivendo tutti la stessa situazione di elaborazione della perdita.

Perfino Margie e Bud, genitori di Kate, seppur relativamente poco presenti, risultano delle presenze forti emotivamente e, come Johnny, è impossibile non apprezzarli.

martedì 28 marzo 2023

Ci provo con… Io ti ho trovato - Lisa Jewell


E rieccoci con la rubrica in cui proviamo a conoscere nuovi autori anche, perché no, qualche volta spingendoci al di fuori della nostra confort zone.

Questo mese con questa rubrica non mi è andata benissimo perché non è un libro che non mi sia piaciuto ma un forse, che mi ha completamente spiazzata e che, potenzialmente sarebbe anche una lettura piacevole però non era quello che cercavo in questo momento, e cioè un thriller bello intenso.



Io ti ho trovato - Lisa Jewell

Neri Pozza, maggio 2017; 349 pagine

⭐️⭐️⭐️


Il punto di partenza della storia raccontata in questo libro è abbastanza comune: il classico uomo ritrovato sulla spiaggia da una donna, Alice, dopo aver perso la memoria e quindi senza identità, e questa che può immaginare di lui quel che le pare.

L’originalità di questo libro però sta nelle storie trasversali: quella di Lily, giovane ucraina arrivata da poco in Inghilterra dopo il matrimonio con Carl Monrose, che ne denuncia la scomparsa e comincia a cercarlo col collega di lui, Russ, e quella riferita al passato, precisamente al 1993, di due fratelli adolescenti, Graham e Kirsty, che, in vacanza con la famiglia, incontrano lo strano Mark Tate, che sconvolge le loro vite.

Questa trovata dell’alternarsi nella narrazione dei tre piani, fa nascere il mistero.

Lo sconosciuto smemorato, ribattezzato Frank, sarà Mark? Sarà pericoloso? Cosa nasconderà?

Ora, lette queste parole, verrebbe automatico pensare a un thriller ma no. Si tratta di…boh mi viene difficile in realtà definire il genere di questo libro perché non è nemmeno un giallo, dato che non c’è nessuno che indaghi nel vero senso del termine ma c’è un solo momento, alla fine, in cui i diversi protagonisti mettono insieme i pezzi e fanno una piccola ricerca che dura veramente poco.

E anche definirlo un romance, nonostante la storia d’amore sia centrale, mi sembrerebbe riduttivo, perché è vero che è presente ma il fulcro è il mistero e non il rapporto di coppia.

E questo mistero dura fino alle ultime pagine, in cui viene svelato tutto e vengono tirate le fila delle varie vicende.

Gli eventi che si sono svolti nel passato sono quanto di più crudele possa esistere, soprattutto nella conclusione, dove le false speranze vengono purtroppo deluse.

Ma tutto lo svolgimento è costruito molto molto bene e anche la scrittura è talmente scorrevole e svelta da portarti a voler leggere ancora per saperne di più, macinando pagine dopo pagine fino a renderti conto di essere arrivato alla fine.

La protagonista mi infastidisce parecchio non tanto per il suo essere sfigata, incapace, senza personalità e totalmente sprovveduta, quanto per il suo sbavare dietro al primo che arriva, commiserarsi e mettere a rischio i figli ogni minuto, comportandosi per niente da madre.

Nemmeno Lily mi piace, così spocchiosa, egoista e piena di sè, al punto da dare ordini a un uomo appena conosciuto, ma di lei mi ha però toccata la lucidità, soprattutto che riesce a mantenere nel momento in cui emerge la verità. Non so se ne sarei stata capace.

Quello che più mi piace è Graham, soprattutto nella ricostruzione ma anche nel suo affrontare la realtà e ricostruirsi.

Sono curiosa di leggere altro dell’autrice e vedere se questo sia solo stato un caso fortunato o se la sua abilità sia confermata.

martedì 28 febbraio 2023

Ci provo con… Ciò che inferno non è - Alessandro D’Avenia


Appuntamento con la rubrica mensile in cui dobbiamo sperimentarci nella lettura di un nuovo autore mai letto prima.

