Visualizzazione post con etichetta confidenze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta confidenze. Mostra tutti i post

mercoledì 16 giugno 2021

Le confidenze di Emma Black

 





D: Come è nata la tua passione per la scrittura?

R: È nata in contemporanea alla lettura. Sin dal principio, ogni volta che terminavo un libro (incluse le favole per bambini…), immaginavo di riscriverlo, modificando ciò che non mi era piaciuto oppure ampliando le parti che avevo adorato. Rivivevo tutto nella mia testa, ma mi sono limitata a fantasticare per anni, perché – e qui qualcuno mi odierà, ma dico ciò che penso – essere forti lettori non significa poter diventare di sicuro grandi scrittori. La lettura aiuta moltissimo, ma al di là del talento o della propensione naturale per la scrittura, ci vogliono pazienza, studio, tempo, energie. Per esempio, Beethoven sarà anche stato un genio, ma trascorreva ore a esercitarsi sul pianoforte. Bisogna applicarsi come in qualsiasi altro lavoro, senza offendersi a morte, ogni volta che qualcuno critica il nostro operato, perché il lettore ha sempre, SEMPRE, l’ultima parola.

 

D: Prima di essere una scrittrice, sicuramente sarai anche una lettrice. Quali generi preferisci, perché? E soprattutto... Cosa cerchi in un libro?

R: Come lettrice, sono abbastanza eclettica. Adoro molti generi, ma i miei preferiti sono il thriller e il Regency/Victorian. Mi rilassano molto e mi divertono. In generale, cerco sempre storie non banali, che siano ben scritte e che lascino un’emozione duratura anche quando la lettura è terminata.

 

D: Parlando dei tuoi... Come nascono le tue storie? Da cosa ti lasci ispirare quando scrivi un nuovo romanzo?

R: Una storia può nascere nei modi più disparati. La Legio X, per esempio, mi è stata ispirata da un sogno. A casa con te, invece, da una foto (che poi è diventata la cover). Altre volte, i personaggi si presentano da soli nella mia fantasia, chiedendomi a gran voce di poter parlare. So che sembra strano, ma è così. Io scrivo, loro “dettano”.

 

D: Cosa provi ad una nuova pubblicazione?

R: Emozione. Ansia, anche se solo a ridosso della pubblicazione. È inevitabile provare un pizzico di dolore nel separarsi da una storia dopo averle dedicato tempo e cure, ma quando è nelle mani dei lettori mi rilasso. Il mio compito è terminato e, comunque andrà, so di aver scritto la storia che volevo.

 

D: C'è uno dei tuoi libri a cui sei maggiormente legata?

R: Sicuramente, Rimozione Forzata. È stato il primo, quello in cui ho seminato le storyline successive, senza neppure sapere se avrei avuto modo di coltivarle e vederle fiorire. Una scommessa che ancora oggi, a distanza di cinque anni, risulta vincente nel mio cuore quanto in quelli dei lettori che continuano a leggerlo, a recensirlo e ad amarlo.

 

D: Apprendista libraia per un giorno: entra un cliente in libreria e sullo scaffale ci sono i tuoi libri (lui non sa che tu sei l'autrice), cosa gli diresti per convincerlo ad acquistarne uno?

R: Niente. Non gli direi assolutamente niente. Perché scegliere un libro è come scegliersi un amore: è una faccenda personale, intima, che va trattata con rispetto. Del resto, se fossi apprendista libraia, dovrei svolgere al meglio il mio lavoro, quindi ascoltare il cliente e indirizzarlo verso ciò che predilige, non verso ciò che fa più comodo a me.

 

D: Una tua personale confidenza per il blog

R: Una chicca: il vero titolo di EZEKIEL era “Solamente Hannah” e lo è stato fino al giorno in cui ho scelto la cover. A quel punto, mi sono resa conto che cover e titolo stonavano e il nome di lui mi è sembrato perfetto come scelta. Voi che ne dite?


giovedì 6 maggio 2021

Le confidenze di...Francois Morlupi!!!

 

Ho letto il suo giallo noir "Come delfini tra pescecani" uscito il 29 aprile, grazie alla casa editrice Salani, e ne sono rimasta molto colpita.

E quindi non potevo esimermi dal contattarlo per fargli i miei complimenti e carpirgli qualche confidenza!😉




Francois Morlupi nasce nel 1983. Italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma.
Prima di questo ha scritto due romanzi ed è stato vincitore del Premio per il miglior giallo/noir dell'anno, al Festival di Grottamare, con il suo "Formule mortali".

*Francois conoscerti è un vero piacere. Complimenti per questo libro. Mi è paciuto molto ed ora sono decisa a leggere anche gli altri due con protagonista Ansaldi.
Ma veniamo a noi. Da dove nasce l'idea di ambientarlo a Roma?*

Sono nato a Roma, ci vivo e ci lavoro. Pertanto era inevitabile che scegliessi di raccontare una realtà che conosco. Per essere il più realistico possibile e veritiero. Non sarei riuscito ad ambientare il mio noir in una città sconosciuta.

