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venerdì 8 settembre 2023

I vagabondi - Chuck Wendig


I vagabondi - Chuck Wendig

Fanucci editore, gennaio 2023 - 832 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Chiaramente di ispirazione Kinghiana, a cui sono fatti diversi richiami e tributi nel testo, alcuni anche apertamente dichiarati.

Da L’ombra dello scorpione prende la base della trama dell’epidemia che porta alla fine dell’umanità e di alcune persone che cominciano a camminare, di punto in bianco, per raggiungere un luogo che, per gli altri, appare indefinito. 

Affiancata a ciò assistiamo a, ugualmente ispirata, la classica lotta tra il Bene e il Male, tra personaggi che, in alcuni casi sono dichiaratamente buoni o dichiaratamente cattivi, come Stover, Shana e Marcy, in altri, come in particolare nel caso del predicatore Matthew, sono solo molto deboli e quindi non si capisce bene che parte prenderanno.

E fin qui direi che, sebbene ben riuscita, ovviamente non fa gridare al miracolo perché, seppure conturbante nella rispondenza a ciò che sta succedendo nella vita reale, però King lo aveva immaginato già molto tempo prima, quando i giochi non erano ancora così evidenti.


Si differenzia però per il ruolo dell’AI in questo, Cigno nero, un ruolo che va ben al di là di quello dei suoi creatori e sviluppatori, e al di là anche di quello che potremmo pensare noi, con l’inclusione delle nanoparticelle e molto altro, il che farebbe gridare al miracolo qualsiasi odierno complottista.

A parte il paradosso di Cigno nero che si manda il messaggio dal futuro per avvisarsi e vabbè la conclusione…


Accanto a questi aspetti stanno altri aspetti che ho trovato molto interessanti: la battaglia politica, in alcuni aspetti per me esilarante, tra la Hunt e Creel, populista ed epigono inconsapevole di Trump, e quella tra fede e non fede, che attanaglia diversi protagonisti, tra cui anche lo stesso Benji, in maniera piuttosto esplicita.


Tutti i personaggi sono splendidamente caratterizzati  (per me però Benji, Marcy e Arav sono il top anche se ammetto di aver avuto un debole per Landry) ma soprattutto è di una attualità sconcertante tutto quello che riguarda i comportamenti e le reazioni delle persone, compresa la lotta dei suprematisti bianchi, i cambiamenti climatici, ma, soprattutto, l’epidemia nata dai pipistrelli (e anche le vere origini) scritta già nel 2019.


Non vado troppo oltre per non fare troppi spoiler, pur avendo già dato qualche spunto.

Dico solo che secondo me vale la pena leggerlo pur non brillando per originalità degli spunti, senza farsi spaventare dalla mole.


“Come dice il detto, il diavolo sa ben citare le scritture per i suoi scopi”

mercoledì 28 giugno 2023

Ci provo con… Once more upon a time - Roshani Chokshi

Ultimo appuntamento mensile con la rubrica in cui ci cimentiamo con sempre nuovi autori, prima della meritata pausa estiva.

Stavolta ho scelto una lettura molto leggera e frizzante per restare in tema e, grazie alla casa editrice Fanucci, ho avuto una piacevolissima esperienza.



Once more upon a time - Roshani Chokshi

Fanucci, marzo 2023 - 180 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Ambrose e Imelda sono un principe e una principessa, novelli sposi del regno Fortezza dell’Amore. Intanto tralasciamo come lo siano diventati ma ora lo sono.

Classico direte voi…eh no perché quanto potrete trovare di classico in questa fiaba termina qui!

Perché restano re e regina per un solo giorno, poi smettono di amarsi per il patto che lui fa con la strega per poter salvare l’amata da un pomodoro avvelenato sfuggito al drago guardiano (tralasciamo anche su questo anche se ho trovato semplicemente fantastica questa idea!).

