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domenica 28 novembre 2021

"Ci provo con..." Volevo solo sfiorare il cielo - Silvia Ciompi

 



Ed eccoci all'appuntamento mensile con la rubrica "Ci provo con..." ideata da Chiara Ropolo.

Questa volta è andata decisamente meglio! Il titolo scelto è stato "Volevo solo sfiorare il cielo", primo libro letto della Ciompi che mi ha conquistata!


Titolo: Volevo solo sfiorare il cielo
Autore: Silvia Ciompi
Edizione: Sperling & Kupfer; 9 marzo 2021
Pagine 414
⭐⭐⭐⭐


Clelia è una giovane ragazza dell’isola d’Elba, che porta sul corpo e nell’anima le cicatrici dell’incidente in cui la mamma Emma ha perso la vita.  Ha bandito dalla propria vita i colori, le emozioni, i sentimenti, e la musica che la mamma le aveva insegnato ad amare con tutta se stessa.

Fino al momento in cui incontra Lorenzo, adolescente come lei, fuggito da Roma, quartiere Tor bella monaca in cui vive, per rifugiarsi dallo zio, fratello della mamma, dalle verità che gli hanno devastato l’anima e distrutto il futuro. Eppure la forza della vita in lui è più forte della sua volontà, e quando incontra Clelia, sulla porta dello scantinato che la madre le avrebbe voluto regalare per fare la sua radio, urla dentro di lui.

Tra i due è guerra aperta, senza esclusione di colpi, ma come cane e gatto, imparano pian piano a conoscersi e a scoprirsi.

Non credevo che questo tipo di romanzo, young adult in più, avrebbe potuto toccarmi così profondamente, ma così è stato.

Ci sono stati tanti sorrisi, soprattutto nella prima parte del libro, ma anche tante lacrime.

martedì 25 maggio 2021

L'istituto - Stephen King

 

Titolo: L'istituto
Autore: Stephen King
Edizione: Sperling & Kupfer; 10 settembre 2019
Pagine 576
⭐⭐⭐⭐⭐


Quella racchiusa in questo libro è una storia piuttosto strana, sarà che i protagonisti sono un gruppo di ragazzini. Ragazzini alquanto particolari, con poteri telepatici o telecinetici, che vengono rapiti e portati in un posto definito "L'istituto".
All'istituto ogni bambino ha una camera tale e quale a quella di casa sua.
Le regole sono rigide nella struttura, test e iniezioni, ricompense e punizioni da parte dei sorveglianti.
Questi bambini saranno costretti a crescere in fretta ma se c'è una cosa bella che l'istituto ha forgiato si trova nel loro legame.
Quella che lega Luke, Kalisha, George, Nick, Helen e Avery è un'amicizia unica che difficilmente avrebbero trovato se non ci fosse stato questo evento ad avvicinarli.

venerdì 26 febbraio 2021

Terra di nessuno - Eraldo Baldini

 Seguo Baldini da un po’ ed ho sempre amato i suoi libri carichi delle sensazioni, dei modi di dire e di fare tipici di questa regione.

Nonostante ciò finora non lo avevo mai trovato in questo genere, e posso affermare con convinzione che sia capace di un’ottima resa in entrambe i casi.


Titolo: Terra di nessuno
Autore: Eraldo Baldini
Edizione: Sperling & Kupfer; 2005
Pagine 180
⭐⭐⭐⭐



Qui ci troviamo nella provincia romagnola, tra Ravenna e Forlì, con 4 ragazzi, Adelmo, Enrico, Settimio e Martino, tornati dalla Prima Guerra Mondiale da poco, e alle prese con lo sfacelo che si è lasciata dietro e la povertà, e con l’inizio della famigerata epidemia di spagnola che diventerà pandemica (che coincidenza proprio oggi che se ne sente parlare tanto).

Ma non sono solo quelli purtroppo i problemi, perché gli orrori a cui hanno assistito, l’angoscia provata in trincea e tutta la morte a cui hanno dovuto assistere se li portano dietro, hanno lasciato tracce indelebili e traumatiche nella loro psiche, che emergeranno in questo romanzo quando, su proposta di uno di loro che non riesce a guardarsi intorno assistendo impotente a tutte le perdite di vite subite in paese e sentendosi in difficoltà nell’avere a che fare con persone e luoghi in cui non si riconosce più, decideranno di avviare una carbonaia sull’Appennino, in uno dei boschi della zona, detto “delle facce”.

L’angoscia e la claustrofobia la fanno da padrone in questo libro che seppure breve, è capace di lasciare segni indelebili nelle nostre menti anche a distanza di giorni.

Il mondo naturale che li circonda assume subito la connotazione di ambiente greve e minaccioso, anche se la minaccia è onirica ed impalpabile, perché tutto ciò che si riesce a vedere sono simboli non minacciosi di per sè, ma che chiaramente richiamano un passato per loro vicino, che riescono quindi per questo motivo a creare attivazione e ansia, per la sensazione di trovarsi in un luogo di “non vita” a metà tra la guerra e la vita normale, sentendosi intrappolati da un destino famelico che li divora a poco a poco, senza possibilità di scampo, neanche per Enrico che probabilmente è l’ultimo a cedere perché aveva dato segni di maggior sicurezza e di legami e principi ancora saldi.