sabato 28 maggio 2022

Ci provo con... Il caso Eddy Bellegueule - Edouard Louis

 


Per questo mese ho scelto, per questa rubrica che punta a farci provare la lettura di autori mai letti prima, questo libbricino che mi aspettava lì da un bel pò e su cui avevo avuto probabilmente dall'inizio qualche dubbio. Ed effettivamente la mia esperienza non è stata delle migliori, ed è un bel peccato perchè, trattandosi di una storia vera, speravo davvero di poter dire qualcosa di più...


Titolo: Il caso Eddy Bellegueule
Autore: Edouard Louis
Edizione: Bompiani; 4 giugno 2014
Pagine 169
⭐⭐


L’autobiografia dello scrittore di questo testo, Eddy Bellegueule (bellimbusto letteralmente, quindi cognome pesante da portare) nasce come denuncia del percorso difficile a cui va incontro una persona omosessuale nell’affermarlo alla società, ancora di più nel paese francese da cui viene, dove gli uomini devono bere fino a ubriacarsi, ruttare, commentare le donne in televisione in maniera pesante e amare il calcio, per essere dei veri duri.

Eddy fin da piccolo è additato come diverso perché gesticola, perché ha toni della voce più alti e perchè aborrisce le abitudini comuni; e per questo viene preso in giro in maniera molto pesante dall’intero paese o peggio bullizzato dai compagni di scuola più grandi.

giovedì 19 maggio 2022

Il richiamo dell’acqua. (Alea aquarius #1) - Tanya Stewner



Titolo: Il richiamo dell’acqua. 

Autore: Tanya Stewner

Edizione: Giunti; 3 giugno 2021

Pagine 276

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️



Ringrazio Viviana di Cara carissima me per avermi fatto conoscere questa serie perchè è semplicemente stupenda e in tutto e per tutto mia.


Alea è una ragazzina di Amburgo che sta vedendo crollare il mondo che ha sempre conosciuto: la sua mamma adottiva ha avuto un infarto ed è ricoverata in ospedale in condizioni di salute precaria e non potrà tornare a casa.

Preoccupate dall’intervento dei servizi sociali, pensano alla possibilità per lei di andare a cercare in Olanda la sua madre naturale che l’ha affidata direttamente alla donna, anche se ai tempi nessuno è riuscito più a ritrovarla nè a saperne nulla.

Mentre è atterrita da questi cambiamenti Alea incontra uno strano e simpaticissimo trio di ragazzi che viaggiano per il mondo da soli su una nave dello zio: gli Alpha Cru, Ben, Sammy e Tess.

I tre hanno nomi d’arte basati sulle costellazioni e hanno fondato una band che gli permette di procurarsi da vivere, e Alea è perfetta dato che suona i bicchieri da vino ed è molto originale nello stile.

C’è solo un problema: Alea soffre di una grave dermatite da contatto con l’acqua fredda per cui anche solo un piccolo schizzo può procurarle dolori indicibili e cicatrici terribili come quelle che cerca tanto di nascondere.

Fino a quando durante una burrasca finisce in mare cadendo dalla nave…


Ci sono stati alcuni passaggi di questo libro che sono risultati un po’ artefatti, soprattutto il fatto che una madre in ospedale in pericolo di vita mandi via la figlia minorenne da sola in giro per il mondo con dei ragazzi appena conosciuti, e che la figlia che la ama tanto, in questa situazione delicata, pensi alle sue avventure.

Nonostante questo però, la lettura non è stata minimamente intaccata. È invece andata via veloce e coinvolgente catturandomi dalla prima all’ultima parola, con la curiosità di scoprire capitolo dopo capitolo cosa sarebbe successo.


E questo non solo per le singole avventure che capitano, che sono sì particolari pur senza particolare originalità, ma anche perché il mare è il mio elemento naturale e quel che capita alla ragazza costituisce l’avverarsi del sogno della mia vita, per cui darei non so cosa, e quindi è stato facile per me immedesimarmi in lei, riconoscermi nel suo stupore, nella sua meraviglia, per tutte le nuove e continue scoperte che fa nel giro di pochissimo tempo, e per tutte le creature fantastiche con cui si trova ad avere a che fare.