Questo mese ho deciso di cimentarmi con un autore che mi attirava da un po’, D’Avenia, ma che finora non mi aveva davvero convinta a fare il grande passo con il suo libro famoso precedente a questo.

Qui invece l’argomento mi ha alla fine convinta e ne sono contenta, nonostante le lacrime versate.



Ciò che inferno non è - Alessandro D’Avenia

Mondadori, 317 pagine; maggio 2016

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


Questo è uno dei libri che sapevo avrei fatto fatica a recensire.

E non perché non mi sia piaciuto anzi, ma perché l’argomento è di quelli che mi toccano tantissimo e quindi ho sempre paura di non riuscire a rendere adeguatamente le emozioni provate.

È la storia di Padre Pino Puglisi, detto 3P dagli amici, di come ha lottato per liberare il quartiere Brancaccio di Palermo dal controllo della mafia nelle sue ramificazioni, non solo aiutando le persone a vivere decentemente ma soprattutto a ribellarsi a quella sopraffazione e a lottare per ottenere migliorie dallo Stato e dal Comune, in ambito socioassistenziale, come distretto sanitario e scuole.

Ed è stato questo a costargli la vita, il momento in cui ha pestato i piedi ai politici perché sì, ormai è risaputo, la mafia ha infiltrazioni in tutti i luoghi di potere. E ce le aveva già allora.

E l’aspetto che maggiormente colpisce al cuore è stato leggere come lo abbia fatto: non mettendosi dal pulpito a fare le proprie prediche ma portando il Signore tra la gente e nella vita di ogni giorno, tutti i giorni, e puntando soprattutto sui bambini e i giovani, perché secondo lui sono loro ad essere troppo spesso “educati male, non maleducati”.

E quello è stato anche l’aspetto messo più in luce nel libro, cioè come tutti i personaggi coinvolti, anche degli esponenti mafiosi, fossero o siano stati a suo tempo dei giovani bisognosi di aiuto che non hanno trovato il conforto di cui avrebbero avuto bisogno.

Anche se è, in totale onestà, l’aspetto che si fa più fatica ad accettare, nel voler pensare ai mafiosi solo come delle persone senza cuore e senza principi, abituate a far del male agli altri.

Qui viene reso bene evidente il contrario e come si diventi mafiosi e non lo si nasca, ma anche come ci siano delle persone che, nonostante vengano offerte loro delle possibilità alternative, decidano sempre, per disposizione personale o per incoscienza, di prendere la strada peggiore, di fare del male agli altri, come il bambino Riccardo.

Come risulta invece abbastanza evidente che le persone a cui vengono offerte delle alternative, riescano a riscattarsi e innalzarsi dallo squallore: così è per Totó, per Lucia, per Gemma, per Francesco e per Maria per esempio.

Francesco in particolare è il personaggio che mi resta nel cuore, quello che si avvicina al male perché portato dal gruppo e perchè non è stato abituato a vedere altro di diverso ma che, nel momento in cui questa opportunità gli viene data, non ha timore di mostrarsi “diverso”.

E risulta anche ben chiaro infine come sia necessario, per cambiare le cose, diffondere queste esperienze anche nella parte della città più lontana da queste realtà e che perciò si crede immune ma anche superiore e pensa di tenersene alla larga.

L’esperienza di Federico ma anche del fratello dimostrano che ci vuole sì tanto coraggio ma anche che non siano solo esperienze di aiuto ma che, una volta avviate, diventino soprattutto fonte di arricchimento interiore personale, soprattutto a livello affettivo, e di crescita umana.

Inutile dire che, quando ho chiuso il libro, piangevo e che sono stata di cattivo umore per tutto il giorno. E questo era perché odio con tutta me stessa le ingiustizie e perchè credo che le più grandi siano quelle che ci hanno portato via degli uomini con la u maiuscola, la cui perdita ci peserà per sempre, e che avrebbero potuto cambiare il mondo.