E così adesso i due non si amano, anzi per dirla proprio tutta, non si sopportano. Ma accettano una missione dalla stessa strega che ama gli accessori di moda, in cambio di ciò che desiderano, cioè la libertà dal padre e dalla famiglia lei, un regno da governare facendosi valere sui fratelli, lui. In fondo si tratterà di sopportarsi solo per pochi giorni ancora.

Ma le cose non vanno sempre come si spera e le storie a volte fanno dei giri strani, e poi può capitare di trovare qualcosa proprio mentre si stava cercando qualcos’altro…


Questa coppia, per tutto il viaggio mi ha ricordato tantissimo Fiona e Shrek, insieme al fidato mantello-destriero Ciuchino.

Sì perché sono agli antipodi delle coppie delle fiabe, irriverenti e sarcastici, e poi insomma sono una principessa che non è proprio un gioiellino, non porta le scarpe, ha modi bruschi e i capelli che non si sa da quanto non vedono un pettine, e un principe azzurro che non è tutto d’un pezzo ma fragile e con delle paure, e non è biondo, ma almeno ha le spalle larghe.


E anche i temi non sono proprio da favola, perché si va dalla incomunicabilità tra fratelli fino alla competizione, dalla difficoltà a fare i genitori capendo i propri figli e a trovare un equilibrio tra l’autonomia e il controllo, al bisogno di riconoscimento e realizzazione personale, dal bisogno di libertà al chiedersi cosa sia veramente il sentirsi liberi e quanto stare soli possa dare questa opportunità, alla paura di essere abbandonati e a come questo possa portare a chiudersi e a perdere delle bellissime occasioni…

Insomma tutte tematiche attualissime che mai avremmo pensato potessero trovarsi ad affrontare un principe e una principessa, trattate senza banalità anche se in poche pagine.

E sì per i più esigenti che vogliono l’amore strappalacrime c’è anche quello, anche se non proprio esattamente come ce lo saremmo aspettati…


Chicche in più la copertina meravigliosa, con tutti gli elementi della storia che si collegano ovviamente solo una volta letta, e i richiami a tante fiabe diverse sparsi qui e lì nella narrazione, il principale e più evidente e per me riuscito, alla Bella addormentata nel bosco.


domenica 28 maggio 2023

Ci provo con… Colui che ascoltava nel buio-Algernon Blackwood, Daniele Serra + La caduta della casa degli Usher-Edgar Allan Poe, Antonello Silverini, con il racconto Colui che sussurrava nelle tenebre-Lovecraft


Questo mese ho un appuntamento particolare con questa rubrica che ci porta a conoscere sempre nuovi autori ogni mese.

Questo perché, grazie alla casa editrice Fanucci, ho avuto l’onore di avere tra le mani e recensire due autentici gioiellini nelle edizioni illustrate di due testi già di loro molto validi, due classiconi del genere del terrore.

Nello specifico il primo nel titolo è una nuova conoscenza per me, mentre il secondo è una mia vecchia conoscenza che amo tanto ma che metto insieme in questo post perché meritano entrambi tanto!



Colui che ascoltava nel buio-Algernon Blackwood 

Febbraio 2023 - 96 pagine 

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

La caduta della casa degli Usher-Edgar Allan Poe

Febbraio 2023 - 96 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


Una meravigliosa esperienza con i libri illustrati delle storie del terrore Fanucci.

Questa è, nello specifico, l’edizione illustrata di una storia di Algernon Blackwood, con le immagini di Daniele Serra.


La storia comincia con il protagonista che si trasferisce in questo appartamento che è al primo piano di una palazzina di tre piani, di una vecchia signora placida, e lì comincia a scivolare piano piano verso delle ossessioni che rendono difficile distinguere se quello che comincia a succedere all’improvviso sia dovuto a allucinazioni o ad eventi reali.