I personaggi, anche se poco caratterizzati, a parte Sammy in parte, non risultano antipatici, forse un po’ neutri, a parte Tess che inizialmente è alquanto scostante, ma le cui motivazioni, appena tratteggiate, possono renderne un po’ più comprensibili certi atteggiamenti.

Lennox però è quello che mi ha convinta di più, rubandomi il cuore, anche se resta qui solo tratteggiato, appena abbozzato, con mille perché lasciati in sospeso da questo primo volume, che rende impossibile non continuare la lettura dei successivi.


Ho apprezzato come le ambientazioni, anche se non descritte nei particolari, siano correttamente inquadrate e localizzate, con elementi singoli che permettono a chi ci sia stato, di capire dove effettivamente ci si trovi.


Purtroppo anche in questo mare troviamo il male che affligge i mari di tutto il nostro mondo, cioè l’inquinamento e l’antropizzazione, che si manifestano con i rifiuti abbandonati in mare ma anche con il fatto che sia la stessa presenza di esseri umani a costituire un pericolo da cui qualsiasi creatura marina debba mettersi in salvo fuggendo e riparandosi negli abissi, non sempre con successo, come purtroppo ben sa l’orca che ritroviamo in chiusura del libro, che mi ha spezzato il cuore perché elemento più veritiero di tutta la storia.

martedì 17 maggio 2022

L' ANGOLO VINTAGE 2.0 & L' ANGOLO DEL CLASSICO Jezabel - Irène Némirovsky

 



Questo mese per questa rubrica ho scelto di restare nella mia confort zone e di darmi alla lettura di un'autrice classica che amo tanto: la Némirovsky, ed ebbene sì preferisco sempre le donne con un'esistenza tormentata! Pensate che ho acquistato anche la sua biografia, tanto che ne sono affascinata, e aspetto solo il momento giusto per leggerlo, perchè immagino sarà un tantino sofferta...


Titolo: Jezabel
Autore: Irène Némirovsky
Edizione: Newton Compton; 9 giugno 2016
Pagine 147
⭐⭐⭐⭐⭐


Sono al terzo approccio con la Nemirovsky e confermo il mio amore viscerale per questa autrice.

Non so dire onestamente quanto dipenda dai testi e quanta parte, dalla sua storia, ma credo siano ben equilibrati e impossibili da scindere.

Nei suoi romanzi ritrovo sempre una grandissima parte autobiografica che, in questo caso, è riferita indubbiamente alle figure femminili di riferimento della sua vita.


Questo Jezabel è diviso in due parti.

La prima ci tuffa direttamente e senza nessuna introduzione in un processo a questa donna, Gladys, molto bella ma anche dall’atteggiamento molto particolare, e che quasi non risponde alle domande poste dagli avvocati, in cui viene accusata e condannata per l’omicidio del giovane Bernard Martin, che riconosce come suo amante.

La seconda parte invece torna indietro nel tempo narrandoci la sua storia, dall’infanzia fino al presente, spiegandoci le motivazioni del suo gesto.

mercoledì 11 maggio 2022

PURCHE' SIA DI SERIE... Fairy oak. La storia perduta. - Elisabetta Gnone



Per questo appuntamento mensile con le serie, per cui ringrazio Chiara La lettrice sulle nuvole, perchè mi permette di dare fondo alla immensa riserva di serie mai terminate, ho scelto di tornare nel magico mondo di Fairy oak! Le altre blogger che viaggio avranno scelto di fare? Vi parlo del mio...


Titolo: La storia perduta (Fairy oak #4)
Autore: Elisabetta Gnone
Edizione: Salani; 22 ottobre 2020
Pagine 400
⭐⭐⭐⭐⭐

Ho aspettato volutamente a leggere questo nuovo capitolo della storia di Fairy oak perché in un incontro con la Gnone era stato preannunciato un ritorno al villaggio e non volevo perciò restare di nuovo orfana troppo a lungo, dato che già la volta precedente era stato triste terminare la serie pensando che non ci saremmo più ritrovati.

E quindi ecco che, con un nuovo volume già in libreria, era il momento più adatto e non potevo più attendere.

