martedì 16 marzo 2021

Enola Holmes e il caso del marchese scomparso #1 - Nancy Springer

 


Titolo: Enola Holmes e il caso del marchese scomparso
Autore: Nancy Sprnger
Edizione: De Agostini; 15 settembre 2020
Pagine 224
⭐⭐⭐





Enola Holmes è la sfortunata sorella di Sherlock (sì proprio lui, il famoso investigatore) e Mycroft Holmes, saccenti e presuntuosi.

Il giorno del suo compleanno scompare la madre e, dato che nessuno si preoccupa, comincia ad indagare. L’arrivo dei due fratelli scombussola i suoi piani, e, quando Mycroft decide di farla andare in collegio, la costringe ad organizzare una fuga.

E dove meglio di Londra dove, tra tanta gente e trambusto, non riuscirebbero mai a trovarla?

Prima però per la strada dovrà occuparsi, spinta dalla sua innata curiosità che la rende tanto simile al fratello, della scomparsa anche del conte Takesbury.

Ovviamente le peripezie saranno delle più originali!


Inizialmente ho trovato la storia un po’ monotona.

Nonostante la protagonista non mi fosse antipatica, non mi sembrava nè carne nè pesce.

L’ho trovata semplicemente una ragazzina un po’ ribelle e poco avvezza alle cerimonie della borghesia.

Ma nulla di più.

Non mostrava nessun particolare intuito o abilità, a parte quello mostrato nel caso del ragazzino sparito, ma che ho visto dovuto più alla stessa età e alla vicinanza di vedute, dovuta più ai suoi modi da maschiaccio che da altro.


Quando però ci si è spostati nello scenario della mia adorata Londra vittoriana, beh lì sono stata folgorata!


Le coincidenze certo sono veramente troppe perchè quante probabilità c’erano che le andasse a finire proprio in quel modo anche nella grande e affollata Londra?

Però questo non toglie pathos alle scene a mio parere.


La Londra dell’epoca è descritta davvero alla perfezione con tutti i suoi lati positivi (pochi) e con i tanti lati negativi ma caratteristici e fortemente pittoreschi.

E questo spingerà ben presto la ragazza ad aprire gli occhi sulla pericolosità di essa.


Allo stesso modo è descritta alla perfezione la vita e le regole sociali dell’epoca. donna

Pur nell’alta società le donne contavano poco più di nulla: dovevano ricevere una certa educazione, trovare un marito presto, non gestire direttamente i soldi, vestirsi e parlare in un certo modo e mandare avanti la casa secondo certe regole. Tutte cose queste a cui la madre di Enola e ragazzi si ribella fin dalla morte del marito, che viene descritto come di vedute avanzate rispetto all’epoca, e ciò provoca la rottura con i due figli maschi e il loro allontanamento.

Come scopriranno presto però lei è riuscita lo stesso a trovare il modo per fare ciò che reputava giusto, e questo causerà le ire del fratello maggiore che si riconoscerà truffato da una donna!!!!

Sarà questo a portarlo a esercitare le proprie ingerenze sull’educazione della sorella, per loro fin troppo inadeguata per una signorina che si rispetti.


E qui sta il secondo punto debole del romanzo per me, che gli è costata una stellina.

Sherlock Holmes è stato trattato malissimo!!!

Il suo infallibile intuito viene riconosciuto ok ma non riesce a trovare la sorella neanche quando se la ritrova a un palmo dal naso, e non riesce ad intuire un bel nulla su una parodia di caso come quella del piccolo marchese!!!

Sì viene descritta anche la sua fragilità psichica che poi a dirla tutta più che di depressione sembrerebbe trattarsi di iperattività che lui cura con gli oppiacei.

Ma un quadro di arrogante misogino come quello che assume quando rivede la sorella che non vedeva dalla sua nascita, sia nei confronti di lei che della madre, proprio non mi è andato giù mi dispiace.


Più che nei casi, davvero semplici e risolti veramente presto, l’originalità della storia sta nel metodo di risoluzione, basato su crittogrammi, usati per i messaggi tra la ragazza e la mamma, che coinvolgono anche nell’interpretarli.

Nonostante comprenda il comportamento di ribellione della donna nei confronti di una società maschilista e svalutante, non sono riuscita però ad empatizzare con lei, propendendo più a favore di Enola che si sente abbandonata a se stessa, come se il suo nome fosse già una profezia. Mi è anzi dispiaciuto che si abbandonasse all’autocompatirsi quando avrei preferito che provasse un po’ di rabbia per un comportamento così egoistico da parte della donna che avrebbe dovuto pensare a lei e più di tutti comprenderla. E questo in particolare quando ho letto della strada che avrebbe scelto.

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