Ho iniziato questo libro con grandi aspettative dato che di solito ho sempre apprezzato molto i libri della Austen.
Ma con questo inizialmente ho fatto un po’ di fatica perché risulta molto più lento e riflessivo del solito.
È la storia di Anne, seconda figlia di sir Walter, baronetto di Kellynch, caduto in povertà, e delle due sorelle, Elizabeth la maggiore e Mary la minore.
Sono tutti centrati sulle apparenze e sulla ricchezza e le proprietà e il loro sfoggio, perciò risulta devastante, per il padre e la figlia più grande, il dover lasciare la casa di famiglia e andare a vivere a Bath, rinunciando o limitando la loro vita in società, abituati a ricevimenti e sfarzo.
Entrambi non mostrano alcun attaccamento a nessuno se non a loro stessi, ma si interessano a chiunque possa accrescere la loro fama in società, quindi con scopi utilitaristici, e in particolar modo in questo Anne risulta inutile da ogni punto di vista, essendo ancora single e più pacata e riflessiva di loro, e poco avvezza ad opportunismi.
Mary invece ha già sposato Charles Musgrove e vive con lui non molto lontano dalla loro proprietà, con uno stile di vita del tutto all’altezza, nonostante risulti leggermente più modesto.
Lei pure, nonostante sia un po’ più incline alle dimostrazioni di affetto verso Anne, mostra comunque un animo molto superficiale e materialista, incline ai pregiudizi e al dare forte rilievo alle apparenze.