Per me ogni volta entrare in questi racconti equivale all’entrare in un mondo fuori dal tempo e dalla società in cui viviamo, con spazi, tempo e valori completamente diversi: una dimensione a misura umana, di un piccolo villaggio immerso nella natura, sul mare, dove tutti si conoscono e le famiglie vivono da secoli immersi nelle tradizioni e, perché no?, nelle simpatie e antipatie che le accompagnano da sempre e le cui ragioni si perdono nella notte dei tempi e sono andate anche un po’ perse.

In questo villaggio vivono in armonia i Magici e i Non-magici e i bambini vanno a scuola, giocano, litigano, fanno i capricci, tutto senza mai perdere di vista il rispetto l’uno per l’altro e per il mondo che li circonda.

giovedì 5 maggio 2022

Goro goro - Laura Imai Messina

Titolo: Goro goro

Autore: Laura Imai Messina

Edizione: Salani; 25 febbraio 2021

Pagine 160

⭐️⭐️⭐️



La prima sensazione che ho avuto all’impatto con queste fiabe non è stata molto positiva.

Principalmente perché il tono è tanto orientaleggiante quindi pregno di significati simbolici e morali poco chiare che fatico sempre a condividere quando leggo questi libri.


Inoltre poi non ho apprezzato molto le continue onomatopee con suoni che oltretutto si rifanno sicuramente a termini giapponesi e che perciò in italiano risultano poco attinenti.


A questo si aggiunga che per me il senso della prima storia, quella di Daruma, risulta fortemente ambiguo: bisogna diventare tondi per poter tornare sempre diritti? Credo che esistessero diversi modi migliori per sottolineare il potere della resilienza; non credo che mostrare un bambino che va in pezzi sia il più efficace, soprattutto perché un po’ forte come immagine.


Devo ammettere però che, da dopo la fiaba della volpr Ko-kitsune-ne che vince la paura per puro caso senza alcun merito particolare, e dopo quella dei Demoni Hikari (di cui mi è piaciuta tantissimo l’immagine del raccogliere la luce ma di cui confesso di non aver capito minimamente la morale) e quella dei tre bambini Momotaro, Urihime e Imotaro, che ho trovato decisamente scarna col “bisogna sempre provarci anche in modo diverso, perché in un modo o nell’altro, alla fine, si riesce di certo”, dalla storia di Daidara-bocchi, il bambino di fango, che è un inno al potere e al valore della diversità, ho cominciato ad apprezzare maggiormente queste fiabe (ad eccezione di quella delle due ragazze che si scambiano i sogni che, più che un inno all’amicizia, sembra voler dire che bisogna inseguire obiettivi materiali).



In particolare mi ha fatto tantissima tenerezza l’uccellino chiacchierone Uguisu, la storia di Yamabiko, la voce della montagna, che da eco diventa una sorta di oracolo, e quella delle avventure di Uso-tsukino, che gli insegnano la forza delle storie che racconta e l’importanza della fantasia.



E poi una menzione a parte meritano le illustrazioni: tutte le storie di questo libro sono illustrate con immagini meravigliose che lo rendono veramente una chicca da acquistare e tenere come un gioiellino per sfogliarlo con i bimbi anche solo per guardarle e costruirci nuove storie.



sabato 30 aprile 2022

Il demone - Frank Goldammer (Max Heller #1)



Titolo: Il demone

Autore: Frank Goldammer

Edizione: TimeCrime; 29 luglio 2021

Pagine 264

⭐️⭐️⭐️⭐️



Max Heller è il protagonista di questo giallo storico Timecrime.

È un ispettore investigativo tedesco durante il periodo della dittatura nazista e della Seconda Guerra mondiale e, oltre al pensiero per le sorti dei due figli partiti per il fronte, oltre al timore di essere accusato come oppositore al regime dato che non ne è esattamente un fervido sostenitore, si ritrova a indagare sul caso di un killer che imperversa a Dresda, che uccide e scuoia donne, lasciandole a dissanguarsi.

In tutto questo dovrà collaborare con personaggi che apprezza di più, come il medico Schorrer, ed altri decisamente meno, come il suo superiore Klepp.