Le vicende sono terrificanti quanto può esserlo pensare che, tutte le volte che ci si ritrovi al buio, possa esserci qualcuno, un essere indefinito, presente accanto a noi e che ci ascolti e viva tra le  nostre cose.

Io ne sono stata molto colpita soprattutto quando ho spento la luce per dormire, nonostante non mi fosse sembrato così tanto terrificante.

E le immagini molto scure, cupe, a tratti rappresentate come vignette che integrano alcuni passaggi della narrazione, hanno contribuito decisamente a render tutto più angosciante.


Mi ha lasciata però un po’ interdetta il finale, che farebbe pensare ad un libro lasciato incompleto, il che ha tolto un po’ di pathos, nonostante non abbia tolto sapore al tutto, ma ha lasciato in sospeso una possibile spiegazione degli eventi e nessuna per l’identità del personaggio descritto.

Subito dopo, leggendolo ispirato a Colui che sussurrava nelle tenebre di Lovecraft, ho deciso di andare a leggerlo, ed ecco cosa ho trovato…




…non ho capito da cosa possa essere stato ispirato Algernon Blackwood, se non dalla situazione di buio e voci basse.

Però non c’è niente da fare, per me Lovecraft è il maestro del terrore per me, l’unico che riesca davvero a spaventarmi, nonostante le immagini dipinte nelle sue storie facciano venire i brividi più per i misteri insondabili, sconosciuti, per i terrori senza nome descritti, che per scene raccapriccianti vere e proprie, e nonostante si tratti quasi sempre di tematiche con elementi fantascientifici, legati a creature provenienti da altri mondi.

Certo, a un certo punto avrei voluto picchiare il protagonista perché non intuisce come il cambiamento improvviso delle comunicazioni dal suo interlocutore significhi qualcos’altro, cosa che probabilmente tutti noi avremmo immediatamente intuito, e perchè decide di andarsi a impelagare in una situazione davvero pericolosa, da cui sembra alquanto improbabile riuscire ad uscire come invece poi succede.

Però nei fatti questi particolari non implicano una resa peggiore della storia che invece resta perfetta e terrificante al punto da rivedere negli incubi la “riduzione” descritta nel racconto, dato che ho sempre avuto una certa sensibilità ai temi che abbiano a che fare con organi vari.




La caduta della casa degli Usher è nello stile tipico di Poe, grandiosamente decadente, come altre sue storie e forse in questo caso in maniera ancora più deliziosa.



In questa edizione con le meravigliose illustrazioni di Antonello Silverini poi, le atmosfere grevi, cupe della dimora degli Usher, questa famiglia nobile senza rami collaterali, “venuta giù giù in linea di discendenza diretta”, sono rese con una chiarezza e una comunicabilità che, accostata alla vividezza delle immagini create dalle parole dell’autore, arrivano dirette al lettore.

Mentre il racconto prosegue, le illustrazioni ci conducono a vagare tra le stanze tristi e in penombra.



Un cupo terrore aleggia fin dalle prime immagini dell’incontro con il maniero e il presagio di imminente sciagura continua all’incontro, dopo tanto tempo, con il vecchio amico suo proprietario, di cui vengono subito notate le particolarità, ipoteticamente legate alla penosa perdita della sorella gemella.



Il fatto che la rinchiudano in una bara di legno e la mettano in un sotterraneo fa già presagire lo svolgimento, eppure la magistrale capacità dello scrittore di ricreare atmosfere da incubo e la sospensione del fiato in attesa della catastrofe e di un’apparizione sempre più imminente fanno crescere l’agitazione e amplificano l’orrore nel momento culminante, che non può che condurre all’inevitabile dissoluzione preannunciata anche dal titolo.


Unico piccolo appunto: sarebbe ancora più piacevole la lettura se le immagini seguissero e non preannunciassero le azioni narrate.



sabato 28 gennaio 2023

Ci provo con… I figli della discordia - Tochi Onyebuchi

E per ultima arriva anche questa rubrica, in cui dobbiamo provare un nuovo autore sconosciuto, mai letto prima.

