martedì 25 maggio 2021

L'istituto - Stephen King

 

Titolo: L'istituto
Autore: Stephen King
Edizione: Sperling & Kupfer; 10 settembre 2019
Pagine 576
⭐⭐⭐⭐⭐


Quella racchiusa in questo libro è una storia piuttosto strana, sarà che i protagonisti sono un gruppo di ragazzini. Ragazzini alquanto particolari, con poteri telepatici o telecinetici, che vengono rapiti e portati in un posto definito "L'istituto".
All'istituto ogni bambino ha una camera tale e quale a quella di casa sua.
Le regole sono rigide nella struttura, test e iniezioni, ricompense e punizioni da parte dei sorveglianti.
Questi bambini saranno costretti a crescere in fretta ma se c'è una cosa bella che l'istituto ha forgiato si trova nel loro legame.
Quella che lega Luke, Kalisha, George, Nick, Helen e Avery è un'amicizia unica che difficilmente avrebbero trovato se non ci fosse stato questo evento ad avvicinarli.

Premetto che amo King ma sulle sue opere recenti ultimamente sono stata un po' scettica. Ho trovato un calo di interesse negli ultimi libri, calo di interesse che questa lettura ha brillantemente recuperato.
La storia racchiusa tra queste pagine mi ha conquistata praticamente da subito, o almeno diciamo che mi ha conquistata quando siamo arrivati con Luke in questo posto disumano.
La prima parte infatti non è incentrata sui nostri mini protagonisti, è solo introduttiva e serve a farci conoscere l'adulto che rappresenterà un punto di svolta nella storia: Tim.
Non è particolarmente entusiasmante ma vi assicuro che non potrete fare a meno di amare questo personaggio una volta concluso il libro.

"Sai, Jamienson, la vita che crediamo di vivere non è reale. È solo un teatrino di ombre cinesi, e per quanto mi riguarda sarò ben lieto quando le luci di scena si spegneranno. Al buio, le ombre spariscono."

Superato questo piccolo ostacolo ci si ritrova catapultati direttamente all'istituto. In questo posto lo stile dell'autore diventa più fluido e incalzante ma il lettore si ritrova, grazie alla sua nota capacità, a sentirsi smarrito esattamente come lo sono i piccoli protagonisti.
Generalmente, si tende a pensare che King scriva solo Horror, ebbene è ora di sfatare questa convinzione: l'istituto è un romanzo ambiguo, vorrei definirlo un fantasy visti i poteri dei ragazzi ma sarebbe sbagliato; potrei definirlo un thriller a tratti visto lo sfondo con i rapimenti ma sarebbe sbagliato anche questo; un romanzo di avventura forse? Neanche. È un misto di tutte queste cose, ma posso assicurarvi che non c'è neanche una minima ombra di horror.
King è maestro nel catturare l'attenzione. Ti prende e ti trascina nel suo mondo puntando spesso il tutto sull'empatia. Generalmente se il protagonista è triste lo è anche il lettore; se ha paura possiamo sentirla sulla nostra pelle. ipnosi
Devo dire che ho notato che in questo libro ci sono molti meno dettagli di poco conto rispetto a molti altri, perché... Si, tu che definisci King prolisso, hai ragione!
Tra queste pagine ho provato dolore, ho riso e ho pianto. Ogni volta che sono stata costretta a chiudere il libro mi sono sentita persa, avevo un assoluto bisogno di sapere.
La storia è stata creata con tantissimi pov, il che non deve essere affatto stato semplice, e ha infiniti colpi di scena.
Diciamo che la "risoluzione del caso" non mi ha entusiasmata. Sul finale c'è troppa violenza dal mio punto di vista e non è una cosa che ho apprezzato soprattutto in un libro che altrimenti poteva essere tranquillamente adatto a dei ragazzini di 10-11 anni. 

"C'è un abisso, okay? Ogni tanto lo sogno. Sprofonda all'infinito, ed è pieno di tutte le cose che non so. Non ho idea di come un abisso possa essere pieno - un vero ossimoro - ma è così. Mi fa sentire piccolo e stupido. Però c'è un ponte che lo attraversa, e voglio percorrerlo. Voglio fermarmi al centro del ponte, alzare le mani... e tutte quelle cose immerse nel buio verranno in superficie. Lo so."

Per un po' mi sono chiesta cosa avrei fatto io se fossi stata una residente dell'istituto, considerando tutto l'odio che ho provato nei confronti dei sorveglianti nel corso della lettura sicuramente avrei potuto tenete testa a Nick.
Verso la fine c'è un riferimento a The outsiders che, purtroppo, io ancora non ho letto. Non ho ben capito se sia proprio un collegamento stretto ma comunque sia ormai è andata, capirò sicuramente meglio leggendo poi quello.

È sicuramente una lettura che consiglio, anzi per come la vedo "L"istituto" potrebbe essere un buon punto di partenza anche per quei lettori più restii.

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