Poi però, su quest’ultimo aspetto ho dovuto ricredermi. Come per Falcone e Borsellino, Dalla Chiesa e per tanti altri, tra cui Puglisi, il condizionale è fuori luogo; leggere di come le imprese da lui avviate in vita, così come i suoi insegnamenti, siano state portate avanti e abbiano avuto successo, nonostante la loro scomparsa, mi ha reso ancora una volta evidente come il mondo lo hanno già cambiato.

sabato 28 maggio 2022

Ci provo con... Il caso Eddy Bellegueule - Edouard Louis

 


Per questo mese ho scelto, per questa rubrica che punta a farci provare la lettura di autori mai letti prima, questo libbricino che mi aspettava lì da un bel pò e su cui avevo avuto probabilmente dall'inizio qualche dubbio. Ed effettivamente la mia esperienza non è stata delle migliori, ed è un bel peccato perchè, trattandosi di una storia vera, speravo davvero di poter dire qualcosa di più...


Titolo: Il caso Eddy Bellegueule
Autore: Edouard Louis
Edizione: Bompiani; 4 giugno 2014
Pagine 169
⭐⭐


L’autobiografia dello scrittore di questo testo, Eddy Bellegueule (bellimbusto letteralmente, quindi cognome pesante da portare) nasce come denuncia del percorso difficile a cui va incontro una persona omosessuale nell’affermarlo alla società, ancora di più nel paese francese da cui viene, dove gli uomini devono bere fino a ubriacarsi, ruttare, commentare le donne in televisione in maniera pesante e amare il calcio, per essere dei veri duri.

Eddy fin da piccolo è additato come diverso perché gesticola, perché ha toni della voce più alti e perchè aborrisce le abitudini comuni; e per questo viene preso in giro in maniera molto pesante dall’intero paese o peggio bullizzato dai compagni di scuola più grandi.

giovedì 28 aprile 2022

CI PROVO CON... Sette minuti dopo la mezzanotte - Patrick Ness

 



E questo mese, per l'appuntamento mensile con la rubrica in cui noi blogger ci dilettiamo a leggere degli autori a noi sconosciuti, ho deciso di provarci con questo libro che tutti mi consigliavano di leggere, e devo dire di essermi innamorata davvero di questo autore!


Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte
Autore: Patrick Ness
Edizione: Libellule Mondadori; 7 gennaio 2013
Pagine 181
⭐⭐⭐⭐⭐


È difficile ammettere la verità, soprattutto quando questa è delle più dolorose che esistano e ti spappola il cuore in tanti pezzettini.
Conor lo sa bene e per questo affronta i terribili eventi che gli stanno capitando, dei peggiori che possano accadere nella vita di un bambino e comunque in genere di un figlio, negandola, sentendosi in colpa e cercando il modo per punirsi.

Ma la vita gli dà una possibilità: uno spaventoso e ancestrale mostro che si incarna nella forma del tasso che fa ombra al cimitero sulla collina dietro casa, accorre al suo grido di aiuto e gli tende una mano per sostenerlo in questa ricerca, nello scavare dentro di sè, convinto che sia l’unica possibilità per poter sopravvivere a tanta sofferenza.

lunedì 28 marzo 2022

CI PROVO CON... Il buio oltre la siepe - Harper Lee

 



E questo mese, per la rubrica in cui noi blogger scegliamo di leggere un autore mai letto, ho deciso di provarci con Il buio oltre la siepe di cui avevo visto il film tempo fa e che avevo voglia di leggere da parecchio.


