lunedì 26 aprile 2021

L'ANGOLO DEL CLASSICO Tarzan delle scimmie - Edgar Rice Burroughs

 

Leggere questo libro è stata per me un’autentica delusione e non me la sono sentita di dare meno di tre stelle solo perché si tratta di un classicone dei fantasy di tutti i tempi e per la fama che lo accompagna da tanti anni.


Titolo: Tarzan delle scimmie
Autore: Edgar Rice Burroughs
Edizione: Newton Compton; 1994
Pagine 220
⭐⭐⭐




La storia la conosciamo tutti credo, di questo bambino nato nella giungla africana e che, rimasto orfano, viene cresciuto dalla scimmia Kala, che lo sostituisce al suo piccolo morto.
Nei film che ho visto finora però la storia inizia quando lui è già grande, mentre nel libro si parte dalla storia dei genitori, abbandonati sulle coste africane dopo un ammutinamento sulla nave su stavano viaggiando.

Ma partiamo dal fatto che a mio parere, non si tratta di un libro per ragazzi come è stato indicato, dato che contiene diverse scene violente narrate anche con dovizia di particolari.
Certo è vero anche che i ragazzi oggi sono abituati a ben altro ma, essendo stato scritto un po’ di anni fa, il discorso era un po’ diverso, e poi a me personalmente non piacerebbe far leggere a mio figlio di scene così truculente e gratuite, così come in realtà non è piaciuto nemmeno a me leggerne, in particolare perché vengono esposte come se la violenza fosse tipica degli animali, creature senza cervello e limitate, che amano esercitarla così quasi per diletto, perché non sanno fare altro, mentre invece l’uomo è la razza superiore. E beh non so dire quanto lo appaia realmente, dato che è proprio Tarzan a compiere omicidi su omicidi, sia di animali che di indigeni, e poi gli stessi francesi dell’Arrow, che arrivano per liberare il loro collega ma finiscono per vendicarsi per compiere una strage, ma beh loro sono buoni perché almeno risparmiano donne e bambini “laddove fosse possibile”!!!!
E aggiungiamoci il fatto che tutto il libro è così, incentrato su questo tipo di scene, dipingendo Tarzan come il macho, il fustacchione senza timore e con forza superiore ai migliori atleti di tutti i tempi, solo perché usa la forza per salvare chiunque del gruppo di inglesi si trovi in pericolo, correndo da una parte all’altra della giungla e portandoli a dorso, anzi non correndo ma volando da un albero all’altro!

E poi diciamocelo, è tutto veramente troppo troppo irrealistico e forzato.
Tarzan trova la capanna e per magia riesce a comprendere che quelle formiche sono delle lettere e le impara tutte e riesce a scrivere e non solo copiarle ma anche combinarle per creare tutte le parole, non solo quelle che trova scritte sui libri che vede, e anche a costruire frasi di senso compiuto con una sintassi perfetta!
E poi impara a parlare perfettamente in quattro e quattr’otto e in diverse lingue, in pochi giorni, quando i bambini ci mettono anni per apprendere tutti i suoni e le regole della fonetica, e i sordomuti che non sentono le pronunce, anche quando imparano a produrre suoni, risultano non naturali perché non li hanno mai ascoltati prima.
E poi vogliamo parlare del fatto che essere un gentiluomo sia presentata come caratteristica innata e quindi tramandata col sangue, in quanto erede di un lord???

Nella parte finale, dall’arrivo del gruppo di esploratori inglesi, tra cui c’è la famosissima Jane Porter, si arricchisce almeno tutto con un po’ di comicità.
Il padre di Jane e il suo assistente sono davvero esilaranti nelle loro scenette, anche se a un certo punto si intuisce che forse il professore non è proprio stupido ma è diventato un po’ svampito dopo la perdita della moglie.
La schiava domestica Esmeralda poi, che sviene ogni momento, fa davvero scompisciare.

La conclusione però è davvero assurda. Dopo tutto il casino fatto e i tormenti subiti, nonché l’ultima tragedia dell’incendio misteriosamente scoppiato vicino alle dimore del gruppo, ennesima casuale coincidenza che permette a Tarzan di rifarsi vivo con un’entrata in scena coreografica, che si dica di sì così da un momento all’altro, senza nemmeno pensarci, mi risulta veramente assurdo.

Ho scoperto per la prima volta che Burroughs ha scritto diversi altri libri di seguito a questo, sulle avventure di Tarzan, ma non credo che li leggerò.

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