Per questo mese ho provato a leggere questo libro fornitomi dalla casa editrice Fanucci per la collaborazione in corso, di un autore afroamericano all’esordio con il genere, e devo dire che non mi è andata per niente male!



I figli della discordia - Tochi Onyebuchi

Fanucci, 2021 - 224 pagine

⭐️⭐️⭐️⭐️


Ella e Lev sono due fratelli di Harlem, uniti dal comune destino di essere neri.

E dei neri, in una città in cui il razzismo impera, non hanno vita facile, soprattutto quando sono i poliziotti a fare discriminazioni nei confronti dei gruppi di giovani che si incontrano per strada.

In più Ella ha il dono di vedere il futuro delle persone, in particolare di quelle che muoiono di morte violenta, quindi viene dilaniata dalla sofferenza di tanti suoi amici e conoscenti che vengono uccisi, senza motivo o per motivi futili, dalla polizia, e sente e prova la stessa rabbia della popolazione americana di colore che manifesta per ribellarsi contro questa violenza ingiustificata. E questa rabbia diventa il suo bagaglio personale di vita, che la spinge ad allontanarsi dalla città e dalla madre e il fratello per studiare la sua Cosa e imparare a usarla.

Questo però influisce su Kev che, sentendosi abbandonato e senza la protezione della sorella a tenerlo lontano dalle bande, finisce ben presto in prigione.

Quando ne uscirà troverà un mondo profondamente diverso, in cui i poliziotti vengono Potenziati con placche di metallo e protesi impiantate sotto pelle che servono a renderli inattaccabili, e agli stranieri vengono proposte delle alternative di vite del tutto controllate, in cui resta poco spazio per le scelte personali, con chip che servono a renderli mansueti e innocui.


Questo distopico un po’ fuori dagli schemi mi ha colpita tanto perché unisce il tema del futuro dai tratti profondamente negativi a quello delle discriminazioni e del razzismo sollevato dai gruppi del movimento Black lives matter dopo l’uccisione di Rodney King (che tra l’altro compare in una scena del libro), che ha fatto venire alla luce un problema di discriminazione da sempre strisciante negli USA, che è stato esacerbato durante il governo Trump.

L’autore, nero americano a sua volta, mostra di conoscere molto bene il problema, e ne propone una visione in cui i bianchi abbiano trovato un modo futuristico e cibernetico per sopraffarli ed averne il totale controllo, ingabbiando le differenze in un comportamento uniforme.

Unica pecca che trovo è la sensazione di sospeso, di non concluso, provata alla fine del libro. Questo però potrebbe anche voler indicare che ci sarà un seguito per la storia di questi due ragazzi e di Jamila, cosa in cui confido.


“Non vuole ridurre in polvere questo intero complesso, (…)

Vorrebbe invece potersi teletrasportare indietro nel tempo, tendere la mano e metterla sul petto di Kev la notte di quel tentativo di rapina a mano armata. O andare ancora più indietro e stare più vicino a Kev per più tempo per tenerlo in quella bolla di protezione così i poliziotti l’avrebbero lasciato in pace più spesso. O andare ancora più indietro e impedirgli di diventare amico di Freddie che un giorno è stato preso dai poliziotti per averne guardato uno troppo a lungo e nel cellulare della polizia sulla strada per la centrale gli hanno spezzato la spina dorsale. Perché forse se Kev non l’avesse conosciuto come amico, come un fratello quasi, in assenza di Ella mentre Ella andava a scoprire i suoi poteri dove non avrebbe fatto male a nessuno, forse Kev non sarebbe qui. O forse andare ancora più indietro e spingere mamma a portare la famiglia in un altro posto dove la terra non avrebbe bruciato sotto di loro e preso fuoco, dove avrebbero potuto fermarsi e dove la gente bianca sarebbe stata magari appena un po’ meno assetata del loro sangue.”


sabato 5 novembre 2022

Tu leggi? Io scelgo… La collezionista di anime - Kylie Lee Baker



Per la rubrica Tu leggi? Io scelgo…questo mese sono stata abbinata a Graziella di Libri e librai e tra le sue letture ho scelto La collezionista di anime, che non le era dispiaciuto, che calzava a pennello anche con la lettura per la casa editrice Fanucci.



