lunedì 12 aprile 2021
L'ANGOLO DEL CLASSICO Il castello di Otranto - Horace Walpole
Le confidenze di... Giuliano Brentegani
Dopo aver letto e apprezzato il suo romanzo d'esordio, "La settima donna", oggi sono qui a parlare con Giuliano!
La settima donna - Giuliano Brentegani
sabato 10 aprile 2021
La mano di Fatima - Falcones
Ho finito questo libro ieri sera ma devo ancora assimilarlo bene perché mi ha lasciato un senso di tristezza e di amarezza che non riesco a mandare via.
Tristezza per l’insensatezza di buona parte dei comportamenti dell’essere umano nel corso dei secoli, che hanno condotto alla distruzione del pianeta e allo sterminio di intere popolazioni o razze senza motivi reali, e spesso, come in questo caso, in nome di un Dio che mai avrebbe potuto desiderare una cosa simile.
È terribile pensare a come le vite di migliaia e migliaia di persone siano state distrutte, annientate senza un motivo reale e dai suoi fratelli. Si lo so che è una cosa che succede quotidianamente ormai ma non riesco a farmene una ragione e leggerne così come in diretta e in maniera così esplicita, mi ha fatto salire un’amarezza immensa.
L'isola in via degli Uccelli - Uri Orlev
L' ANGOLO DEL CLASSICO Guerra e pace - Lev Tolstoj
Scrivere questa recensione mi prenderà sicuramente tempo e impegno perché è davvero complicato racchiudere in poche righe la marea di impressioni provocate da un testo così corposo e ricco.
Innanzitutto devo sottolineare che mi ha lasciata un po’ interdetta il fatto che ci fossero tantissime battute in francese non tradotte, e questo mi ha rallentata, e in più non sono davvero riuscita a comprendere perché in un romanzo russo i personaggi debbano parlare in francese, inoltre senza traduzione (Tolstoj nella nota finale spiega perché personaggi francesi parlino in russo e che per lui è stata semplicemente una trovata stilistica, ma se l’editore avesse pensato a inserire in nota la traduzione avrei apprezzato, invece di reclutare madre e zia).
Una delle difficoltà è stata anche l’uso in Russia dei patronimici che spesso non rendeva agevole distinguere tra padre e figlio, come per esempio quando si parlava dei due principi Andrei Bolkonskij.
È indubbiamente un libro molto consistente, che non è solo la storia di alcune famiglie, i Rostov, i Bolkonskij e i Karughin principalmente, rappresentativi di principi e di modi di vivere profondamente diversi, ma anche un saggio storico che ci fa avvicinare alle guerre napoleoniche entrandoci dentro direttamente e vedendo le opinioni di persone che le abbiano vissute, e in più è la storia di un popolo e delle sue tradizioni e delle sue peculiarità, condivisibili o meno, ma da conoscere senza pregiudizi.
Per tutto questo è difficile trovare un solo genere: è una cronaca storica, un poema, un romanzo, tutto questo e anche più contemporaneamente, come dice lo stesso autore in appendice.
A parte la lunghezza (sì è decisamente un mattone, soprattutto nella mia edizione), è anche una lettura molto lenta: mi sono resa conto di non riuscire a leggere più di un centinaio di pagine al giorno, procedendo lentamente a causa in particolare dei tanti personaggi e delle parentele da individuare, non esattamente facili, complici anche i nomi russi e gli abbreviativi innumerevoli.
Nonostante ciò mi ha portata in un mondo completamente diverso da cui ho davvero fatto fatica a separarmi.
E a questo devo dire che hanno contribuito anche le tante descrizioni di truppe, battaglie ed accampamenti che, anche se a momenti ho trovato noiose e poco interessanti, sono riuscite a farmi calare completamente in quegli avvenimenti.
La biblioteca di mezzanotte - Matt Haig
Nora è una giovane ragazza che decide di suicidarsi perché la sua vita va allo sfascio. Non riesce ad ottenere nulla di quel che vorrebbe, non è realizzata, viene licenziata dall’unico posto di lavoro “tranquillo” che avesse scelto di tenersi, i genitori sono morti, col fratello non si parlano da mesi e ora anche il gatto Voltaire viene trovato morto sul marciapiede.






