È il primo libro che leggo di Colette e lo chiudo con un meh.
Ambientato in una Parigi Liberty è tutto incentrato intorno alle due figure dei protagonisti.
Una è Fred, detto Cheri, giovane ragazzo bambinone e mammone, abituato ad averla sempre vinta e ad avere tutto quel che gli pare, sia a livello economico che con le donne, grazie al suo meraviglioso aspetto.
Ma proprio per questo motivo la relazione con Lea, donna molto più grande di lui, è l’unica costante della sua vita, l’unica parte delle sue giornate di cui non riesca a fare a meno senza provare uno struggente senso di perdita, l’unica che riesca a fargli provare qualcosa di reale, un sentimento vero, perché lei è l’unica capace di tenergli testa e di non dargliela mai vinta, non facendogli riconoscere mai i suoi sentimenti.
Ma sarà di questo che lei in chiusura dovrà pentirsi, quando si renderà che è troppo tardi, che ha sacrificato la sua vita, i suoi anni, la sua esistenza, per sentirsi forte e superiore, pur di comandare lei il gioco e di non ammettere di aver bisogno di nessuno, dovendosi però arrendere suo malgrado allo scorrere inesorabile del tempo, che lascia su di lei i segni.
