Chiudo questo libro che ho semplicemente adorato, con una sensazione di vuoto terribile!
Non avrei mai voluto che finisse per non dover lasciare i protagonisti.
Incontriamo Susan in un momento per lei molto difficile a causa di due eventi particolari: la morte della madre, che risveglia in lei una serie di ricordi che non avrebbe voluto più affrontare e la porta a fare i conti col suo passato, e la scoperta di essere incinta, quantomai inattesa e a cui non avrebbe mai pensato.
Susan ha più di 40 anni e ha trascorso tutta la sua vita finora a costruirsi una parvenza di normalità, barricandosi dietro una rigidità estrema ed una serie infinita di regole che la hanno allontanata da qualsiasi rapporto sociale genuino e da tutte le emozioni.
Lei ha un lavoro sicuro come consulente legale in un’azienda, in quanto, pur essendo laureata in legge a pieni voti, non ha voluto rischiare con l’imprevedibilità di una professione legale, e porta la sua estrema pignoleria in ufficio, dove cerca di tenere lontano qualsiasi rapporto con i colleghi e di trovare modi per massimizzare il rendimento e l’efficienza, limitando gli sprechi di momenti vuoti per lei inutili, come prendere il caffè al bollitore in più di uno, o spostarsi per consegnarsi i documenti, scambiando due parole.
Susan è come i cactus che tanto ama e che coltiva, e ha nascosto la sua parte più vulnerabile dietro una coltre di spine.