Titolo: Il buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Edizione: Feltrinelli; 29 novembre 2019
Pagine 350
⭐⭐⭐⭐⭐

La storia viene raccontata in prima persona dalla protagonista Scout adulta. Alabama, inizio degli anni trenta, dopo la Grande depressione. Jean Louise (Scout) e Jeremy (Jem) Finch sono due ragazzini orfani di madre che vivono nella piccola cittadina immaginaria di Maycomb. Il padre Atticus è avvocato e, nonostante il poco tempo concessogli dalla sua professione, si occupa con grande sensibilità e affetto dell'educazione dei due figli, col solo sostegno della brava domestica nera Calpurnia. La vicenda si svolge nell'arco di tre anni e inizia quando la bambina ha sei anni ed è impegnata, durante l'estate, in giochi avventurosi col fratello Jem, più vecchio di quattro anni e con l'amico Dill, suo coetaneo. Abituati a inventare personaggi ispirati alle vicende dei loro romanzi di avventura preferiti, i tre ragazzi sono attratti dalla misteriosa presenza del vicino di casa Boo (Arthur Radley), in passato membro di gruppo di giovinastri, che per evitare il riformatorio vive segregato in casa.
La tranquillità della cittadina è sconvolta da una grave vicenda: Tom Robinson, un bracciante nero, viene ingiustamente accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca (Mayella Ewell). Atticus è incaricato dal giudice Taylor di difenderlo.

Per questo testo la scrittrice ha ricevuto un premio Pulitzer, e da questo è stato tratto un film, nel 1962, che ha vinto tre premi Oscar. Le vicende narrate sono ispirate alla gioventù della scrittrice, su consiglio dello scrittore Truman Capote, suo amico d’infanzia. Nel testo sono contenuti diversi riferimenti agli uccellini che richiamano il titolo in lingua originale del libro “Uccidere un usignolo”, in particolare il fatto che sarebbe crudele sparare a un merlo.

lunedì 28 febbraio 2022

CI PROVO CON... Dov'eri Adamo? - Einrich Boll

 

E questo mese, per l'appuntamento mensile con la rubrica in cui noi blogger ci dilettiamo a leggere degli autori a noi sconosciuti, ho deciso di provarci con questo libro che mi attendeva per una collaborazione con la ce a tema Giornata della memoria del mese scorso.


Titolo: Dov'eri Adamo?
Autore: Heinrich Boll
Edizione: Oscar Mondadori; 21 settembre 2021
Pagine 204
⭐⭐⭐⭐⭐

Se da un lato dare 5 stelle a questo libro, per l’argomento trattato, mi sembra doveroso, dall’altro mi risulta quasi controverso attribuirgliele, come se volessi “premiare” quegli avvenimenti storici, il che ovviamente lungi da me.

Si tratta di nove capitoli, apparentemente slegati tra loro perché ognuno o quasi, con protagonisti e scene differenti, tenuti insieme dallo scenario comune della conclusione della Seconda Guerra mondiale.
E questo motivo probabilmente ha frenato qualcuno nell’approcciarglisi, rendendolo ostico per quei lettori che pretendono tutto subito e una struttura lineare.

In realtà però, andando avanti nella lettura, si scopre che non sono slegati ma che tutti quei militari si ritrovano in diversi contesti, e i pezzi tornano insieme a costituire una scena unica, purtroppo molto angosciante, proprio perché il contesto storico lo è stato.

domenica 28 novembre 2021

"Ci provo con..." Volevo solo sfiorare il cielo - Silvia Ciompi

 



Ed eccoci all'appuntamento mensile con la rubrica "Ci provo con..." ideata da Chiara Ropolo.

Questa volta è andata decisamente meglio! Il titolo scelto è stato "Volevo solo sfiorare il cielo", primo libro letto della Ciompi che mi ha conquistata!


Titolo: Volevo solo sfiorare il cielo
Autore: Silvia Ciompi
Edizione: Sperling & Kupfer; 9 marzo 2021
Pagine 414
⭐⭐⭐⭐


Clelia è una giovane ragazza dell’isola d’Elba, che porta sul corpo e nell’anima le cicatrici dell’incidente in cui la mamma Emma ha perso la vita.  Ha bandito dalla propria vita i colori, le emozioni, i sentimenti, e la musica che la mamma le aveva insegnato ad amare con tutta se stessa.