La collezionista di anime - Kylie Lee Baker

Fanucci; luglio 2022

300 pagine

⭐️⭐️⭐️


Questo di Kylie Lee Baker, al suo esordio, è un libro molto particolare, un fantasy tanto dark e con scene molto forti tendenti all’horror.

(W)Ren è una mietitrice di Londra, strumenti della Morte per portare via le anime degli umani, che è osteggiata dai colleghi perché meticcia, di madre giapponese ignota ma di cui si sa che era una shinigami, equivalente dei mietitori.

Il giorno che reagisce impulsivamente ai maltrattamenti di altri mietitori, viene costretta a fuggire, accompagnata dal fratellastro Neven, inadatto al ruolo di mietitore perché troppo sentimentale.

E quale posto migliore in cui andare se non il Giappone, dove possono trovare la madre e dove finalmente la ragazza possa sentirsi libera di essere se stessa.

Ma le cose non vanno esattamente così…


“Non voglio essere metà di niente!” gridai di rimando, colmando finalmente la distanza tra me e Neven e spingendolo indietro. La volpe guaì e saltò giù, nascondendosi dietro alle gambe di Neven. Lacrime calde mi bruciarono gli occhi, e lo detestai per avermi fatta piangere. Neven era l’unica persona che non avrebbe mai dovuto farmi del male. “Voglio solo essere qualcosa, e non metà di qualcosa.” Le mie parole erano flebili e umane, proprio come non avrei voluto che fossero. “Forse qui mi tratteranno da persona intera.”


Mi è piaciuto molto il clima di tragicità che pervade questo libro, in tutti i passaggi e i modi in cui i raga affrontano la loro vita, e anche in tutta la filosofia e le leggende che trovano quando giungono in Giappone.

Non ho mai amato troppo le filosofie orientali in realtà ma qui non mi sono risultate particolarmente fastidiose.

La tematica centrale è quella della ricerca di un’identità personale e del senso di appartenenza, a un luogo o a un gruppo, dove sentirsi a casa, tema che credo abbia accompagnato l’autrice stessa, vista la breve bio riportata.

Questa ragazza non l’affronta nel migliore dei modi, con rabbia e aggressività pervasive che permeano ogni sua azione.

Devo dire che questa protagonista non è riuscita ad essermi simpatica anzi, fin dal primo momento ha risvegliato in me un senso di fastidio per il suo egoismo, la sua violenza, la crudeltà e la distruttività che l’hanno accompagnata dovunque e per cui non mostra il minimo rimorso o pentimento, ma ero convinta che il suo potesse essere un percorso di evoluzione e di crescita.

Purtroppo non è stato così: non solo non è migliorata fino alla fine del libro, ma se possibile è peggiorata.

E questa è la vera nota negativa del libro: non esiste una morale.

Nonostante la tematica profonda molto importante e delicata, tutto viene risolto con un nulla di fatto. 

So bene che è un mio limite ma non riesco ad apprezzare libri fantasy senza il lieto fine perché non vedo il senso di creare un mondo alternativo per questo, quando già basta e avanza la realtà in cui viviamo per la negatività.

A parte quelle ultime pagine che per me andrebbero modificate però, considero questa storia un esordio di tutto rispetto.


“Capì allora che la sua anima non era fatta né di tempo né di luce, ma del cielo stellato sul mare irrequieto, delle storie sussurrate nelle catacombe, di viaggi su battelli a vapore verso terre lontane, e della mano di suo fratello nella sua. L’identità per cui aveva combattuto non significava nulla nella solitudine dell’eternità.”