*E secondo me si nota il tuo parlare di una realtà che conosci. I tuoi personaggi invece come nascono? C'è qualcosa di te in loro? Ce n'è qualcuno che ami particolarmente?*

I miei personaggi nascono dal desiderio di mettere in scena dei protagonisti non supereroi, con tante sfumature. Posseggono molte qualità e altrettanti difetti; sono perfetti nella loro imperfezione. Ognuno di loro non è dunque nè bianco nè nero, ma grigio. E ognuno di loro possiede sicuramente alcune mie caratteristiche: ad Ansaldi ho dato la mia passione per l'arte, a Eugenie la mia passione per la letteratura francese, a Leoncini la mia passione per la storia, a Di Chiara l'essere romano, romanista amante del calcetto e del cinema coreano sottotitolato.

*Quindi ognuno di loro ti è caro, giusto?*

Sì assolutamente! E probabilmente Ansaldi è il personaggio a cui sono più affezionato.

*Ecco, condivido. 😄 Nel tuo libro oltre alla parte relativa alle indagini, emergono diversi temi impegnati che non si ritrovano facilmente nei gialli e nei thriller...*

Per me nei noir, l'indagine è anche una scusa per poter raccontare altro, come la quotidianità dei miei protagonisti che affrontano, nel loro piccolo, mille problemi esistenziali. O la città di Roma, che è la sesta protagonista del romanzo. Non è nè testimone nè vittima, ma anzi interagisce e interferisce nell'inchiesta.

*Si avverte nel libro e nelle tue parole quanto le sia legato, infatti. Cambieresti mai città? Ti senti più romano o francese?*

No, anche se in alcuni istanti di rabbia sì. Ma poi lucidamente non la cambierei per nulla al mondo. Mi sento sia romano che parigino, con alcune caratteristiche tipiche dei romani e altre tipiche dei parigini. 

*Ti va di confidarci quali?*

L'ironia, l'autoironia, il sapersi improvvisare anche quando si devia dai binari programmati, che sono caratteristiche tipiche dei romani. Mentre invece magari la puntualità, l'apertura critica e cartesiana in alcuni ambiti sono tipiche dei francesi.

* Quindi il connubio perfetto! E i difetti?😀*

No non è il connubio perfetto! Di difetti ho sicuramente l'essere permaloso che appartiene a entrambe le culture e anche una certa presunzione in certi ambienti.

*Sei anche tu umano, vicino ai tuoi personaggi. Hai già in mente altre avventure per i cinque di Monteverde? Ritroveremo anche Stopparo?*

Sì ho già in mente una seconda indagine per loro e ritroveremo anche Stopparo, certo.

*Ottimo. Ho avuto l'impressione che non resterà a lungo un personaggio secondario...*

Lo penso anche io, e me lo auguro!

*Questa mi sa di anticipazione!!! Non vedo l'ora di leggere di nuovo questi meravigliosi personaggi. 
Per finire vuoi lasciarci qualche confidenza per il blog?*

Sì certo. Mi auguro che il libro abbia successo e che possa riuscire, prima o poi, a realizzare il mio sogno di un commissario...durante il Terzo Reich.

* Wow ora ci hai incuriositi. Sono curiosa di poterti leggere anche in "versione storica"!
Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e complimenti ancora per questo bel romanzo, in attesa del nuovo!*


lunedì 12 aprile 2021

Le confidenze di... Giuliano Brentegani

 

Dopo aver letto e apprezzato il suo romanzo d'esordio, "La settima donna", oggi sono qui a parlare con Giuliano!






Giuliano Brentegani nasce a Verona nel 1970.
È bibliotecario dal 1991 e la sua passione per i libri antichi, i viaggi e il mistero gli hanno dato l'ispirazione per cimentarsi con la narrativa.


*Ciao Giuliano! Eccoci qui. Partiamo dal come nasce la tua passione per la scrittura...*
Ciao!
Diciamo che la passione per la scrittura ha sempre fatto parte di me: pensa che già alle elementari, armato di penna verde e quadernetto verde, scrivevo le avventure dei miei peluche preferiti! 
Poi crescendo ho divorato Agatha Christie (la mia musa) ed ho continuato a scrivere: un romanzo giovanile inedito mai dato alle stampe, collaborazioni con riviste di auto, ho curato un paio di saggi e, finalmente, dal 2016 mi son deciso a scrivere un romanzo "vero"

*La settima donna è il tuo romanzo d'esordio. Come mai hai deciso di trattare proprio questo tema? Da dove nasce l'idea di base?*
L'idea mi è venuta alcuni anni fa dopo aver visitato in Liguria la "Cabotina", il luogo dove si diceva che le Streghe danzassero col diavolo! È nell'abitato di "Triora", famose sono le sue leggende che si respirano a pieni polmoni!
Da lì mi sono appassionato e via via ho approfondito lo studio.

martedì 5 gennaio 2021

Confidenze di Roberta Mezzabarba

 Dopo aver apprezzato il suo romanzo Le confessioni di una concubina, abbiamo incontrato Roberta per farci confidare come sia nato.






Roberta Mezzabarba nasce a Viterbo il 21 ottobre 1970.
Noi, dopo la lettura del suo romanzo abbiamo avuto modo di chiacchierci un po' ed ecco cosa ne è venuto fuori.

*Come nasce la tua passione per la scrittura?*

L’arte, in molte delle sue forme ha sempre fatto parte della mia vita: ho esercitato la musica (suonando il clarinetto, il pianoforte e le percussioni) il disegno, la pittura, il decoupage, il ricamo. Ma a scrittura, da un certo punto in poi, è divenuta come respirare: indispensabile.
Sono una lettrice vorace e onnivora, e leggendo, fin da ragazzina sognavo che le storie che popolavano la mia testa venissero pubblicate e lette…