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sabato 11 giugno 2022

PURCHÉ SIA DI SERIE…. I colori del mare (Alea aquarius #2) - Tanya Stewner


Torna l’appuntamento mensile con le serie in sospeso, nella rubrica ideata da Chiara la Lettrice sopra le nuvole, tanto preziosa perchè permette di smaltire le serie in sospeso (millemila).

Questa volta voglio parlarvi di una serie per ragazzi che mi rimanda al mio elemento naturale: il mare!!!



Titolo: Alea aquarius #2. I colori del mare

Autore: Tanya Stewner

Edizione: Giunti; 6 ottobre 2021

Pagine 304

⭐️⭐️⭐️⭐️


Attenzione: essendo il secondo volume della serie sono possibili spoiler!!!


Alea e Lennox continuano a chiedersi in che modo sono legati tra loro come creature del mare e partono insieme agli Alpha Cru per Loch Ness, per scoprire questo e che fine abbiano fatto tutte le altre creature come loro.

Nel gruppo però cominciano a nascere i primi dissapori: Tess mente ad Alea e inoltre si fa scoprire dai genitori che vanno a prenderla a Edimburgo e quindi i ragazzi sono costretti a dividersi per poter proseguire il viaggio.

L’Irlanda porta a una serie di nuove scoperte che porranno finalmente risposte a tante delle domande in sospeso.


Questo secondo capitolo purtroppo mi è piaciuto molto meno del precedente. 

Di episodi in acqua in realtà c’è molto poco a parte all’inizio, e, quelli che ci sono, sono anche di carattere molto diverso dai precedenti, meno entusiasmanti.

La maggior parte delle avventure avviene però sulla terraferma e quindi perde di quella magia che mi aveva catturata, anche se, anche qui, ritroviamo qualche nuovo simpatico incontro.

Ci sono poi un po’ troppi scontri per i miei gusti, che vengono affrontati in un modo poco veritiero: perché sulla barca va bene far perdere la memoria a cinque aggressori e in strada no, solo perché altri potrebbero vedere, quando invece sembra essere nel deserto e non si vede anima viva e, seppure qualcuno raccontasse di aver assistito a un episodio del genere, nessuno gli crederebbe mai, prendendolo per pazzo?! 

Allo stesso modo sul treno, sarebbe bastato pensarci poco prima, e invece si preferisce la scelta meno credibile.

Inoltre va bene tra Lennox e Alea tra cui c’è un’affinità particolare dovuta alle loro origini, ma questa armonia continua forzata tra tutti i membri del gruppo in ogni momento comincia a seccarmi un po’.


Aggiungiamoci anche che il finale è davvero troppo fiabesco e la complessità è stata del tutto abbandonata, e ne viene fuori un risultato non esattamente positivo.


A favore della storia però devo dire che almeno stavolta sono state fornite realmente delle spiegazioni sul passato soddisfacenti e che forniscono la motivazione per diverse delle cose successe, continuando a dare una forte rilevanza all’aspetto ambientalistico, con l’inquinamento umano che causa problemi alla natura e a tutte le creature viventi intorno a noi, insieme all’egoismo imperante.

Viene svelata una organizzazione complessa delle popolazioni di umani del mare, che mi è piaciuta molto (certo non per tutte aprendo nuovi scenari che servono per poter scrivere altri dieci volumi successivi😆) e spero ci saranno nuove scoperte al riguardo e che non sia davvero tutto svanito per sempre.

Purtroppo però non ho apprezzato tanto come sia stata liquidata la parte relativa a Rach Turana; ho avuto la sensazione che sia stata un tantino affrettata e superficiale ma mi sono chiesta se questo sia dovuto al fatto che ci torneremo in seguito.


Insomma ora sono sicuramente incuriosita a proseguire nella lettura ma nella speranza che non siano mal riposte e non si riveli tutto un gran buco nell’acqua.


lunedì 11 aprile 2022

PURCHÉ SIA DI SERIE…. Morti viventi a Dallas-Charlaine Harris (Sookie Stackhouse #2)



Per il consueto appuntamento con la rubrica mensile in cui leggiamo (con le altre blogger riportate nel banner, di cui vi invito ad andare a leggere le recensioni) un volume di una delle millemila serie già iniziate e mai terminate, ho scelto di riprendere la lettura della serie di Sookie Stackhouse che ho cominciato a leggere quando avevo visto qualche puntata di True blood.



Titolo: Morti viventi a Dallas

Autore: Charlaine Harris

Edizione: Fazi; 16 luglio 2009

Pagine 309

⭐️⭐️⭐️⭐️


La sera prima Sookie manda a casa Andy Bellefleur con la sorella Portia, ubriaco, e la sua macchina resta nel parcheggio del Merlotte vuota. Il mattino dopo l’auto ha acquisito un nuovo passeggero, morto, il cuoco del bar Lafayette, nonché amico della ragazza e di Sam. 

Il ragazzo era gay dichiarato ed esplicito e pure di colore, e come tale perciò non trovava vita facile nel piccolo paese di Bon Temps, in particolare quando negli ultimi tempi è sorto un nuovo particolare club con abitudini insolite, diciamo così.

Nel frattempo si presenta in paese, nei boschi circostanti, una nuova strana creatura mitologica che usa la ragazza per lanciare strani messaggi ai vampiri.

E infine, ciliegina sulla torta, arriva il primo incarico per il duo, e il suo potere, dai vampiri di Dallas, che ne richiedono l’intervento per ritrovare uno di loro che è scomparso misteriosamente.

Intanto cominciano a sorgere le prime incomprensioni tra lei e Bill, con i continui tentativi di intromissione di Eric, devo dire mai troppo irrispettosi.


Questo secondo volume della serie è stato piacevole quanto il primo per me.

Intendiamoci: non si tratta certamente di un capolavoro ma sono letture leggere, scorrevoli, che si leggono con facilità e velocemente e non lasciano sensazioni spiacevoli di alcun tipo.

L’aspetto per me un po’ ostico, con cui ogni volta faccio i conti, è il modo in cui viene stravolta l’immagine tradizionale, a me cara, del vampiro antico, maledetto e cupo, tormentato, un po’ rock e tanto gotico come stile.

D’altro canto però mi ha conquistata proprio in particolare, l’idea della popolazione di vampiri che provi a integrarsi nella società umana e le difficoltà nell’attuarlo, compresi i pregiudizi e la resistenza ad accettare determinati aspetti, e l’invenzione del sangue sintetico per permettergli di convivere pacificamente. 

In questo secondo volume troviamo anche il tema dei pregiudizi declinato ancora in altri modi: l’estremismo religioso dei membri della Confraternita, che ricorda tanto quello di diverse sette moderne a cui non ha nulla da invidiare, e l’omofobia nei confronti delle persone diverse, ma anche il razzismo dilagante, dove anche le persone con cui si convive da parecchio tempo vengono comunque mal tollerate, e basta poco, un minimo incidente, per far nascere spiacevoli incidenti che possono trasformarsi in vere e proprie tragedie.