E ora andiamo a vedere le altre cosa hanno letto!

mercoledì 13 ottobre 2021

NEL SEGNO DEL GIALLO Il lato oscuro - Lisa Unger

 

Titolo: Il lato oscuro
Autore: Lisa Unger
Edizione: Timecrime; 2 luglio 2020
Pagine 324
⭐⭐⭐


La protagonista, Rain Winter, è una giovane donna sposata con Greg e mamma della piccola e dolce Lily. È giornalista in pausa maternità. La sua vita viene sconvolta quando una mattina al notiziario ascolta la notizia dell'omicidio di un uomo...
La sua mente inizia ad elaborare ogni dato circa il caso Markham e collegarlo ad un altro caso... Quello che la coinvolge da molto vicino e strettamente legato alla sua esperienza personale...

mercoledì 28 aprile 2021

Nessun dove - Neil Gaiman


Avrei voluto prolungare la lettura di questo libro il più possibile per non dover lasciare questo magnifico mondo di una Londra gotica del 900, un po’ dark un po’ magica, che è l’ambientazione perfetta in cui si muovono tante magnifiche figure a metà tra le fiabe e l’horror.


Titolo: Nessun dove
Autore: Neil Gaiman
Edizione: Fanucci; 28 luglio 2011
Pagine 336
⭐⭐⭐⭐⭐


Richard, dopo aver salvato una ragazza ferita trovata sul marciapiede, scopre che la sua vita (insulsa e monotona) fino a quel momento, è stata cancellata, non esiste più. Nessuno si ricorda di lui nè lo riconosce, a lavoro non ha più un posto e stanno affittando il suo appartamento.
Quella ragazza, che scoprirà chiamarsi Porta, è l’unica sopravvissuta della dinastia degli Arch, una importante famiglia di apritori della Londra di sotto.
Si perché come scoprirà anche, esiste una Londra di sopra, quella in cui vive, e una Londra di sotto, sotterranea e pericolosa, dove vivono quelli che sembrerebbero gli scarti della società, ma che hanno tutti delle caratteristiche molto particolari e distintive per ogni singola popolazione.

sabato 16 gennaio 2021

Il pozzo dell'ascensione. Mistborn #2

 

Titolo: Il pozzo dell'ascensione. Mistborn #2
Autore: Brandon Sanderson
Edizione: Fanucci; 1 aprile 2010
Pagine 848
⭐⭐⭐⭐⭐



Nient’altro da dire, amo follemente Sanderson e questa saga!!!🥰

Rispetto al primo volume è molto diverso perché qui diventa molto più epico e più centrato sulle strategie rispetto al primo rispetto ai rapporti, alle emozioni ed alle scoperte dell’altro.

Elend è diventato re ma fatica a mantenere il controllo della città, un po’ a causa della sua indecisione dovuta al pensare sempre quale sia la cosa migliore eticamente, ed un po’ a causa dell’assedio di Luthadel da parte dei due eserciti alle porte.
Vin è alle prese col suo potere e col tenere sotto controllo la banda, le nebbie ed un misterioso nuovo Mistborn che chiama l’Osservatore.
I ladri sono a disagio in questo nuovo ruolo di sostegno al Re e alle truppe e ritroviamo Sazed e Marsh fuori città con i loro nuovi compiti.

L'ultimo impero. Mistborn #1

 

Titolo: L'ultimo impero. Mistborn #1
Autore: Brandon Sanderson
Edizione: Fanucci; 2 settembre 2009
Pagine 704
⭐⭐⭐⭐⭐

Ho letteralmente adorato questo libro e il mondo in cui ci fa volare Sanderson, con un worldbuilding magistrale degno dei grandi giganti del fantasy come Tolkien.