Fino al momento in cui incontra Lorenzo, adolescente come lei, fuggito da Roma, quartiere Tor bella monaca in cui vive, per rifugiarsi dallo zio, fratello della mamma, dalle verità che gli hanno devastato l’anima e distrutto il futuro. Eppure la forza della vita in lui è più forte della sua volontà, e quando incontra Clelia, sulla porta dello scantinato che la madre le avrebbe voluto regalare per fare la sua radio, urla dentro di lui.

Tra i due è guerra aperta, senza esclusione di colpi, ma come cane e gatto, imparano pian piano a conoscersi e a scoprirsi.

Non credevo che questo tipo di romanzo, young adult in più, avrebbe potuto toccarmi così profondamente, ma così è stato.

Ci sono stati tanti sorrisi, soprattutto nella prima parte del libro, ma anche tante lacrime.

giovedì 28 ottobre 2021

Rubrica Ci provo con... "Il segreto del lago" - Keigo Higashino

 

E' con immenso piacere che oggi dò il via a questa rubrica ideata da Chiara del blog "La lettrice sulle nuvole" a cadenza mensile, in cui si legge un autore per la prima volta.

Mi ha subito entusiasmata questa idea perchè permette di uscire dalla propria confort-zone e sperimentarsi con autori che forse, diversamente, non si sarebbero letti mai.




Sono stata un pò troppo fiduciosa mi sa, tentando la lettura di un autore orientale ed è un tipo di letteratura con cui non vado molto d'accordo, e purtroppo anche stavolta non è stato un gran successo.

Il libro che ho letto è questo:

Titolo: Il segreto del lago
Autore: Keigo Higashino
Edizione: Dalai editore; 4 dicembre 2007
Pagine 270
⭐⭐



Sunshuke è il marito di Minako e la raggiunge nella struttura in cui si trova col figlio Shoto e con altre famiglie, per preparare gli esami di ammissione alle scuole medie.
Da subito cominciano a succedere delle cose strane tra cui una delle mogli che lo avvisa di fare attenzione agli altri, e l'arrivo inaspettato della sua amante con delle importanti informazioni.
All'appuntamento preso dai due però lei non si presenta, e al ritorno dell'uomo in struttura si presenta la sconvolgente sorpresa di trovarla morta, dalle spiegazioni uccisa da sua moglie in un momento di rabbia.
Ma sarà proprio così?

Ecco, leggendo questa trama sembrerebbe di avere davanti un thriller piano di suspence, da brividi e tensione continua...beh invece no, è esattamente il contrario!
La sensazione che ho avuto dalla prima all'ultima pagina è stata di leggere un saggio.
Innanzitutto non c'è nemmeno un minimo di introduzione, di descrizioni, di presentazione dei personaggi, che permetta di familiarizzare con loro e con le scene e le ambientazioni a cui assistiamo, e questo rende difficile entrare in empatia con loro.
E questo risulta aggravato dai nomi che per me sono complicati da associare ad ognuno, sicuramente per noi occidentali inusuali, e quindi ho faticato non poco a capire chi stesse parlando o chi facesse cosa.

Ma la nota peggiore è l'impressione di piattume e monotonia a cui vado incontro finora ogni volta che legga un romanzo che appartenga alla letteratura orientale, con la rara eccezione di Le quattro casalinghe di Tokyo che invece mi è piaciuto tantissimo.
Immagino a questo punto che sia proprio una caratteristica dello stile narrativo che hanno, che tende a scivolarmi addosso senza lasciare il segno, a non colpirmi e non coinvolgermi, non provocandomi nessuna, nemmeno la minima emozione.

La storia di base devo dire che qui sarebbe stata anche interessante ma, per il modo in cui viene affrontata e sviluppata, risulta quasi scontata.

E' solo per questo spunto che mi sento di dare 2 stelle  e non una sola, ma non è esattamente un libro di cui consiglierei la lettura!

Ora andate a spulciare le letture scelte dagli altri blog che partecipano, che magari a loro è andata meglio! 😉