giovedì 31 dicembre 2020

Recensione doppia - Chocolat, di Joanne Harris

Siete stanchi delle solite recensioni e volete una cosa diversa? Bene, quello che oggi andiamo a presentarvi è una sorta di esperimento... Più che una vera e propria recensione una chiacchierata tra amiche.

Andiamo a parlarvi di "Chocolat" di J. Harris.


Titolo: Chocolat
Autore: Joanne Harris
Edizione: Garzanti; 24 maggio 2012
Pagine 338




A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po' troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata "La Celeste Praline", che ben presto diviene - agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

E: Allora Sara ti è piaciuto questo libro?

S: Ciao Emanuela! Nel complesso direi di si, è un libro molto articolato che ha all'interno tantissimi contesti diversi... Sicuramente se mi fossi basata solo su titolo e trama non lo avrei letto però, per fortuna che l'ho iniziato a scatola chiusa!
Per te che conoscevi già la storia deve essere stato diverso. Si discosta molto la trama tra il libro e il film? E già che ci siamo mi chiedo quale dei due hai preferito.


E: Ma in realtà no non molto cioè a parte il rapporto tra Vianne e Roux e lo sdoppiamento tra le figure del prete e un fantomatico conte che io immagino sia una scelta dovuta ad evitare una condanna troppo forte alla Chiesa. Però queste scelte rendono la trama del libro molto più complessa rispetto a quella del libro. Quindi sì ti dico comunque il film è piacevole e guardare Depp anche, ma il libro è un’altra cosa. Tu ne sei incuriosita? Pensi che lo guarderesti? E che passaggio secondo te assolutamente per piacerti non deve essere toccato?

S: Io e i film non andiamo molto d'accordo in realtà ma se dovessi guardarlo mi piacerebbe che fosse trattato con cura il rapporto tra Armande e Luc in tutto il suo sviluppo. Nel libro mi è piaciuto tanto leggere come le cose andavano avanti tra loro.
Tra l'altro mi hai detto che Armande è il tuo personaggio preferito... Visto che per me nella massa non si è poi distinta molto hai voglia di spiegarmi il perché?

E: Si certo. Mi piace molto perché secondo me invece è il personaggio più completo. È chiara e diretta, dice sempre la sua e non si frena nemmeno di fronte a figure più “autoritarie”. Va controcorrente e non si uniforma alla massa. Ammetto che a volte sia un po’ provocatoria ma questo non mi dispiace. E poi mi piace la sua scelta di restare libera di scegliere fino alla fine anche se questo implica una scelta che non ho condiviso. E poi come tu sottolinei, nel rapporto con il nipote dimostra un affetto sincero e di essere una persona che tiene tanto alla famiglia e ai rapporti profondi e sinceri e per questo cerca di far esprimere al nipote la sua vera personalità. A te cosa è piaciuto di questo rapporto e quale personaggio invece hai preferito? Ricordo mi dicevi di Josephine

S: Tra Armande e Luc ho apprezzato molto il fatto che il loro rapporto non fosse messo lì a caso. L'autrice ha deciso di farceli conoscere in un periodo in cui il loro rapporto e la loro conoscenza non erano proprio il massimo ma, piano piano, un tassello per volta ho visto un qualcosa di veramente unico.
L'ho vissuto come un uscire fuori dai vincoli preimpostati e godersi ogni giornata attimo per attimo.
Si, ti parlavo di Josephine anche se in realtà per me il primo posto è un parimento con Roux.
Trovo che siano loro i personaggi più completi, quelli con più sfumature.
Con Josephine l'autrice va a parlare di violenza sulle donne esponendo prima la visione di una "vittima" che rimane in silenzio e solo successivamente la sua sorta di ribellione.
Sinceramente non mi aspettavo proprio di trovare una situazione simile in un libro che per me doveva trattare di cioccolato!
È un personaggio che subisce una grande metamorfosi nel corso della lettura e penso sia proprio per questo che mi sono legata a lei.
Anche a te è capitato di trovarti davanti a un argomento che non ti aspettavi in questo libro?

E: Beh si certo questo libro ne contiene talmente tanti di argomenti che uno non si aspetterebbe mai perché tanto lontani dal cioccolato! Io ne evidenzierei due in particolare, che sono il rapporto con culture diverse dalla propria in particolare declinato qui come chiusura, e poi quello della corruzione delle figure ecclesiastiche, corruzione soprattutto morale, frequente negli anni e ancora al giorno d’oggi ma che viene fuori solo raramente, che si trova qui sia nel comportamento del Pere che ci viene raccontato, sia nell’allontanarsi dai precetti cristiani della fratellanza e dell’aiutare il prossimo, che vengono mascherati da un seguire in maniera ferrea i comandamenti e le usanze e nell’evitare a tutti i costi il peccato. Tutti questi temi nel film vengono solo accennati diversamente dal libro. Nonostante questo non sono riuscita a “odiare” il prete, anche perché viene tracciato in maniera complessa, con le sue fragilità ed il suo cercare comunque di fare del bene agli altri e di moderare alcune sue azioni, quando arriva a condannare alcuni comportamenti di Muscat. Lui proprio non lo ho potuto soffrire! Contiene un insieme di caratteristiche che proprio nelle persone non riesco a tollerare. Lo pensi anche tu?

S: Totalmente d'accordo con te su tutta la linea.
Devo dire che tutta l'ostilità che fuoriesce dal libro verso i forestieri mi ha dato abbastanza fastidio. In una piccola cittadina mi sarei aspettata un minimo di freddezza iniziale forse ma mai avrei pensato che in tanti ostacolassero in maniera così sfrontata il percorso di altri.
Per quanto riguarda Muscat, beh... Penso sia difficile, se non impossibile, trovare qualcuno che lo tollera.
Ma veniamo a quello che doveva essere l'argomento centrale e che invece secondo me va molto a sfumare... Cosa ci dici delle parti sul cioccolato Emanuela?

E: Mah direi che non le ho trovate particolarmente influenti nel racconto anche se mi hanno fatta ingolosire parecchio! Direi che la cosa più interessante al riguardo è la capacità di Vianne di capire i gusti dei clienti che non si capisce bene quanto sia magia e quanto psicologia. Anche se il rapporto con la madre descritto da lei ci dice qualcosa no?

S: A me piace l'idea di "magia del cioccolato"!
Come ho apprezzato le scene in cui il cioccolato viene usato quasi a scopo terapeutico.
Per quanto riguarda il passato di Vianne non tutto mi è sembrato chiaro devo dire.
E ho odiato le scene con riferimento ai tarocchi tanto quanto quelle in cui si descrivevano infiniti dolci.

E: Si sì anche io! Come ho trovato che tanti aspetti solo accennati in questo rapporto avrebbero dovuto essere approfonditi

S: A tal proposito, ho appena scoperto che in realtà "Chocolat" è il primo volume di una trilogia che continua con: "Le scarpe rosse" e "Il giardino delle pesche e delle rose"... Magari nei due volumi successivi troveremo le risposte alle nostre domande.
Quindi, che ne dici possiamo promuovere questo libro?

E: Si sì promosso a pieni voti per me.

"Credo che essere felici sia l'unica cosa importante"
[...]
Felicità. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva."

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