sabato 30 gennaio 2021

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo #2. Il mare dei mostri

 

Titolo: Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo #2. Il mare dei mostri
Autore: Rick Riordan
Edizione: Mondadori; 2 novembre 2010
Pagine 328
⭐⭐⭐⭐



Percy è tornato a una certa normalità della sua vita da adolescente con scuola, compagni bulli e la sua adorata mamma, ed è a un passo dall’inizio delle vacanze estive, quando viene assalito da un gruppo di mostri del tutto inatteso, proprio dopo che la mamma gli ha detto che quest’anno non potrà recarsi al campo perché Chirone l’ha avvertita che non è più sicuro.
Dopo questo episodio, in una fuga rocambolesca in cui sarà accompagnato dal nuovo amico Tyson e da Annabeth appena ritrovata, vi arriverà lo stesso, scoprendo che l’albero di Talia che protegge i confini è stato avvelenato e sta morendo, e che Chirone è stato licenziato ed è arrivato a sostituirlo nientemeno che Tantalo.
Per salvare il posto dalla rovina e dalle continue aggressioni di mostri esterni, Percy affronterà la ricerca del mitico vello d’oro di Giasone, ora custodito da Polifemo su un’isola nel mare dei mostri.
Questo anche per i misteriosi sogni che fa in cui vede il suo caro amico satiro Grover, imprigionato dal ciclope, in una versione improbabile ed esilarante di Penelope.
E ovviamente non sarà solo e dovrà affrontare una serie di ostacoli che cercheranno di fermarlo, da Scilla e Cariddi, a Circe e le sirene, e scoprirà anche una minaccia incombente sui mezzosangue, sull’Olimpo e sul mondo intero.

Questa serie si fa sempre più complessa e meravigliosa.
È unico e davvero difficile il connubio che l’autore è riuscito a creare tra i continui richiami mitologici e il tono leggero e scanzonato e a tratti anche comico della narrazione, ma riuscito benissimo.

Mi appassiona sempre di più questo calarmi nel mondo della mitologia greca che amo anche se qui in chiave moderna e localizzata negli Stati Uniti.
In questo caso poi troviamo anche la nostra Italia in quanto ritroviamo i luoghi della famosa Odissea, ripercorrendo un po’ la strada di Ulisse.
Qui facciamo la conoscenza della figura dei Ciclopi, figli di un dio e di uno spirito della natura, condannati ad essere nel mondo dei senzatetto.

Sono esplosivi e divertentissimi la fuga con le Sorelle Grigie e la tappa nel centro benessere di C.C.

Mi sono solo interrogata ad un certo punto, cercando di ricostruire il loro itinerario ispirandomi alle ipotesi che sono state fatte dei luoghi del viaggio di Ulisse, se fosse del tutto corretto, perché mi è sembrato che in un momento siano andati più avanti per poi tornare indietro.

Ritroviamo anche Luke e le scene in cui compare sul mare sono quelle meglio costruite a mio parere e, nonostante sia comunque un contesto come dicevo abbastanza leggero, non nego che siano riuscite a crearmi un po’ di allerta, forse anche a causa delle tante novità introdotte e dei tanti misteri che si aggiungono.

Scopriamo finalmente anche cosa sia successo precisamente a Talia, e in cosa consista la misteriosa profezia dell’Oracolo che tutti volevano nascondere a Percy.

La cosa che più mi piace di questo autore è che, nonostante si tratti fondamentalmente di un libro per ragazzi, riesca a rendere alla perfezione le scene e le motivazioni dei protagonisti, permettendo di vederle scorrere davanti agli occhi come in un film e di provare a immaginare cosa potranno decidere di fare in una certa situazione.

Ho trovato Percy meglio caratterizzato qui, più sicuro forse anche perché più grande, e che comincia a mostrare le proprie peculiari caratteristiche sia positive che non. A questo proposito mi è piaciuto tanto il discorso che fa Annabeth quando affrontano le sirene, riguardo la forza che viene data dal riconoscere la propria hybris.
Clarisse è più odiosa che mai, ma insomma niente di nuovo, solo che qui Percy riesce finalmente ad esserle superiore.

Mi ha fatto tanto piacere conoscere finalmente anche Ermes e scoprire come, sia con lui e Luke sia con Clarisse e Crono, venga mostrato che i rapporti tra i mezzosangue e il dio di cui sono figli siano più o meno difficili allo stesso modo per tutti, in fondo un po’ come i rapporti tra tutti o quasi i figli adolescenti ed i loro genitori.


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