Non è sicuramente la trama ad essere importante qui, dove insomma tutte le vicende principali ce le aspettiamo già fin dall’inizio: Kelsier è l’eroe rivoluzionario tormentato ed illuminato, gli skaa il popolo oppresso da nobili terrieri senza moralità, la combriccola che raduna e lo segue in queste vicende con Ham il militare, Breeze il diplomatico, Dockson il politico, Marsh il fratello indeciso sul partecipare e con l’eterna rivalità tra i due, Clubs l’anziano silenzioso e burbero ma molto potente, e la nuova recluta, Vin, ladruncola da sempre, inconsapevole di essere una temibile Mistborn. E poi i balli a corte, gli infiltrati, il lieto fine (insomma dipende dai punti di vista per alcuni aspetti) che conduce alla vittoria del bene sul male col trionfo degli ultimi.

Insomma non sono esattamente le sorprese a farla da padrone e decretare la bellezza e l’originalità di questo libro. Ma è invece tutto ciò che ci gira intorno.

Innanzitutto l’autore ha una capacità narrativa fuori dal comune, rendendo avvincente anche una descrizione di battaglie o di riunioni politiche.

giovedì 31 dicembre 2020

Navarro. Il mondo di sotto #1

 

Titolo: Navarro. Il mondo di sotto #1
Autore: Andrea Gobbi
Edizione: Fanucci; 14 maggio 2020
Pagine 272
⭐⭐⭐⭐



Cosa sarebbe successo se nel 1492 Cristoforo Colombo avesse scoperto che la Terra, invece che tonda, fosse piatta? E se alcune caravelle non fossero più tornate, sparite misteriosamente?

È quello che è successo nella versione parallela della realtà fornita in questo libro. E Pedro si sta proprio chiedendo dove sia finito il papà Franco Navarro, sparito con una delle navi.
Finché non viene raggiunto da un misterioso individuo che gli recapita, nel giorno del suo compleanno, una sua lettera in cui lo invita a intraprendere un’avventura come la sua.
Allora il ragazzo ingaggia in questa sfida l’amica Carmen e l’amico Gaston, e, dopo aver trovato la nave giusta, e con due clandestini a bordo, partono per il Mondo di sotto, alla scoperta di misteri e scenari che non avrebbero mai neanche lontanamente immaginato!

L'orso e l'usignolo. La notte dell'inverno #1

 

Titolo: L'orso e l'usignolo. La notte dell'inverno #1
Autore: Katherine Arden
Edizione: Fanucci; 3 aprile 2019
Pagine 304
⭐⭐⭐⭐⭐



Nella Rus’ medievale più fredda e dura, dove era difficile anche procurarsi da mangiare e la legna per scaldarsi, viveva la famiglia di Petr, signore di quelle terre, e Marina coi suoi 4 figli, ed erano felici nonostante le difficoltà. Però a Marina, figlia di un principe, mancava qualcosa che le permettesse di ricordare l’eredità della mamma. Mancava una figlia femmina che perpetrasse la loro stirpe coi poteri speciali di cui erano portatrici.
E così finalmente riuscì a dare alla luce Vasilisa, ma nel farlo morì, e la piccola si trovò a fare i conti con il resto del mondo che non capiva la sua particolarità, da sola.

Il padre Petr e i fratelli amati, soprattutto Alesa, la sostenevano e proteggevano con tutte le loro forze, ma purtroppo incontravano i limiti derivanti dall’essere uomini, perché la bambina non sfidava solo la razionalità umana, ma anche la tradizione patriarcale vigente da decenni, che voleva la donna sottomessa all’uomo, a fare da moglie, a cucire e rammendare e cucinare, oppure in convento.
Ma a lei piaceva andare nelle immense foreste intorno casa, incontrare gli animali, cercare erbe, e cavalcare, e veniva spesso sgridata e punita per questo, perfino dalla tanto amata balia Dunja, che la aveva cresciuta come una mamma ma che, ormai anziana, era vissuta sempre in quella stessa visione del mondo.