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martedì 17 maggio 2022

L' ANGOLO VINTAGE 2.0 & L' ANGOLO DEL CLASSICO Jezabel - Irène Némirovsky

 



Questo mese per questa rubrica ho scelto di restare nella mia confort zone e di darmi alla lettura di un'autrice classica che amo tanto: la Némirovsky, ed ebbene sì preferisco sempre le donne con un'esistenza tormentata! Pensate che ho acquistato anche la sua biografia, tanto che ne sono affascinata, e aspetto solo il momento giusto per leggerlo, perchè immagino sarà un tantino sofferta...


Titolo: Jezabel
Autore: Irène Némirovsky
Edizione: Newton Compton; 9 giugno 2016
Pagine 147
⭐⭐⭐⭐⭐


Sono al terzo approccio con la Nemirovsky e confermo il mio amore viscerale per questa autrice.

Non so dire onestamente quanto dipenda dai testi e quanta parte, dalla sua storia, ma credo siano ben equilibrati e impossibili da scindere.

Nei suoi romanzi ritrovo sempre una grandissima parte autobiografica che, in questo caso, è riferita indubbiamente alle figure femminili di riferimento della sua vita.


Questo Jezabel è diviso in due parti.

La prima ci tuffa direttamente e senza nessuna introduzione in un processo a questa donna, Gladys, molto bella ma anche dall’atteggiamento molto particolare, e che quasi non risponde alle domande poste dagli avvocati, in cui viene accusata e condannata per l’omicidio del giovane Bernard Martin, che riconosce come suo amante.

La seconda parte invece torna indietro nel tempo narrandoci la sua storia, dall’infanzia fino al presente, spiegandoci le motivazioni del suo gesto.

martedì 28 settembre 2021

L' ANGOLO DEL CLASSICO Come le mosche d'autunno. Il ballo - Irene Némirovsky

 

Era la prima volta con la Nemirovsky per me.

Finora avevo sempre teso a rimandare questo incontro perché la temevo, e in effetti aveva senso.


Titolo: Come le mosche d'autunno. Il ballo. 
Autore: Irene Némirovsky
Edizione: Newton Compton; 4 marzo 2021
Pagine 128
⭐⭐⭐⭐

Ho letto questi due romanzi brevi grazie a un libro viaggiante e la sensazione è come di un pugno.

La scrittura è scorrevole e piacevole ma i temi sono belli tosti.

In tutti e due i romanzi, che narrano vicende molto diverse, si nota la stessa idea di fallimento dell’umanità.

Nel primo caso assistiamo alla disfatta di una famiglia costretta a fuggire dalla oppressione russa fuggendo in Francia dovendo fare a meno di tutte le ricchezze a cui erano abituati e alla libertà vera, vivendo sempre braccati e costretti, estranei alle abitudini francesi. E qui vediamo contrapposte la figura della vecchia balia che li raggiunge con i gioielli d’oro che teneva nascosti, dopo che i due ragazzi sono tornati dalla guerra, e che resta legata al passato e a quel che erano prima, e le figure dei giovani che invece cercano con grandi sforzi di emanciparsi dal loro passato e adeguarsi ai nuovi canoni.

Nel secondo invece abbiamo: una madre arrivista, che mira a raggiungere ricchezza e nobiltà e che quando, finalmente ha avuto la fortuna che il marito ci sia riuscito, teme di vedersi portare via la scena dalla figlia nel pieno di giovinezza e purezza, che le fanno temere una strenua concorrenza; un padre poco presente, che crede di aver svolto il proprio ruolo in maniera adeguata solo provvedendo a questa conquista, ma che si cura poco e niente dell’aspetto affettivo e che teme gli scontri; una figlia succube, incapace di opporsi davvero alle ragioni della madre ma che si afferma solo tramite vendette infantili e la bieca rivalsa che ne consegue.