Come se non bastasse, nel mentre deve affrontare un bombardamento da parte degli alleati russi che stanno schiacciando le armate naziste e infatti dopo poco prenderanno la città.


Devo dire di aver apprezzato di questo libro molto più l’elemento storico che quello delle indagini, perché, anche se il caso è ben costruito e i risvolti storici del movente sono molto ben ideati, purtroppo gli elementi relativi alle indagini sono un po’ approssimativi.

In particolare, per più di metà libro, l’investigatore non conclude praticamente niente e non ha nessunissimo sospettato.

Poi arriva un certo punto in cui, magicamente, si scioglie praticamente qualsiasi dubbio come per magia, con delle intuizioni geniali, ma forse un po’ troppo geniali, nonostante mi sia piaciuto molto anche il modo in cui vengano presentati, nell’ultimo terzo del libro, diversi sospettati per confondere le idee.


Le ambientazioni invece mi sono piaciute davvero tanto: si vede che la ricostruzione del periodo e degli avvenimenti che i personaggi si trovano ad affrontare sono frutto di ricerche, ma anche alcune scene particolari, le motivazioni di alcuni comportamenti, risultano totalmente verosimili.

Mi sono solo trovata a chiedermi più volte se una persona che si sia trovata in condizioni di povertà totale, come a quei tempi, dove scarseggiavano tutti i beni di prima necessità, dal cibo alla legna e al gasolio, si sarebbe davvero messa a rischiare la vita e perdere il sonno nel correre dietro ad un assassino.

E beh sì pure io a tratti mi sono trovata a pensare “che differenza potranno mai fare due morti in più con tutte le migliaia accumulate” e poi ho subito rabbrividito per questo pensiero.


Complessivamente il libro non mi è dispiaciuto per niente, anche se ho avuto la sensazione dall’inizio alla fine di restare sempre un po’ fuori dalla storia, di non riuscire a calarmi davvero nelle vicende e a immaginare le scene. 

Sarà perché mancano vere e proprie caratterizzazioni della maggior parte dei protagonisti e soprattutto perché non ci sono descrizioni, ma ho un po’ sofferto il non poter effettivamente empatizzare se non con il ragazzo con problemi che viene inquadrato un po’ meglio, e se non nell’ultimissima parte delle indagini.

Probabilmente però ciò è dovuto al fatto che questo è il primo volume della serie dei casi con Heller protagonista e la scelta di questo poliziotto così comune, con tanti difetti ma che crede fermamente nell’onestà e nella giustizia, che ho tanto apprezzato, mi spingerà sicuramente a leggere i successivi volumi e vedere se questa impressione cambierà approfondendone la conoscenza.



Giorni di zucchero, fragole e neve - Sarah Addison Allen


Titolo: Giorni di zucchero, fragole e neve

Autore: Sarah Addison Allen

Edizione: Sonzogno; 4 gennaio 2013

Pagine 287

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️



Josey vive a Bald Slope, paese del North Carolina che ha fatto fortuna grazie alle piste da sci e a suo padre, che è venuto a mancare quando lei era bambina, e di cui dicono tutti in paese grandi cose.

Josey passa la vita a non viverla, impegnata a farsi perdonare dalla mamma arcigna, Margaret, per esser stata scontrosa da piccola, portandola in giro dovunque lei desideri, e trascorrendo le notti chiusa nella propria cabina armadio a mangiare dolci e leggere romanzi d’amore.

Odora di menta piperita e dice sempre quel che pensa, spontanea come se fosse una bambina.

Un bel giorno però trova nel suo armadio Della Lee, una signora conosciuta in paese e anche dalla polizia, per il processo in corso per maltrattamenti col compagno Julian, e per adescamento.

Cosa vorrà mai da lei?

Dice di essersi rifugiata lì per scappare da casa ma, nel frattempo, ci mette tutto l’impegno possibile, per rivoluzionarle la vita, a cominciare dallo spingerla a fare nuove amicizie, per esempio con Chloe, e a dichiararsi con Adam, il bel postino che lei aspetta tutti i giorni da ben tre anni.

