martedì 27 aprile 2021

Il segno della profezia - David Eddings

Ok è ufficiale, Eddings mi ha conquistata!!!

Titolo: Il segno della profezia
Autore: David Eddings
Edizione: Nord; 1 gennaio 1991
Pagine 273
⭐⭐⭐⭐⭐


Il segno del titolo è il marchio che i figli di Cherek portavano sul palmo della mano, una macchia a forma di occhio, che, soli, li rendeva in grado di comunicare con l’Orb, la gemma occhio creata da Aldur e rubata dal malvagio Torak.
Ne conosciamo in introduzione la storia, per poi ritrovare, a distanza di tanti anni da quelle vicende, il giovane Garion con questo simbolo, di cui però non conosce il significato.
E nemmeno noi sappiamo cosa sia successo negli anni nel frattempo, in quanto lo troviamo con la zia nella fattoria di Faldur, ignaro della storia di quel marchio che porta e tantomeno della profezia relativa, che non verrà realmente svelata nemmeno a noi in questo libro.

Gli elementi del classico fantasy ci sono tutti: la cerca in questo caso prima del personaggio che ha rubato qualcosa di estremamente importante e poi del manufatto stesso, e il gruppo variegato che si riunisce con un giovane elemento in più rispetto al solito, che evolve e matura durante le vicende e che inizialmente non sa niente o quasi e poi scopre tutto strada facendo con gran sconvolgimento, e si rivela molto più importante di quel che pensasse.

Ma in più tutti questi elementi sono uniti con grande maestria in una trama unica!

Ogni singolo personaggio riesce ad arrivare dritto al cuore!
Garion è il più simpatico ovviamente, ragazzo giovane che nasconde una storia misteriosa e un potere immenso, di cui lui stesso è tenuto all’oscuro.
Zia Pol/Polgara e messer Wolf/Belgarath si comprendono da subito, ma anche Silk lo scapolo indomito, segretamente innamorato tormentato, e Kheldar, orso burbero e ironico, e Durnik, il fabbro silenzioso e mite, modesto e valoroso, sono tutti caratterizzati alla perfezione, ma attraverso le loro azioni, con poche descrizioni.
Un posticino speciale però lo occupa Silk, il solito apparente duro che si fa beffe di tutti ma che nasconde un cuore tenero.
E anche tutti i personaggi secondari, i re e le regine che si riuniscono per organizzare la difesa dalla incombente minaccia del furto dell’occhio e da una nuova guerra.
Sono tutti dipinti talmente bene da sembrare di vederli muoversi nelle sale di quel castello antico e diroccato e tra le strade dei paesi o nelle campagne, o sulla nave nello stretto.
Anche Hennet, nonostante sia qui una figura marginale, per il rapporto col padre invalido che assiste e per il suo potere unico di comunicare coi cavalli, mi ha incuriosita e spero che troverà più spazio proseguendo nella storia, come immagino.
Perfino i Grolims sono affascinanti e incuriosiscono tanto per i loro poteri di cui si dovrà ancora sapere molto, ho l’impressione.

L’opera di costruzione del worldbuilding e della storia e le leggende che lo accompagnano è davvero degna di nota, e fa calare interamente in quel mondo magico dove un dio ha creato problemi a tutti i fratelli facendosi conquistare dalla brama di potere, danneggiando l’intera umanità.

Ad un certo punto, nonostante ne comprenda la preoccupazione, sono stata infastidita dai continui rimproveri della zia Pol e dal suo intestardirsi nel mantenere i misteri e nel trattare Garion come un ragazzino.
È chiaramente un volume introduttivo che mette tanta carne al fuoco per poi svolgere gli spunti nelle trame in seguito.
Indubbiamente un ottimo inizio non c’è che dire. Non vedo l’ora di tornare a viaggiare col gruppo!

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