Visualizzazione post con etichetta La Corte editore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La Corte editore. Mostra tutti i post

martedì 20 aprile 2021

La città delle streghe - Luca Buggio


Contrariamente alla maggior parte delle recensioni che ho letto, a me questo libro è piaciuto parecchio.
E principalmente per l’atmosfera che l’autore è stato in grado di creare, sia per le ambientazioni storiche ricostruite alla perfezione fin nei minimi particolari come per esempio il modo di parlare, sia per il mistero e l’inquietudine e il turbamento che trasmette tutta la parte relativa alle torture e alla Santa Inquisizione, alle credenze popolari antiche che persistono accanto al progresso soprattutto tra i contadini.


Titolo: La città delle streghe
Autore: Luca Buggio
Edizione: La Corte editore; 25 settembre 2017
Pagine 392
⭐⭐⭐⭐




Siamo agli inizi del 1700, periodo che in buona parte potrebbe esser collegato al Medioevo in Italia, e questo si nota dalla costituzione della società e dalle abitudini dei cittadini di Torino.
Siamo nel vivo della guerra tra il ducato di Savoia e il regno di Francia di Luigi XIV, per il dominio della Spagna.
È in questo contesto che vengono inserite le figure dei due protagonisti di cui seguiamo in parallelo le due storie, molto diverse una dall’altra.
Da un lato c’è Gustin che, catturato per i furtarelli che commetteva da ragazzino, viene assoldato dal conte Gropello, al fianco del sordomuto Felice, per fare da spia con i traditori del duca prima, e poi per indagare su un omicidio avvenuto nei dintorni di Avigliana, che può far saltare l’alleanza coi briganti che è necessaria per sperare di resistere all’invasione francese.
Dall’altro troviamo Laura Chevalier, figlia di Bertina, che scappa da Nizza con la sua famiglia per rifugiarsi a Torino, dove la sfortuna sembra non darle tregua, e dove dovrà trovare un suo posto nel mondo.

sabato 20 febbraio 2021

Luna d'inverno. Winter Fé #1 - Ilaria Varese


Quanto ho pianto ieri alla fine di questo libro e sono ancora scossa adesso e sento il bisogno di proseguire nella lettura della serie al più presto!




Titolo: Luna d'inverno.
Autore: Ilaria Varese
Edizione: La Corte editore; 21 maggio 2019
Pagine 366
⭐⭐⭐⭐⭐



Protagonisti in questo libro sono i licantropi, o lupi mannari, ma principalmente la famiglia di Gwefyr, o Winter Fè, suo nome da lupa, perché nata nella prima notte del winter fè, periodo a cavallo della fine dell’anno, che inizia col plenilunio di dicembre.
È proprio lei la voce narrante, nella sua particolarità di essere uno dei due figli di due purosangue, il padre Roderick Alfa del branco del Tennesse, ma che purtroppo non ha mai effettuato la trasformazione.
La madre è stata uccisa da una lupa impazzita, diversi anni prima, e il padre e Chase, il fratello, sono molto protettivi nei suoi confronti anche per questo motivo, oltre al fatto che i lupi “guasti” cioè quelli che non si trasformano, vengono di solito uccisi, a maggior ragione nel caso in cui, come figlia di un Alfa, racchiudano un grande potere nel loro sangue che passerebbe a chi li mangi, evitandone la dispersione.
Per questo motivo le sue giornate trascorrono tra uomini lupo molto protettivi e sessioni di addestramento per difendersi, ma questo non sembra pesarle più di tanto visto che si sente comunque indissolubilmente legata al branco e le sue scelte sono tutte prese in funzione di restar vicino a loro.
Negli ultimi mesi però una minaccia ulteriore incombe su loro e su tutti i branchi americani: il Lycan Nicholas, trasformatosi da pochi anni, sta mostrando un potere misterioso molto più grande degli altri Alfa, e sta prendendo il controllo di altri branchi vicini, giungendo ai confini del Tennesse.
Allo stesso tempo cominciano a verificarsi degli episodi di aggressività nei confronti della ragazza, per cui però non si riescono a trovare tracce per risalire al colpevole.
Questo accentua la sensazione di pericolo dei lupi e di conseguenza la loro protettività, arrivando a soffocare Gwen.
I branchi vicini non si preoccupano della loro richiesta di aiuto, non sentendosi ancora direttamente minacciati, e quindi loro si ritrovano da soli ad affrontare un pericolo sconosciuto.