Chloe è una ragazza delusa dall’amore: ha appena scoperto che il fidanzato di una vita, Jack, l’ha tradita. È stato proprio lui a dirglielo, ma non ha voluto dirle il nome della donna, e da allora prova a farsi perdonare in tutti i modi, anche se lei non ci riesce.

Ha una dote insolita: i libri le piovono addosso da qualsiasi posto, la inseguono, cercando di lanciarle messaggi diversi a seconda del momento. E in questo momento le dicono di perdonare.

Ma lei, grazie anche all’incontro fortuito (causato da Della) con Chloe, si è resa conto di non aver vissuto finora (elemento in comune con Josey), e decide perciò di riprendere in mano la propria vita in questa occasione.

Jack è il migliore amico di Adam e questo permetterà a Josey di avvicinarglisi finalmente.

Le due ragazze si sosterranno e si aiuteranno nel percorso di rinascita che stanno affrontando, con tanti episodi divertenti e accompagnati quasi sempre dal cibo, complice anche una delle peggiori nevicate dell’anno, che in North Carolina arrivano proprio alla fine dell’inverno e l’inizio della primavera.


Ho semplicemente adorato questo libro! 

Era proprio ciò di cui avevo bisogno in questo momento, e mi è capitato poche volte nella mia vita di beccare un libro così al momento giusto e con tutta questa dolcezza che ti piove addosso e che non sento però come sdolcinata ma come una carica che mi faccia guardare al mondo con occhi un po’ più positivi.

Per la naturalezza e la semplicità di Josey è stato impossibile non ridere in tanti momenti in cui, sia con Chloe che con Adam, veniva fuori con le sue frasi inaspettate e ingenue, che si prestavano spesso anche a doppi sensi.


Non c’è stato uno solo dei protagonisti che non mi sia piaciuto; tutti dal primo all’ultimo mi hanno conquistata, sentendoli come se fossero vecchi amici, autentici, quelli buoni, positivi, che ti davano sempre i consigli giusti, che c’erano da ragazzini, che ti accompagnano per una vita e di cui ti puoi fidare perché non sarebbero capaci di farti mai qualcosa di male.

Perfino Margaret, nonostante la sua cattiveria, è una donna infelice, piegata dalla vita, che ha fatto le scelte sbagliate in passato e le ha pagate a caro prezzo, e anche se non è giusto che adesso le faccia pagare a Josey, sembra che questo sia una reazione inconsapevole dovuta al rancore che l’ha accompagnata in tanti anni e che non riesce più a dirigere coscientemente.

Helena/Marlena poi è un’insieme di uscite originali e divertentissime dalla prima all’ultima e credo sia la governante che tutti vorrebbero avere in casa.

Le gag tra lei e Della sono fenomenali e i suoi rituali ridicoli fanno pensare a una donna proveniente dall’Africa o dal Sud America, con credenze tribali e superstizioni tramandate intatte.


Ma non è tutto rose e fiori.

Ci sono risvolti neri: come nel passato meno conosciuto del padre di Josey, e come nella violenza di Julian, che dimostra come, anche nei paesini di provincia, in cui ci si conosce tutti da sempre, possano venir fuori i lati peggiori delle persone, e come non siano quasi mai quelli che apparentemente si identificherebbero come pericolosi, i personaggi che poi invece si rivelano tali, nascosti dietro un’apparente alone di fascino e mistero.


Il cammino verso l’indipendenza delle due ragazze, anche se in direzioni diverse: una dalla madre che non le permette di avere una vita propria, ma anche dai sensi di colpa, l’altra dalla coppia e dalla sofferenza causata dal proprio passato che non le ha permesso di guadagnarsi per il presente che il bar che gestisce, sarà costellato anche di momenti dolorosi, di episodi spiacevoli e di rischi, ma sarà l’autenticità della loro amicizia a vincere alla fine e a proteggerle da conseguenze ben peggiori.


E alla fine c’è anche un colpo di scena che non avrei mai immaginato e che mette anche un poco di malinconia, facendo commuovere perché non va sempre tutto bene per tutti, ma, gli errori del passato possono permettere a qualcuno di riscattarsi in seguito e di aiutare qualcun altro a non commetterne di identici.