mercoledì 16 giugno 2021

Lezioni di fantastica: storia di Gianni Rodari - Vanessa Roghi

 

Mi trovo in difficoltà a recensire un libro che non sia un romanzo ma un saggio, nello specifico una biografia.

Solitamente le biografie per me sono un genere ostico, ma stavolta devo ricredermi. Sarà che si tratta di uno dei miei scrittori preferiti di tutti i tempi e che mi ricorda la mia infanzia e simbolo della fantasia in genere, ma ho trovato questo libro molto molto interessante.


Titolo: Lezioni di fantastica: storia di Gianni Rodari
Autore: Vanessa Roghi
Edizione: Laterza; 14 maggio 2020
Pagine 201
⭐⭐⭐⭐


Rodari è uno dei più grandi scrittori del fantastico ma, leggendo questo libro, ho scoperto che è anche stato il pioniere del genere in Italia, genere che ha incontrato fervida opposizione, e molto bistrattato ancora oggi, come genere di serie b e “per bambini”, un genere considerato, negli anni del realismo socialista, “un genere riprovevole”. Senza tenere in alcun conto che le fiabe esistono da sempre, che sono l’evoluzione delle leggende, e l’aggancio con le nostre origini, e che servono ai bambini a lavorare sui sogni e le paure, rivisitandoli e diventando materia prima su cui costruire storie nuove, rivolgendosi al futuro. Anche grazie alla spinta della Chiesa, i romanzi fantastici vengono considerati “opere della mano sinistra dello spirito”, mentre la destra si occupa delle opere realistiche. Vengono operate distinzioni tra la fantasia occupata a ricreare il reale e quella “curva su se stessa”, guardando alla seconda più come fantasticheria, e togliendo valore a tutta la parte di fantasia, intesa come creatività, che opera in tutte le forme di creazione narrativa.

Ma c’è di più: questo libro mi ha aperto tutto un mondo sul Rodari uomo e artista di cui non avevo la più pallida idea.

Ho scoperto che Rodari ha cominciato a scrivere come giornalista e non come romanziere, ed ha continuato a farlo per diversi anni, nonostante fosse trattato non esattamente nel modo migliore.

Ho scoperto che era un fervente comunista e difensore degli ideali di sinistra, e che ha lottato come partigiano per difendere l’Italia. colori

Ho scoperto che ha viaggiato tanto risiedendo in diverse città d’Italia, ma anche all’estero, dove era molto ben conosciuto e apprezzato, soprattutto in Russia, dove ha trascorso parecchio tempo, e dove purtroppo ha dovuto scontrarsi con la disillusione sulla dittatura di Stalin.

Ho scoperto che ha contribuito all’affermazione del fumetto in Italia, dove ha incontrato un’accoglienza poco piacevole.

Che ha cominciato a scrivere per i bambini partendo dal Corriere dei piccoli, e ispirato dalle letterine che proprio i bambini scrivevano.

Che pubblicava libri per il signor Einaudi in persona, che ai tempi non aveva questa grande fama, avendo creato da poco una casa editrice in fondo, e che pagava pochissimo i suoi scrittori.

Che ha avuto Munari come disegnatore dei suoi libri.

Che ha affrontato tutta la trafila, tempo poco chiara, della scomunica dei comunisti da parte della Chiesa dal Papa in persona, e anche quella per me assurda e incomprensibile, dell’ Api, l’Associazione pionieri d’Italia, osteggiata, denigrata e diffamata dalla Chiesa cattolica perché basata sul rispetto del bambino come individuo, con le connotazioni tipiche della sua età: la fantasia e la spontaneità. Le false testimonianze costruite ad hoc, per fortuna furono smontate con estrema facilità, ma costituiscono un fenomeno a mio parere davvero molto grave.

Che ha avuto a che fare più volte con Calvino, che ammiro tanto come scrittore, ma che ai tempi peccava un po' di presunzione.

E che ha frequentato parecchio l’ambiente culturale e pedagogico di Reggio, prima per le proteste proletarie operaie e la difesa dei diritti, e poi per la nascita del Movimento di cooperazione educativa, coinvolgendo poi Loris Malaguzzi e Dolci nel promuovere un’idea della scuola e dell’educazione profondamente diversa da quella regnante ai tempi, di stampo cattolico (La grammatica della fantasia è dedicata a Reggio).


Il suo lottare contro le ingiustizie, il suo battersi per il diritto dei bambini allo studio per offrirgli diverse opportunità, i suoi tentativi di risvegliare le coscienze delle famiglie dei quartieri più poveri, dove ha voluto vivere per tutta la sua vita per mantenere sempre il contatto con quella parte più svantaggiata della popolazione, la sua crescita seguita passo dopo passo, sia come scrittore, ma soprattutto nel suo percorso di uomo, che non ha fatto seguire alla disillusione di alcuni ideali, la rovina dei suoi sogni, trasformandoli solo in qualcosa di più complesso, più realistico ma più bello, tutto questo mi ha portata a vederne tutte le mille sfaccettature e sfumature e ad apprezzarlo molto più di quanto già facessi in precedenza.


La sua fantasia di andare in pensione, smettere di scrivere e diventare burattinaio mi ha affascinata tanto, ma mi ha immalinconita tanto la sua fine e il fatto che purtroppo non ci sia potuto riuscire.

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