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giovedì 26 agosto 2021

L' ANGOLO DEL CLASSICO La montagna incantata - Thomas Mann

 

Titolo: La montagna incantata
Autore: Thomas Mann
Edizione: CDE Corbaccio; 1993
Pagine 1231
⭐⭐⭐


Ho avuto bisogno di lasciar sedimentare questa lettura qualche giorno prima di decidermi a scriverne.
Purtroppo nonostante ciò non riesco a concedergli una stellina in più come avrei voluto.

Hans Castorp nasce come emblema di quel mondo borghese dell’epoca, che l’autore ha vissuto direttamente, che si rinchiudeva nei sanatori in montagna per anni, con malattie spesso inesistenti o esagerate rispetto ai piccoli acciacchi che manifestavano realmente, vivendo fuori del tempo a spese delle loro famiglie ricche.
Esperienza questa che Mann ha rischiato di fare quando, in visita alla moglie che ci ha trascorso un breve periodo, si era buscato un raffreddore.
E in questo il protagonista è perfettamente riuscito: la permanenza al Berghof dove si trova in visita al cugino Joachim, è prima forzata, poi diventa una vera e propria dipendenza, trasformando i tre mesi iniziali in sette anni, come gran parte delle persone che ci si trovano, che lo prendono come possibilità di vivere realmente un contesto sociale facendo esperienze che altrimenti nella loro vita quotidiana gli sarebbero state negate.

venerdì 14 maggio 2021

La cura Schopenhauer - Irvin Yalom

È il primo romanzo che leggo di uno psicoterapeuta famoso contemporaneo e devo dire che ne sono rapita ed estasiata.

Titolo: La cura Schopenhauer
Autore: Irvin Yalom
Edizione: Neri Pozza; 25 giugno 2009
Pagine 479
⭐⭐⭐⭐⭐


Seguiamo dei piani narrativi diversi contemporaneamente. Uno è la storia di Julius e la sua scoperta nelle prime pagine di avere un melanoma e che gli restano pochi anni di vita, forse uno. A questo si affianca fin da subito la storia di Philip, suo ex paziente, che il dottore cerca per un insano istinto di andare a testare l’effetto che abbia avuto la sua terapia sui pazienti che ha curato a distanza di anni, scegliendo però proprio quello che ne ha tratto minori benefici, apparentemente. Ed è proprio quello che sta cercando di diventare terapeuta filosofico e chiede allo psichiatra una supervisione.
Subito dopo si aggiunge la narrazione della terapia di gruppo, del gruppo già avviato in cui viene inserito Philip.